RASSEGNA STAMPA

8 DICEMBRE 2001
ALBERTO OTTAVIANI
Oltre il nichilismo, dentro le contraddizioni

Sergio Givone, presentato da Attilio Franchi, è intervenuto alla Pace su invito della Ccdc

Una rapida e densa carrellata dentro il pensiero contemporaneo per vedere come sia possibile superarne gli esiti nichilistici, con numerosi riferimenti ai miti e alla tragedia greca, alla ricerca del rapporto tra Eros (cioè l'immediatezza della vita) ed Ethos (cioè i limiti della morale) e delle loro contraddizioni. È stato questo, in estrema sintesi, il contenuto della bella conversazione, tenuta l'altra sera nella sala Bevilacqua della Pace, da Sergio Givone, ordinario di Filosofia dell'arte all'Università di Firenze e autore di un libro appena pubblicato da Einaudi, titolato appunto Eros/Ethos. L'oratore è stato introdotto da Attilio Franchi. L'incontro era organizzato dalla Cooperativa cattolico-democratica di cultura in collaborazione con i Padri della Pace. Per Givone è la contraddizione il luogo costitutivo della vita umana: la domanda di salvezza, cioè di senso della vita, si scontra con il silenzio di Dio, un sostrato tragico che fa da sfondo al rapporto tra Eros ed Ethos che condiziona l'uomo. Da dove veniamo? Da dove viene la violenza che incontriamo quotidianamente nella nostra esperienza? Il pensiero moderno e contemporaneo ha in realtà rimosso queste domande sull'origine, perché ad esse avrebbe già risposto la scienza: siamo figli del caos o del caso. La violenza è un dato di fatto da cui non possiamo prescindere, che non possiamo trascendere. La cultura dell'uomo viene dallo stato di natura in cui eravamo all'inizio: non è possibile al filosofo affermare qualcosa di più sulle origini e quindi sul senso dell'uomo. Questo ci dicono in sintesi - magari con raffinati percorsi di pensiero, annota Givone - filosofi come i francesi Jacques Derida e Gilles Deleuze o scrittori come Maurice Blanchot. E anche due capisaldi del pensiero moderno come Hobbes (per il quale nello stato di natura c'era violenza da controllare con un patto sociale) e Rousseau (per il quale invece all'origine l'uomo era buono) dicono in realtà la stessa cosa: che lo stato di natura è un dato di fatto insuperabile; è senza senso chiederci chi ci ha "gettati" qui. Ma Givone non accetta questa risposta dura della filosofia moderna e contemporanea che apre al nichilismo e all'ateismo. La violenza dell'uomo in realtà - obietta - è qualcosa di più e di diverso dalla violenza che c'è in natura, ha un suo segno particolare che la rende qualcosa di radicalmente altro. Il soldato che uccide sottolinea la sua violenza irridendo il nemico: nell'Iliade Achille strazia il cadavere di Ettore, nella cronaca di oggi il combattente umilia il vinto stuprando la sua donna. Allora è possibile superare lo stato di natura. Givone richiama Pascal, per il quale lo stato di natura è una realtà da vivere come inaccettabile: è la stessa natura che contraddittoriamente chiede di essere trascesa, che richiama un "altrove". A questo punto la filosofia deve tacere, ma aprirsi a qualcosa d'altro: la parola passa alla religione. Il pensiero di Pascal (come del resto quello di Vico) apre al religioso. È in questa contraddizione dell'uomo che cerca di capire se sia consegnato a un destino solo umano o se ci sia qualcosa d'altro, continua Givone, che si intrecciano Eros ed Ethos, due principi che a loro volta portano in sé intime contraddizioni. Eros, la spinta alla vita senza limiti, reca in sè l'oscuro ricordo di essere nato da una violenza (i Greci lo ricordavano con il mito della nascita di Afrodite); in realtà l'espressione erotica non è semplice gioia di vivere ma qualcosa di estremamente complesso. Ethos, il senso del limite, richiama la regola e la legge della propria comunità (oggi lo Stato), ma anche quel "demone" che detta il comportamento dentro ognuno di noi: e le due cose possono essere in contraddizione (per i Greci la tragedia di Antigone). La conversazione di Givone ha chiuso la stagione autunnale delle iniziative della Ccdc. Le iniziative riprenderanno con due brevi cicli di incontri a partire dal 31 gennaio: il primo dedicato a quattro pensatori chiave della storia della filosofia (Platone, Agostino, Pascal, Kierkegaard); il secondo alla ricerca dell'Assoluto nella letteratura (Pirandello, Solgenicyn, Quasimodo).
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