RASSEGNA STAMPA

2 NOVEMBRE 2001
FRANCO BATTAGLIA
"Sulla clonazione si sta esagerando"

Porto franco. La necessità di guardare ai fatti con gli "occhi della mente" liberi da ideologie precostituite

Il lavoro della scienza e le reazioni tra televisione e ignoranza

Il 4 novembre scrivevo in questa rubrica l'articolo intitolato "La clonazione si farà". Tre settimane dopo, puntuale, il noto annuncio dagli Usa, che ha suscitato stupore e costernazione: "un atto del maligno"", "la gara tenebrosa di clonatori misteriosi", "un'offesa alla verità del procreare umano", "inaccettabile", "è stato aperto il vaso di Pandora", "la fine dell'Uomo e, forse, di tutta la Natura", "un esperimento gravissimo che apre un inquietante scenario", "è necessario un bando mondiale ad esperimenti sulla clonazione".

A me sembra che si stia esagerando. Con lo stupore e con la costernazione. C'è nella pratica scientifica un'onestà che è superiore alla semplice mancanza di disonestà: l'uomo di scienza deve essere onesto innanzitutto con sé stesso, poi deve esserlo con gli altri scienziati e, infine, deve esserlo, quando parla da scienziato, con chi scienziato non è. Basta guardare ai fatti con gli occhi della mente privi di ideologie precostituite e col cuore privo di desideri (che han la caratteristica dei sogni) per essere in grado di "prevedere" il futuro, o, meglio, di vedere quella parte di futuro che è già scritta nel presente. Tapparsi gli occhi e turarsi le orecchie non serve. Infantile dirà qualcuno, ricordando la favola del Re nudo; da asini dirà un altro, più avveduto e perspicace. Può darsi. Ma, si sa, o per lo meno si dice, Dio aiuta gli asini e i bimbi. A chi rifiuta il privilegio del potere di essere un bimbo (asino, poi, manco a dirlo) non rimane che inchinarsi al potere dei titoli a quattro colonne e degli annunci tv, volti ad afferrare l'attenzione e a stimolare, e a renderli "di tutti", sentimenti elementari, dalla paura al fanatismo al bisogno di dipendenza. Invece noi, che crediamo che la vera libertà di parola, più che dire quel che si pensa, è dire quel che si vuole, ci concediamo la libertà di avanzare un'altra previsione: se non oggi, forse domani, o magari posdomani, verrà alla luce un bel pupo di 3 chili, adorabile e clonato. Per un po' tutti ne parleranno, perché bisogna pur parlare di qualcosa. Dopodiché, siccome nessuno avrà interesse né alla clonazione di sé né alla clonazione in sé, il timore infondato dell'invasione di uomini "fotocopia" passerà nell'oblio. Perché farlo? Per la stessa ragione per cui non era sufficiente "sapere" che si "poteva" andare a mettere i propri piedi sulla Luna: bisognava metterceli veramente. Chi volete che abbia più voglia o interesse o ragione di ripetere la passeggiata? La nostra natura, la natura che Dio ci ha dato, è questa. La spinta di "interessi economici" o la giustificazione utilitaristica della prospettiva di guarire malattie sono motori marginali. Bisogna seguire quella Natura che impone a noi, come impose a Tommaso, di toccare con mano. Quando tutto sarà pronto per far nascere quel pupo, bisognerà andare sino in fondo; e se c'è una legge che lo impedisce qua, il pupo nascerà là. E neanche il Papa, voglio augurarmi, si rifiuterà di benedirlo. Qual è il problema, il vero problema che si nasconde dietro gli anatemi citati all'inizio? Bisognerebbe chiederlo ai mittenti di quegli anatemi. Nell'attesa di risposta, noi ne parliamo lo stesso. Magari un'altra volta.
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