![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 16 GENNAIO 2002 |
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[BENVENUTI NEL GRANDE NULLA
L'universo, "vuoto" pieno di sorprese: parla lo
scienziato Barrow
"Il sistema cosmo a energia zero è un mistero che apre gli
orizzonti più incredibili"
Un testo dello studioso a marzo in teatro a Milano per la regia di
Luca Ronconi
Scenario di
eventi colossali da cui si sprigiona un'immensa quantità di energia, l'universo
è un mistero sempre più fitto per la scienza. Perché, anche se ogni stella che
ne fa parte è una fornace di incalcolabile potenza, alla fine nel sistema
complessivo si registra un saldo zero di energia. Da uno smisurato scontro di
forze scaturisce un sostanziale equilibrio. Che ora la scienza cerca di
decifrare. Questa apparente contraddizione dell'universo affascina una mente
come John D. Barrow, grande matematico che insegna a Cambridge che, per
indicare il destino cui è votato l'universo, usa la parola "doom" (la
stessa di "the day of doom", il giorno del Giudizio). Il testo
Infinities, scritto da Barrow per la regia di Luca Ronconi, metterà in scena
(dall'8 al 28 marzo) allo Spazio Bovisa di Milano proprio l'idea di infinito,
in una sorta di sfida alle classiche forme linguistiche, narrative e
drammaturgiche.
È invece
arrivato oggi in libreria Da zero all'infinito, la grande storia del nulla
(Mondadori, pagine 368, euro18,20), che segue, tre anni dopo, a Impossibilità:
i limiti della scienza e la scienza dei limiti). Se l'analisi dello
scienziato produce un "affresco del nulla", non c'è da restare
delusi: l'universo è ancora tutto da studiare e da comprendere, un argomento
dei più intriganti. Appena da questo "vuoto" arrivano novità, la
mente e il cuore degli scienziati si accendono. È avvenuto, per esempio, quando
recentemente sono state registrate radiazioni provenienti dal cosmo.
Le
considerazioni di Barrow fanno venire alla mente le parole di Pascal:
"Che cos'è l'uomo nella natura? Un nulla rispetto all'infinito, un tutto
rispetto a un nulla, qualcosa di mezzo tra il tutto e il nulla, incapace di
intendere sia il nulla da cui proviene sia l'infinito che lo inghiottirà".
Perché il "vuoto" di cui parla Barrow è straordinariamente
"pieno".
Professor
Barrow, è giusto raccontare la storia dell'universo come storia dello spazio
vuoto?
"Se ci
si basa su un valore medio, l'universo è vuoto. In media, infatti, c'è soltanto
un atomo per ogni metro cubo di spazio. Tanto per capirci: una mosca in un
volume pari a quello della Terra".
Ma, se in
una zona del cosmo fiorisce una grande civiltà, quella umana, è giusto dire che
il cosmo è vuoto, solo perché la sua densità media risulta trascurabile?
"Non è
questa la ragione per cui parliamo di "vuoto" e di "nulla",
a proposito dell'universo. La verità è che la fisica moderna intende il vuoto
non come nulla assoluto ma come il minimo stato dell'energia che un sistema
possa esprimere: pensiamo a una palla che rotola fino al fondo di una collina.
Allora, conoscere questo basso stato di energia e sapere che ci siamo dentro è
un'ottima via per prevedere perché, e come, l'universo potrebbe espandersi nel
futuro, e perché, e come, lo ha fatto nel passato. Altri dettagli di questo
bassissimo stato dell'energia ci aiutano a capire le costanti della natura,
anche se non siamo ancora riusciti a calcolarle".
Dunque
l'universo non è né pieno né vuoto?
"Non è
vuoto. Nel senso che non manca di materia e di energia. Ma semplicemente si
trova in un bassissimo stato di energia".
Lei esamina
scientificamente sia l'ipotesi di "creatio ex nihilo", sia quella di
"creatio continua"...
"La
prima è un evento possibile nella storia dell'universo. Ma - in base
all'evidenza e alle conclusioni cui è finora giunta la fisica - è possibile
anche che l'universo arrivi fino a noi da un eterno passato. Entrambe le
ipotesi possono essere accettate. Ma dal punto di vista scientifico non abbiamo
elementi sufficienti per affermare quale delle due è la più corretta. Né
possiamo del tutto escludere eventi diversi da questi".
Scientificamente
parlando, in che cosa consiste il nuovo mistero del cosmo?
"È
veramente una strana caratteristica quella dell'universo: in ogni momento, il
suo saldo di energia è uguale a zero. Tutta la materia e tutte le radiazioni
forniscono energia, dunque danno un "più", un valore positivo. Ma
l'attrazione esercitata fra di loro per via delle forze di gravità dà un
contributo di segno negativo. E allora tutto si controbilancia e si
neutralizza. Ecco perché l'universo può venire dal nulla e sparire nel nulla.
Senza violare alcuna di quelle che noi conosciamo come leggi della natura".
Per lei è la
legge della relatività a spalancare le porte di questo nuovo approccio
conoscitivo all'universo...
"La
teoria generale della relatività ha dato vita alla cosmologia moderna. Ha
conferito allo scienziato la capacità di descrivere l'universo nella sua
interezza, di raccontare come cambia e quali proprietà ne collegano le varie
parti. È stato Einstein a rendere possibili le previsioni sul futuro
dell'universo; e le osservazioni astronomiche che hanno sottoposto il tutto a
verifica".
Eppure, in questo
universo in cui, alla fine, tutto resta in equilibrio, si scontrano potenze
gigantesche.
"Nell'universo
sono state viste immense sorgenti di energia. Le stesse reazioni nucleari sono
nulla di fronte a quanto occorre per trasformare la massa in energia. Per farsi
anche solo una vaga idea di quanto avviene nel mondo dei corpi celesti, si
pensi alle forze gravitazionali che agiscono sul materiale che sprofonda nei
buchi neri".
Quale è la
sua teoria sui buchi neri?
"Basta
rifarsi alla descrizione standard che ne danno gli astronomi. I buchi neri sono
uno stadio finale dell'evoluzione delle stelle. Si creano prevalentemente al
centro di grandi galassie o in orbita attorno ad altre stelle luminose. Una
volta capiti i buchi neri, si capisce la portata delle enormi sorgenti di
energia che si vedono nell'universo. Stelle la cui massa è almeno tre volte
maggiore di quella del Sole collassano riducendosi alle dimensioni di un punto.
La densità che viene a crearsi è enorme; il campo è talmente elevato che non
passa più nulla, nemmeno la luce. Di qui l'espressione "buchi neri".
E sono, se vogliamo, la cosa più semplice fra quelle che accadono
nell'universo".
Sul futuro
remoto dell'universo i cosmologi discutono: si accartoccerà o si espanderà?
"Questi
temi eccitano irresistibilmente la curiosità della gente. L'idea del
"nulla" è stata un'idea-chiave per il pensiero matematico, fisico,
teologico, filosofico - ma anche per la letteratura - nel corso di millenni.
Recentemente abbiamo scoperto che l'universo si espande a un ritmo sempre più
sostenuto. Questa "fuga" è provocata proprio dal fatto che l'universo
si trova nel più basso stato di energia possibile. L'energia dell'universo non
è proprio uguale a zero. E questa ridottissima energia residua spinge l'universo
verso il suo futuro, lo induce a espandersi sempre di più diventando sempre più
freddo. Perciò ogni percorso di informazione, ogni forma di vita, sono
destinati a estinguersi. In un futuro che possiamo soltanto vagamente
immaginare". ]