![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 24 NOVEMBRE 2001 |
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Un
particolare "domino" di legno con cinque righe e quattro colonne, su
cui si muovevano i semi di riso andino: è l'immagine di un abaco Inca che
nascondeva una sorta di calcolatore, troppo frettolosamente identificato a base
decimale dai primi scopritori spagnoli, ma che invece nascondeva un
imprevedibile sistema di numerazione a base quaranta.
A distanza di sei secoli ecco la sensazionale scoperta di un ingegnere aeronautico, Nicolino De Pasquale di Pescara, che ha pubblicato un accurato studio (con relative dimostrazioni) sulla rivista dell'Ordine provinciale. Lo studioso è stato ricevuto ieri da Marcela Lopez Bravo, incaricato d'affari presso l'ambasciata peruviana in Italia e invitato a tenere un ciclo di conferenze nel Paese che fu degli Incas. Analoga ricerca effettuata su un secondo abaco, di età precedente, ha suscitato anche l'interesse dell'Ambasciata di Bolivia in Italia. Il sistema matematico degli Incas non era dunque a base 10, ma a base 40. Con questo metodo, semi di quinoa (riso montano), quippus (uno strumento andino di corda per portare i conti), gli Inca furono in grado di calcolare distanze enormi con estrema precisione e di prevedere anche le eclissi solari. Ma ecco un altro aspetto sensazionale della scoperta: se si trasferisce l'abaco e il suo contenuto su un moderno computer, l'intelligenza artificiale regge fino a un certo punto. Operazioni con numeri molto elevati, facilmente svolgibili sull'abaco, diventano "impossibili". Inoltre nell'"universo" matematico degli Incas mancava totalmente la rappresentazione dello zero, simbolo tipicamente occidentale. "Io sono lo zero e l'infinito, il positivo e il negativo, l'origine e la conclusione" diceva il supremo Inca. "Da qui un'altra constatazione dice De Pasquale - la matematica si risolve nella filosofia, diventa la base della rappresentazione dell'universo, caratterizza lo spiritualismo andino. Ne sono esempi le immagini del Dio degli opposti Viracocha che, in un vaso, appare con un occhio bianco ed uno nero, ma che proprio in quella contrapposizione trova la sua esistenza, così come la matematica scopre la sua essenza nell'equilibrio tra i numeri negativi e quelli positivi".