RASSEGNA STAMPA

24 DICEMBRE 2001
EDOARDO ALTOMARE
Dall'antrace alle «dirty bombs»: tutto quello che sappiamo sul terrorismo

Un instant book curato da Pietro Greco su tutte le armi non convenzionali (biologiche, chimiche, radiologiche e nucleari) che potrebbero essere utilizzate e sui sistemi per difendersi.

Che dietro l'inquietante vicenda del­le spore di antrace arrivate per posta si nasconda l'organizzazione di Al Qaeda o - come farebbero ritenere gli ultimi sviluppi delle indagini - la mano di un esperto ma isolato atten­tatore (uno scienziato? un microbio­logo?), in fondo poco importa.  Quel che conta è che il rischio di un attac­co batteriologico sia stato conferma­to dai fatti: e che potenziali bioterro­risti certo non scarseggino. «Diverse tonnellate di antrace potrebbero essere ancora disponibili in Russia», avverte l'americano Richard L. Garwin sul numero di dicembre de «La Rivista dei Libri».  In Russia, peraltro, aggiunge Garwin - che inse­gna fisica alla Columbia University di New York e ha fatto parte di com­missioni strategiche nucleari Usa ­esiste anche un surplus di tonnellate di uranio altamente arricchito, con cui confezionare ordigni nucleari.  Ne basta qualche grammo per fabbri­care una bomba radioattiva; o una di quelle «dirty bombs» costituite da materiale radioattivo chiuso in una scatola assieme a dell'esplosivo, che turbano Cia ed Fbi.

Dopo gli attacchi terroristici del­l'11 settembre e quello biologico sfer­rato nelle settimane successive ai centri del potere mediatico e politico degli Stati Uniti, insomma, la consa­pevolezza di essere precipitati in quella che qualcuno definisce «la società dell'insicurezza totale» - espo­sta al terrorismo di tipo chimico, bio­logico, radiologico e nucleare (Cbrn) - suscita allarme e disorienta­mento.

Un attacco Cbrn, infatti, può non provocare un elevato numero di vittime (negli Usa da ottobre il bacillo dell'antrace ha fatto cinque morti e tredici contagiati) ma risulta comunque gravemente destabiliz­zante per la psicologia di massa: «De­cisamente - conferma il giornalista scientifico Pietro Greco, super-esper­to in materia - le armi Cbrn sono le armi psicologiche più potenti e subdole che si conoscano».  Contro le quali, più che l'affannosa ed inutile corsa all'acquisto di maschere anti­gas, serve una corretta e puntuale informazione: come quella garantita dalla lettura dell'agile libro curato proprio da Greco («Bioterrorismo.  Antrace, gas nervini e bombe atomi­che», Editori Riuniti), che dell'in­stant book ha solo il pregio della tempestività.  Una pattuglia di qualificati coautori (tra i quali figurano alcune firme ben note ai lettori del­l'Unità, come Eva Benelli e Barbara Paltrinieri, e l'epidemiologo dell'Isti­tuto Superiore di Sanità Donato Gre­co) ha efficacemente coadiuvato Gre­co nel compito di illustrare con esemplare chiarezza le motivazioni e i possibili obiettivi del terrorismo Cbrn, ma soprattutto le armi a cui i nuovi bioterroristi potrebbero far ri­corso e le strategie difensive più ade­guate nel caso di un'eventuale emer­genza di questo tipo.  Senza inutili allarmismi: «Il rischio di un attacco terroristico Cbrn altamente distrutti­vo - spiega Greco - è piccolo.  Ma il rischio di un attacco di media o bas­sa intensità è piuttosto alto.  Contro entrambi questi rischi dobbiamo di­fenderci, con calma. e senza cedere a una paura immotivata».

A questo proposito, secondo gli esperti americani del Chemical and Biological Arms Control la difesa primaria nei confronti di un attacco Cbrn resta quella medica; e di conseguenza il fattore difensivo cruciale è il sistema sanitario pubbli­co. All'indomani degli attentati a New York e al Pentagono, l'Oms ha invitato tutti i paesi ad approntare piani operativi per fronteggiare il ri­schio Cbrn.  Nonostante le rassicu­ranti affermazioni delle autorità competenti italiane, il nostro siste­ma sanitario - come del resto quelli di tutto il mondo, a eccezione, forse di Israele - non appare ancora prepa­rato alla difesa della popolazione civi­le. Entro quando saremo pronti ad affrontare il rischio chimico, radiologico e nucleare? E' questo, inevitabilmente, l'unico quesito che il manuale lascia irrisolto.
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