RASSEGNA STAMPA

27 SETTEMBRE 2001
ROBERTO DE MAJO
Hack Con pochi soldi creò una scuola che ci ha dato grandi menti

Enrico Fermi, il fisico che giunse a scoprire il modo di produrre in laboratorio i fenomeni radioattivi e che con la sua pila cambiò d'un tratto il futuro del mondo, oggi avrebbe compiuto cento anni. Sia l'Italia sia l'America, dove aveva riparato con la moglie di religione ebraica per sfuggire alle leggi razziali, lo festeggiano con grandi iniziative. Ne parliamo con la nota astrofisica Margherita Hack.
Professoressa Hack, quali sono i meriti di maggiore rilievo del fisico italiano?
"Enrico Fermi ha cambiato la storia. Ha cominciato a lavorare con pochi soldi, aprendo la scuola di via Panisperna, in cui tutti coloro che ne presero parte sono diventati grandissimi fisici. D'Agostino, Amaldi, Segré, Repetti diventarono le migliori menti scientifiche italiane. E tutto per l'impegno di Fermi che non disponeva allora di grandi finanziamenti. È chiaro che la sua scoperta del nucleare ha rivoluzionato il mondo, anche se essa può avere effetti distruttivi".
Quali sono stati i rapporti fra lei e le teorie di Fermi?
"Ero una matricola della Facoltà di Fisica quando mi occupai delle sue teorie e ne fui ammirata. Anche se io mi sono specializzata nell'astrofisica, le teorie di Fermi occupano una delle parti più interessanti della storia della fisica. E poi Fermi era un fisico completo, sia dal punto di vista teorico che da quello sperimentale, un po' come se nel ciclismo ci fosse stato un atleta con le caratteristiche al contempo di Coppi e di Bartali".
Ha delle particolari suggestioni pensando all'istituto di via Panisperna?
"È sempre stata una leggenda, via Panisperna. È lì che è nata la fisica italiana in campo internazionale. Oggi la fisica del nostro Paese è all'avanguardia e tutto è nato dalla scuola che portò avanti Fermi negli anni Trenta".
Qual è stata la fortuna di Fermi presso la società civile?
"È stata postuma, come accade quasi sempre. Certo, nel mondo dei fisici era notissimo ma i non addetti ai lavori lo hanno sempre ricordato per la bomba atomica".
Quali sono a suo giudizio gli episodi più significativi della vita di Enrico Fermi?
"Rilevante fu la fuga dall'Italia in seguito alle leggi razziali. Laura, la moglie di Fermi, era ebrea e dunque suscettibile delle limitazioni e delle angherie emanate dal fascismo. Così, nel 1938, dopo aver ritirato a Stoccolma il premio Nobel, partì definitivamente per l'America, dove poteva continuare i suoi studi e dove già molti dei suoi colleghi si erano rifugiati. Questa è stata una dimostrazione eclatante di quanto fossero assurde quelle leggi, che hanno fatto allontanare dall'Italia, e da tutta Europa, i migliori cervelli".
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