![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 29 SETTEMBRE 2001 |
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« Capire perché esplode una
supernova, spiegare le recenti teorie cosmologiche e ripercorrere le tappe che
hanno portato alla formazione dell'universo.
Queste sono le nuove frontiere della fisica nucleare». A parlare è Stefano Fantoni, professore di
fisica teorica della Scuola Superiore di Studi Avanzati di Trieste. «Ai tempi
di Fermi esisteva un'unica disciplina che studiava la natura dei fenomeni alla
base del comportamento della materia.
Oggi esistono invece due branche ben distinte tra loro. La fisica delle basse energie, più simile a
quella studiata da Fermi che si occupa di capire la struttura e di spiegare
le proprietà e le reazioni che intervengono tra i nuclei. E poi c'è la fisica delle particelle o delle
alte energie che invece si occupa di osservare il comportamento dei
costituenti fondamentali degli elementi e quindi di tutto l'universo. Due argomenti di studio, ma anche due
scuole, due comunità che a volte non si capiscono nemmeno tra loro ma che
adesso stanno convergendo sui temi dell'astrofisica».
Per Fantoni non c'è dubbio
che molta della ricerca che si fa oggi in Italia sia dovuta all'eredità di
Fermi. «Certo i suoi studi rappresentano una pietra miliare per tutta la
fisica. Oltre ad avere studiato la
fissione, le proprietà fondamentali dei nuclei e ad avere vinto il Nobel nel
1938, ha avuto anche il merito di avere gettato le basi di quella che viene
chiamata big science , cioè grandi
progetti di ricerca a cui partecipano centinaia di scienziati». Continua Fantoni: «Un metodo di lavoro che
ha portato alla formazione di una scuola molto forte in Italia, che dura ancora
oggi. Nel nostro paese non c'è nessun arretratezza né dal punto di vista
teorico né sperimentale per quello che riguarda la fisica delle particelle e
delle basse energie. Anzi. La ricerca che viene svolta in questo campo
è sempre ad alti livelli, basta ricordare che a dirigere il Cern, l'istituto di
fisica delle alte energie più grande del mondo, c'è un italiano, Luciano Maiani».
Per Stefano Fantoni studiare la struttura della materia e le sue proprietà è quasi un dovere. «Il 90 per cento dell'universo è costituito da nuclei. Indagare le caratteristiche degli atomi, trovare e seguire le particelle di cui sono fatti, è indispensabile per capire come è fatto un atomo di ferro e perché un protone è un protone. Si tratta di uno studio affascinante che si occupa dei processi fondamentali che sono considerati alla base di tutti i fenomeni naturali. All'epoca di Fermi si pensava che i nuclei con i loro protoni e elettroni fossero i mattoni fondamentali della materia. Perciò la fisica nucleare si occupava delle strutture più piccole allora conosciute. Adesso abbiamo notizia dell'esistenza di molte altre particelle più piccole come i quark, i muoni e i neutrini. Oggi per spiegare il comportamento delle forze fondamentali che governano la materia si fanno modelli e si elaborano teorie, si intraprendono grandi ricerche e si costruiscono grandi strutture». Dalla teoria delle stringhe all'acceleratore di elettroni del Cern con cui si cerca di trovare le più piccole particelle elementari, alla nuova teoria dell'inflazione in cosmologia.