![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 24 DICEMBRE 2001 |
|
Alcuni intellettuali conservatoti, tra
cui Fukuyama, all'attacco delle biotecnologie
Mary Shelley, fatti da
parte! Gli intellettuali conservatori
William Kristol, Francis Fukuyama e J. Bottum stanno disegnando scenari
più inquietanti di quelli dell'autrice di Frenkenstein nella loro frenetica
campagna per bloccare il progresso della medicina ostacolando la ricerca
biotecnologica. In un recente articolo
apparso sul «Wall Street Journal», Kristol e Eric Cohen si sono detti
terrorizzati all'idea che «nel tentativo di far vivere gli esseri umani
indefinitamente, i nostri scienziati hanno iniziato a mescolare i nostri geni
con quelli delle mucche, dei maiali e delle meduse». J. Bottum, redattore letterario del Weekly Standard, trova
ripugnante che il governo giapponese consenta che «le cellule umane vengano
impiantate in ovuli umani fertilizzati a scopo di ricerca». Questi sinistri esperimenti, dice Bottum,
potrebbero portare alla creazione di «una nuova razza di creature subumane»
eventualmente anche alla creazione di «ragazzi-maiale e ragazze-scimmia». Anche Francis Fukuyama, autore de «La fine
della storia» e de «L'ultimo uomo», in una recente conferenza presso la New
School a New York City, ha lanciato un grido di allarme dicendo che la volontà
di potenza nietzschiana dell'umanità potrebbe farci venire la tentazione di
creare schiavi subumani. Fukuyama ha
avanzato l'ipotesi che la biotecnologia venga utilizzata per creare scimpanzé
schiavi con l'intelligenza di un dodicenne.
Sono scenari spaventosi, ma
sono anche credibili? Anzitutto Kristol,
Cohen e Bottum offrono una rappresentazione falsata di esperimenti il cui
scopo è quello di produrre benefici terapeutici e non di creare esseri umani
animalizzati o animali umanizzati.
Alcuni ricercatori aggiungono i nuclei delle cellule umane agli ovuli
enucleati delle mucche e dei maiali allo scopo di creare piccoli ammassi
cellulari chiamati blastociti dai quali sperano di ricavare cellule staminali
embrionali. Queste cellule staminali
potrebbero essere trasformate in tessuti come quelli del sistema nervoso, del
fegato o del cuore che garantirebbero trapianti perfetti per riparare o
rigenerare gli organi danneggiati delle persone malate. Perché usiamo ovuli di mucca e maiale? Perché è di gran lunga più facile
procurarseli degli ovuli umani. Questa ricerca è in fase iniziale e quindi
nessuno sa se questa tecnica funzionerà.
Ma qualora fosse possibile creare in questo modo tessuti trapiantabili,
si potrebbero aiutare milioni di persone.
In
un altro settore della ricerca i biotecnologi aggiungono alcuni geni umani ai
genomi di animali quali i maiali e le mucche per creare nuove proteine, ad
esempio per fare in modo che le mucche producano insulina umana nel loro
latte. Attualmente produciamo
l'insulina umana aggiungendo i geni dell'insulina ai batteri. Prima che fosse messa a punto questa
tecnica, per la cura del diabete veniva usata una combinazione di insulina di
mucca e maiale e l'insulina veniva prelevata dalle mucche e dai maiali nella
fase di macellazione. Cosa è meglio quindi: produrre insulina umana nel latte
di un gregge di mucche che pascolano nelle campagne del Vermont o estrarla dal
loro pancreas al macello? E per di più, come mai questi intellettuali
conservatori non sono adirati per il fatto che i ricercatori hanno «umanizzato»
i batteri aggiungendo geni umani?
I ricercatori stanno anche
tentando di aggiungere ai maiali alcuni geni che controllano la risposta immunitaria
umana allo scopo di creare nei maiali organi - ad esempio cuore e fegato - più
compatibili con il sistema immunitario umano.
Bottum liquida sdegnosamente questa ricerca medica sostenendo che produce
«riserve di carne vivente per organi e tessuti trapiantabili». Evidentemente secondo la contorta morale di
Bottum se gli animali sono riserve di carne vivente per bistecche e braciole
di maiale va bene, ma se gli animali possono essere manipolati
biotecnologicamente in modo da poter fornire, grazie all'aggiunta di alcuni
geni umani, cuori e fegati trapiantabili, allora vuol dire che l'umanità ha
varcato il confine della eterna dannazione.
