![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 16 NOVEMBRE 2001 |
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Lo ha deciso Storace
Anche l'embrione, anzi il
concepito, è un cittadino e ha personalità giuridica. A deciderlo è stata la maggoranza dì centro destra che alla Regione
Lazio sostiene l'ex epurator, Francesco Storace. Il concepito come soggetto
giuridico, dunque, entra a pieno titolo nello stato dì famiglia per richiedere
i contributi. Storace, ospite di una
puntata di «Uno contro tutti» al Maurizio Costanzo Show, dopo le polemiche che
la proposta aveva provocato, aveva assicurato che nel testo della legge sulla
famiglia non sarebbe rientrato l'«embrione».
E' dato che la coerenza non è virtù a tutti comune, ma Storace ce l'ha,
la maggioranza con il parere favorevole della Giunta, ha inserito proprio
l'embrione nei componenti il nucleo familiare.
E ierì la commissione sanità ha approvato il disegno di legge. Detto, fatto.
Dura la reazione dell'opposizione. Giulia Rodano, vicepresidente della
commissione, non ha fatto attendere la risposta: «Si tratta di una norma di dubbia
costituzionalità e per di più del tutto inapplicabile. I comuni devono fare
nuovì registri anagrafici, cambiare il modo di comporre lo stato di famiglia,
si dovrà mostrare l'ecografia, basterà l'autocerfificazione? E se la
gravidanza si dovesse disgraziatamente interrompere, che si farà? Si dovranno restituire i soldi? La giunta Storace - aounge Giulia Rodano -
ribadisce la volontà di cancellare una buona legge - quella approvata dalla
giunta Badaioni - che può veramente aiutare le famiglie in difficoltà, per
sostituirle una legge ideologica e inapplicabile il cui unico contenuto è il no
alle famiglie di fatto e il tentativo di dare personalità giuridica
all'ernbrione».
Il succo di tutto ciò è contenuto nel'articolo 3, in
cui si definisce il piano per la famiglia, e nel quale si sostiene che per
calcolare il reddito familiare occorre calcolare il numero dei membri della
fàmiglia compreso il concepito. Adesso
la parola passa al plenum, al consiglio, ma l'esìto sembra scontato alla luce
dei numeri.
Una proposta bizzarra, considerato che nel nostro
ordinamento giuridico il nascituro non è un soggetto giuridico, appunto. Ma dato che la parola d'ordine sembra
essere: abbattere tutto ciò che è stato creato prima della vittoria elettorale
delle destre, l'iniziativa ha sua logica.
Attualmente nel Lazio c'è una una legge sulla famiglia: risale al
novembre del 1999 e fu varata dalla giunta di centrosinistra Badaloní. I
pilastri su cui si fonda sono sostanzialmente tre. Solidarietà, reciprocità e tutela dì minori, anziani e portatori
di handicap. Scopo della legge:
«Ridurre le distanze tra i cittadini, determinate dalle situazioni
fàmigliari», di qualunque tipo di famiglia.
Di fatto, «o regolamentare», come definirebbe Storace la famiglia
fondata sul matrimonio. L'unica che
riconosce e gli piace.
La legge Badaloni prevedeva una programmazione
regionale degli interventi tenendo presente il valore del lavoro di cura
svolto dalla famiglia. Misure che
andavano dalla determinazione del reddito familiare fondato sul rapporto
reddito-carichi familiari, alla riduzione dell'Ici, e agli sgravi fiscali per
chi aveva la baby sitter.
Adesso la nuova svolta. Restano da chiarire tutta una serie di aspetti giuridici di non poco conto e di cui la giunta Storace e la maggioranza di centro destra si dovranno far carico. Vedremo come.