![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 28 NOVEMBRE 2001 |
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Bisogna
fissare limiti invalicabili alla clonazione umana, dice Francesco Fiori, il
relatore della commissione genetica dell'europarlamento. Lei, onorevole Emma Bonino, che ne dice?
Dico
che avevo chiesto un dibattito politico e di società su questi temi già in
campagna elettorale e mi è stato risposto con un rifiuto, con la scusa che si
trattava di questioni di coscienza.
Dico che, dopo la scoperta americana,
ne ho sentite e lette di tutti i colori, compresa quella che attribuisce
questa ricerca all'opera del Maligno.
E
invece?
Invece, e cito il prof. Dulbecco, la clonazione terapeutica non ha
nulla a che vedere con la clonazione umana.
Dalla scoperta americana, infatti, non esce l'embrione completo e
nemmeno un individuo adulto.
In altre parole ci sarebbe un uso sbagliato degli aggettivi?
Sì, c'è anche un chiarimento
semantico da dare per distinguere tra clonazione terapeutica e clonazione
riproduttiva. La scoperta americana
riguarda la prima.
Quale la differenza sul piano concreto?
Che non si è creato un
embrione ma motto più semplicemente un agglomerato di sei cellule che possono
curare milioni di persone. Significa
che nessuno pensa di programmare un uomo ma un organo umano.
Non crede che questo rappresenti comunque il primo passo verso la clonazione umana?
Non si sa. Quello che so è che la clonazione umana non
ha niente a che vedere con la scoperta americana. Fatta questa premessa, sono
convinta che sia meglio regolamentare questo tipo di ricerca e al più presto.
Regolamentare
come, secondo lei?
Certo
non seguendo le idee di Fiori che, se messe in pratica, non consentirebbero più
di fare ricerca genetica e nemmeno le timide aperture di Bush che, facendo un
certo esercizio di ipocrisia, accetta la possibilità che si possa lavorare
sulle cellule manipolate prima dell'agosto scorso.
Però Fiori e la maggioranza della commissione, che ne ha approvato la relazione con 18 voti a favore e 13 contrari, prevede che in alternativa si possa lavorare sulle cellule staminali adulte...
Per
questa strada si arriverebbe a curare per esempio la mia malattia, su di me, ma
non quella ereditaria che continuerebbe a essere trasmessa ai miei figli. E' un
tema sul quale l'europarlamento è spaccato.
Lo si è visto anche 10 giorni fa in occasione del voto sul programma
quadro di ricerca, in particolare sul punto della ricerca sugli embrioni
sovrannumerari.
Quale
l'esito della spaccatura tra gli
eurodeputati?
La
ricerca con fondi pubblici è stata autorizzata, però seguendo le varie
legislazione nazionali dell'Unione, alcune delle quali la consentono, altre
no. Con un risultato paradossale.
Quanto paradossale?
Nei
Paesi dove la legislazione nazionale prevede la fecondazione assistita, come
in Gran Bretagna, Svezia e Spagna, si potranno usare dei fondi europei per la
ricerca. Mentre in Germania o Italia
dove non è prevista, quei fondi europei saranno off-limits.
Che cosa succederà domani al voto europarlamentare sulla relazione Fiori?
Difficile prevederlo. Noi radicali presenteremo due emendamenti: uno per chiarire la differenza tra clonazione terapeutica e riproduttiva e l'altro per incoraggiare la ricerca sulle malattie gravi. Si può dire no all'uso dei fondi pubblici in certi tipi di ricerca ma per il resto va meglio regolamentare.