L'attuale ricerca
biotecnologica non mira a creare schiavi metà uomo/metà animale, ma non
potrebbe essere utilizzata in futuro a questi fini? In che misura sono biologicamente credibili gli spaventosi scenari
delineati da Bristol a dai suoi seguaci?
La vecchia tecnica dell'ibridazione (come quella che consente di avere
un mulo dall'incrocio tra il cavallo e l'asino) non potrebbe essere usata per
incrociare uomini e animali e soddisfare l'immaginaria domanda di schiavi
subumani. La delicata orchestrazione di
sviluppo embrionale necessaria per produrre una creatura vivente, verrebbe meno
all'inizio di un siffatto processo in quanto le proteine e le istruzioni
genetiche del maiale e dell'uomo sarebbero incompatibili. Allora, niente ragazzi-maiale. Ma i primati, ad esempio gli scimpanzé, non sono
abbastanza prossimi all'uomo sotto il profilo dell'evoluzione? E allora non sarebbe possibile produrre, mediante
ibridizzazione, ragazze-scimmia?
Chiaramente qualsiasi tentativi di incrociare scimpanzé ed esseri umani
sarebbe odioso e dovrebbe essere proibito, qualora non lo sia già. Ma anche in questo caso nulla a che vedere
con la biotecnologia.
E che dire dell'ipotesi
tecnologicamente più avanzata di combinare cellule embrionali umane e animali
per produrre quelle che i bioricercatori chiamano «chimere» (dal nome
dell'animale mitologico)? E' stato fatto con pecore e capre anche se sempre
senza successo. Che ne dite di un
chimerico maiale-uomo o maialuomo? La
maggior parte dei ricercatori ritengono che ciò sia biologicamente
impossibile perché il programma di sviluppo delle cellule umane e delle
cellule del maiale è talmente diverso che ogni combinazione tentata sarebbe
destinata al fallimento. E che dire
dell'ipotesi di clonare gli esseri umani usando un ovulo di mucca enucleato per
avviare il processo? Alcuni
ricercatori sperano di produrre con questa tecnica cellule staminali
compatibili con l'uomo. Tuttavia
nessuno sa se il processo potrebbe dar vita ad un bambino o meno, né quale
effetto avrebbe sulla salute di questo eventuale bambino. Dal momento che la tecnica non è sicura,
sarebbe contrario all'etica impiegarla per produrre un bambino.
I
bioluddisti conservatori sottovalutano alcune considerazioni di carattere
pratico, come il fatto, ad esempio, che con ogni probabilità scarseggerebbero
le madri disposte a portare in grembo «schiavi subumani». E in ogni caso chi potrebbe volere uno
«schiavo subumano»? Gli schiavi
completamente umani non sembra che funzionino molto bene nel mondo
moderno. Chi vuole spostarsi in
maniera efficiente non usa una carrozzeria tirata da uno schiavo, ma la sua
auto. Chi vuol scrivere una lettera non
manda a chiamare uno scrivano, ma usa il suo PC. Chi può dubitare del fatto che macchine sempre più efficienti e
obbedienti rappresenteranno soluzioni più pratiche ed economiche al «problema
della servitù» di uno schiavo-scimpanzé?
Chiunque si sia preso la
briga di osservare le attività di un dodicenne, scarterebbe l'ipotesi di
possedere uno degli schiavi subumani di Fukuyama.
Il
vero interrogativo è: la biotecnologia solleva preoccupazioni etiche
nuove? E la risposta è no. E' un errore
manipolare la salute e le capacità mentali di un bambino: è un reato ed è
vietato dalla legge. La schiavitù non è
permessa nemmeno per i dodicenni. La
ricerca biomedica non modificherà questi principi morali.
Gli intellettuali conservatori hanno fatto confusione tra l'essere umani e avere semplicemente un DNA umano. Trattano il DNA come se fosse sacro. Ma il DNA è semplicemente la sostanza chimica sulla quale è scritto il codice digitale per produrre le proteine. Inserire un gene umano in un maiale o in una petunia non è un sacrilegio. Il DNA in un maiale o in una petunia produce una proteina non un essere umano. Gli esseri umani sono qualcosa di più della ricetta che ci vuole per generarli. In ogni caso Kristol e i suoi accoliti evocano queste terrorizzanti visioni di creature mezzo uomo/mezzo animale alla Dottor Moreau nel tentativo di spaventare i politici e gli elettori scientificamente disinformati inducendoli a vietare la ricerca biotecnologica cui loro si oppongono per altre ragioni. Quali ragioni? Ciò che realmente temono è che i genitori possano un giorno usare la biotecnologia a vantaggio dei loro figli e non già per arrecare loro danno. E allora in questa polemica chi sono gli immorali?