![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 12 NOVEMBRE 2001 |
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Ma il ministro lascia in sospeso il giudizio su una nuova
sperimentazione nel Lazio: "La valuteremo"
Storace: "E' un segnale di disponibilità". Durissima la
reazione degli oncologi: "Risorse sprecate, si danno illusioni con i soldi
pubblici"
"Personalmente
ero contrario a quella terapia, penso che non abbia un'impostazione
scientifica, che non sia efficace. Può risultare utile in singoli casi perché
contiene sostanze attive, somministrate a basse dosi. Ma, ripeto, non ha basi
scientifiche perché propone farmaci dalla miscelazione variabile". Il
ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ricorda l'atteggiamento con cui tre
anni fa partecipò al dibattito sul caso Di Bella. Oggi non è cambiato, ma lui
non aggiunge altro. Si ripromette di andarsi a riguardare lo studio condotto
nel '98 su iniziativa dell'ex ministro Rosy Bindi. In sospeso dunque il
giudizio sull'iniziativa del presidente della Regione Lazio Francesco Storace,
An, che vuole riaprire alla cura anticancro proposta dal fisiologo modenese e
costituita da un cocktail di farmaci. "Non mi hanno informato né
interpellato sull'ipotesi di nuovi studi - dice ancora il ministro -. Se ci
fosse una richiesta ufficiale, la valuteremo alla luce dei dati disponibili.
Ricordo però che i test del '98 fornirono indicazioni negative".