RASSEGNA STAMPA

26 GENNAIO 2002
MASSIMO BALDINI
E il professore di Harvard teorizzò lo "Stato minimo"

È morto a 63 anni il pensatore liberale americano Robert Nozick. Il potere come "guardiano notturno"

Nel 1974 un professore di Harvard, poco più che trentenne, Robert Nozick diede alle stampe un'opera che suscitò al suo primo apparire un grande dibattito a livello internazionale. L'opera in questione si intitolava: Anarchia, stato e utopia. Negli anni successivi uscirono altri suoi lavori (Spiegazioni filosofiche nel 1981, La vita pensata nel 1989, La natura della razionalità nel 1993 e, infine Invariances nel 2001), ma nessuno di queste eguagliò il successo della sua prima opera.

Robert Nozick, che è morto l'altro ieri negli Stati Uniti, era nato a Brooklyn nel novembre del 1938, aveva studiato alla Columbia University e, quindi, aveva conseguito il suo Dottorato di ricerca all'Università di Princeton, dove era stato allievo di Carl Hempel. E nel 1969 era stato chiamato ad insegnare filosofia presso la prestigiosa università di Harvard.

Nella prefazione a Anarchia, stato e utopia Nozick espose con estrema chiarezza le premesse da cui muoveva. "Gli individui - egli scrisse - hanno dei diritti; ci sono cose che nessuna persona o nessun gruppo di persone può far loro (senza violare i loro diritti). Tali diritti sono tanto forti e di così vasta portata, da sollevare il problema di che cosa lo Stato e suoi funzionari possono fare, se qualcosa possono. Quanto spazio lasciano allo Stato i diritti degli individui?". E a questo interrogativo egli rispondeva affermando che "lo Stato minimo, ridotto strettamente alle funzioni di protezione contro la forza, il furto, la frode, di esecuzione dei contratti, e così via, è giustificato; che qualsiasi stato più esteso violerà i diritti delle persone di non essere costrette a compiere certe cose, ed è ingiustificato". In breve, che "lo Stato minimo è allettante oltre che giusto".

Nozick è il teorico di un liberalismo che concepisce lo Stato essenzialmente come "guardiano notturno", è il difensore cioè di uno Stato minimo, di uno Stato che ha poteri e funzioni limitatissime, di uno Stato la cui nascita ha luogo senza la violazione dei diritti degli individui, in quanto dall'anarchia dello stato di natura si uscirebbe in seguito ad un processo spontaneo.

Con l'opera Anarchia, stato e utopia Nozick si presentò sulla scena culturale come l'antagonista diretto di John Rawls, che aveva difeso nel volume Una teoria della giustizia (1971), una società "giusta", una società cioè che doveva farsi carico anche degli individui svantaggiati. Ma, nel contempo, prese anche le distanze da Murray Rothbard, l'esponente di spicco dell'anarchismo liberale, che negava ogni legittimità del potere statale.

Nel suo Stato minimo Nozick ritiene che la libertà e i diritti naturali debbano essere estesi anche agli animali. A suo avviso, occorre abbandonare la posizione ipocrita secondo la quale si è utilitaristi con gli animali e kantiani con le persone. Anche gli animali non devono mai essere considerati dagli uomini come mezzi, ma sempre e soltanto come fini. Non è lecito, egli scrive, "inseguire e uccidere gli animali per divertimento", né è giustificato eticamente il mangiare animali.

La società che Nozick delinea è una società libera e individualistica, il suo Stato minimo, pur non essendosi mai storicamente realizzato, non è, egli afferma, una utopia, anzi esso è "l'unico veramente legittimo e l'unico moralmente tollerabile, è quello che meglio di tutti realizza le aspirazioni utopistiche di schiere di sognatori e di visionari". Esso, infatti, tratta gli uomini "come individui inviolati", "come persone che hanno dei diritti individuali con tutta la dignità che ne proviene".

L'antistatalismo di cui era colma l'opera Anarchia, stato e utopia si attenuò col passare degli anni (ad esempio nel volume La vita pensata), per poi tornare ad acquistare forza negli scritti degli ultimi anni. Nozick è stato un pensatore di centrale importanza nel panorama culturale del ventesimo secolo. Egli è stato influenzato da autori diversissimi tra loro (da Hayek a Rothbard, da Locke a Ayn Rand, per fare solo qualche esempio) e ha saputo rinnovare, in modo originale, alcune tesi centrali del liberalismo classico. Infine, ha fornito importanti armi, teoriche e morali, contro lo statalismo.
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