![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 31 GENNAIO 2002 |
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"Ma la mamma chi è?" chiede efficacemente il titolo della puntata di martedì scorso, su Raiuno in seconda serata, introducendo Porta a porta (seguito da 2.743.000 spettatori, con il 23.75 per cento di share): una trasmissione incandescente non per la virulenza degli interventi, ma per l'importanza dei temi e la forza delle argomentazioni, che hanno superato il pur importante tema - quello della maternità surrogata, nato dalla rivelazione della nascita di due gemelli italiani partoriti da una donna californiana dietro compenso in denaro - per toccare il problema etico della libertà e dei limiti che essa deve imporsi per non trasformarsi in arbitrio. Di fronte a Pasquale Bigotta, il ginecologo romano che ha rivelato l'esistenza in Italia di più di cinquanta casi consimili, legati al divieto esistente in Italia per una decisione dell'Ordine dei medici e un'ordinanza del ministero della Salute emessa a luglio del 2001, in mancanza di una legge, si sono schierati rappresentanti delle forze politiche: il ministro della Salute Girolamo Sirchia e la diessina Marida Bolognesi, che aveva elaborato nella scorsa legislatura una proposta di legge, che verrà ripresentata alla commissione Affari sociali della Camera proprio in questi giorni. E poi si sono sentite le testimonianze di una giovane donna che ha tentato l'inseminazione della madre, offertasi per darle il figlio che lei non può più avere, e quella della cantante Marina Occhiena, che ha ottenuto un figlio dopo cinque tentativi di fecondazione assistita, grazie alle cure del marito, il ginecologo Giuseppe Giordano, tuttavia negativo nei confronti dell'evento ottenuto da Pasquale Bilotta. Rifiutando tutti la liceità di un pagamento alla donna-ospite, il "mercato" che fa scadere un atto d'amore in mercimonio, garantito inoltre solo a chi può disporre di grosse somme, gli intervenuti hanno però sollevato un problema che va al di là del fatto. "Una legge che limita l'espressione della volontà del singolo cittadino è da rifiutare" ha detto Marida Bolognesi; mentre Francesco D'Agostino, ordinario di Filosofia del diritto all'Università romana di Tor Vergata ed esponente del Comitato nazionale di bioetica, ha allargato le considerazioni necessarie al rispetto per la vita futura del bambino così "prodotto" da due madri, che potrebbe subire, a livello psicologico, il disagio di una condizione abnorme sul piano familiare e sociale. Essenziali, queste riflessioni, perché hanno mostrato quanto il desiderio dei genitori superi spesso l'attenzione verso il figlio, e come siano recisamente schierati due orientamenti: quello della "globalizzazione delle culture", sostenuto dalla Bolognesi, con la necessità di allinearsi alle linee di comportamento europee e mondiali, e quello invece espresso da Sirchia, che ha vigorosamente negato che ci si debba sempre adeguare a ciò che si fa in altri Paesi, citando tra la'ltro il trapianto di rene fra vivi permesso in Turchia. "La libertà è sacrosanta, ma si deve esercitare all'interno della giustizia e dell'etica, altrimenti si trasforma in arbitrio" ha dichiarato Sirchia. "C'è una tendenza forte, in questa fase politica, a decidere sul comportamento dei cittadini" ha replicato Marida Bolognesi. E l'ombra antica e perniciosa del "vietato vietare" si è levata come un fantasma nel luminoso studio di Bruno Vespa.