RASSEGNA STAMPA

9 GENNAIO 2002
GIULIO GIORELLO
Il gioco del 2002: quando i numeri si guardano allo specchio

"Ora, Kitty, se mi dai un po' di retta, ti dirò come la penso a proposito della Casa dello Specchio. Prima di tutto, c'è la stanza che puoi vedere dall'altra parte del vetro (...). Vorrei tanto sapere se quelli dell'altra parte accendono d'inverno il fuoco: non si capisce mai, vedi, tranne quando il nostro fuoco fuma, e allora si vede salire il fumo anche in quella stanza (...), ma può darsi che facciano solo finta, tanto per far credere che hanno un fuoco anche loro. E poi i loro libri sono un po' come i nostri, solo che le parole vanno per l'altro verso: questo lo so, perché ho messo un libro nostro davanti al vetro, e dall'altra parte me ne hanno mostrato uno loro". Così parlò Alice alla sua gatta in Attraverso lo specchio di Carroll. Non avrebbe però potuto fare la sua scoperta se si fosse limitata a mettere davanti al vetro un foglietto su cui era riportata un'unica parola quale ANNA, ossia una parola che si può leggere sia da sinistra sia da destra. Non è che un esempio di scrittura palindroma: ci possono essere intere frasi così, persino dei versi poetici o delle composizioni musicali. Da Bach a Joyce, per restare ai moderni, l'immaginazione umana non si è stancata di giocare con i palindromi. Si tratta di un fenomeno che riscontriamo nello stesso mondo dei numeri e, ovviamente, nel computo degli anni. Palindromo è, per esempio, il nostro 2002. C'è anche chi ha creduto che nel grande Libro del Mondo le "scritture palindrome" fornissero la chiave per la comprensione di qualche significato recondito (eleganti variazioni sul tema si ritrovano nel fortunato volume di Douglas R. Hofstadter, Gödel, Escher, Bach , Adelphi). L'invarianza per "riflessione speculare" è una testimonianza del fascino (discreto?) della simmetria. E simmetria vuol dire ordine, regolarità, economia di pensiero, anche se è la rottura della simmetria che fa sì che vi sia qualcosa (comprese la vita e l'intelligenza) invece che nulla. Come intuisce Alice quando si chiede se a Kitty piacerebbe "il Latte della Casa dello Specchio" che forse "non è poi tanto buono". La chimica e la fisica di oggi confermano il suo sospetto: la struttura formata dagli atomi nel latte non è invariante per riflessione speculare; e per di più grazie alla "gaia e meravigliosa scoperta" di Lee e Yang (premi Nobel per la fisica nel '57) sappiamo che persino alcune particelle elementari sono asimmetriche.

Ma per quanto riguarda gli anni palindromi, sono più "buoni" o più "cattivi" degli altri? Dipende dai punti di vista. Il 33 (ovviamente d.C.) è l'anno della morte, ma anche della resurrezione di Cristo. Il 1001 ha fugato i terrori della fine del "primo" millennio e per il 2002 i numerologi si stanno sbizzarrendo. Attento alla "magia dei numeri" persino Martin Mystere vigila insieme al fido Java dalle pagine degli album di Bonelli.

Il fatto è che si potrebbe dire, parafrasando la sagacia partenopea, che ogni numero è palindromo a mamma sua. Non è solo questione di calendario ma anche di numerazione, come si evince se al posto di contare in base 10 contiamo in base 2. Lo suggeriva a suo tempo il filosofo Leibniz, prendendo spunto dalle relazioni dei missionari in Cina: "Utilizzo solo due caratteri 0 e 1 e poi, quando sono arrivato a 2, ricomincio. Quindi 2 si scrive 10, due volte due, ovvero 4, si scrive 100; due volte quattro, ovvero 8, si scrive 1000; due volte otto, ovvero 16, si scrive 10000, ecc.". Diventano qui palindromi per esempio 9, che ora si scrive 1001, e il famigerato 17, che ora fa 10001. Mera speculazione dei matematici? Forse, ma la numerazione binaria costituisce una sorta di filo rosso che lega l'aborigeno al computer, passando per la Cina dei Mandarini. Come ci ricorda il matematico e romanziere Denis Guedj, così contavano alcune tribù del distretto di Torres, tra Australia e Nuova Zelanda ( L'impero dei numeri , Electa-Gallimard). E oggi così procedono quegli strani primitivi che sono i nostri calcolatori.
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vedi anche
Il pensiero matematico