![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 21 OTTOBRE 2001 |
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Un un incontro fra scienziati al centro
pio manzù
L'attacco
bio-terroristico di questi giorni scuote le certezze degli scienziati. Jean
Claude Ameisen, immunologo dell'università di Parigi, fa una specie di
autocritica al seminario del Centro ricerche "Pio Manzù" (Il fuoco
nel cristallo, Grand Hotel e Teatro Novelli, fino a lunedì). "Pensavamo di
avere sconfitto per sempre i virus e i batteri che per secoli hanno flagellato
l'umanità, ma ora ci troviamo di nuovo a fronteggiare epidemie, prima quella
dell'Aids e adesso il vaiolo, l'antrace e quant'altro il terrorismo sta apparecchiando".
Poco importa se l'offensiva dei germi è opera di terroristi: abbiamo
sottovalutato i pericoli, archiviato il vaiolo come un reperto archeologico,
preso l'antrace sottogamba, e ora tremiamo di paura.
"Per il
vaiolo non esistono trattamenti perché da vent'anni non facciamo più ricerca su
questo vettore d'infezione", continua Ameisen, che è il maggior studioso
di apoptosi, o morte cellulare programmata. In questa constatazione è implicito
l'imperativo di non voltare le spalle alla scienza neppure nel disorientamento.
"Al contrario, la scienza è proprio un'arma da usare contro il caos nel
quale il terrorismo ci sta facendo precipitare".
Dunque rinnovato impegno nella scienza. Ma con una avvertenza. "La presunzione di regolare il mondo che gli scienziati hanno a lungo coltivato", dice il biologo, "deve lasciare il posto a una visione meno egemonica della natura". Due miliardi di anni fa, l'avvento dei batteri aerobi, che tramite la fotosintesi clorofilliana cominciano a produrre ossigeno, uccide il 90 per cento delle specie viventi che non sopportano il gas. In epoca storica, viaggi e migrazioni trasportano bacilli da una parte all'altra del globo causando ecatombi di ogni genere: nell'Ottocento il vaiolo uccise più di cento milioni di persone nel mondo. "In natura", dice Ameisen, "la lotta è uno stato abituale e ogni pretesa di indurre un equilibrio nel flusso degli eventi destinata a naufragare". Le disgrazie che ci stanno precipitando addosso dall'11 settembre dovrebbero farci abbandonare l'idea di sconfiggere i microbi e indurci a tornare al microscopio. I patogeni che possono essere usati da pazzi e terroristi sono ancora molti, basti pensare al virus Ebola o a quello dell'Aids modificato ad arte per renderlo invulnerabile. Meglio conoscerli e prepararsi.