![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 13 SETTEMBRE 2001 |
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Non è terrorismo, dice il filosofo Paul Virilio, ma l'avvio della guerra mondiale
Paul Virilio, filosofo, urbanista, "dromologo" (studioso cioè della velocità come categoria del mondo contemporaneo), aveva previsto il dramma di New York, fin nei particolari, come il crollo del World Trade Center, nel saggio New York Délire (in Un paysage d'événements, Galilée, 1996). Così come, in libri come L'écran du désert o, prima ancora, La Machine de vision, aveva analizzato e anticipato la guerra delle immagini che ha accompagnato la guerra del Golfo.
Siamo di fronte all'inizio della terza guerra mondiale?
Il XX secolo era iniziato con la prima guerra mondiale, nel 1914. Nel 2001 assistiamo alla prima guerra della mondializzazione. Tra le due, c'è una grande differenza: la prima guerra era limitata essenzialmente all'Europa, mentre quella di oggi è una guerra mondializzata. I fatti di New York corrispondono all'attentato di Sarajevo: oggi come allora si scatena una guerra mondiale.
Ma non potrebbe essere invece un episodio di escalation nel percorso già tracciato del terrorismo internazionale?
E' più grave del terrorismo. E' una nuova forma di guerra. Dal piccolo terrorismo tipico del XX secolo, come l'abbiamo tutti conosciuto, in Italia per esempio oppure quello legato a diversi conflitti, come la decolonizzazione, siamo passati ora al grande terrorismo globale. Il crollo dei due grattacieli del Trade World Center è un segno simbolico.
Cosa ci aspetta?
E' un grande terrorismo che avrà un prolungamento nel terrorismo nucleare. Sul nucleare esistevano due teorie: una strategia anti-forze e una strategia anti-città. Qui ci troviamo nella configurazione della strategia anti-città. Possiamo paragonare la gravità dei fatti di martedì a Pearl Harbor ma anche a Hiroshima, che cambiò la seconda guerra mondiale. Bush e il suo sistema anti-missili è stato preso in contropiede. Lui si aspettava dei missili intercontinentali e invece ha avuto due aerei dell'American Airlines. E' guerra, non terrorismo, insisto.
Segna quindi un cambiamento d'epoca?
E' la fine del dopo-guerra fredda, che era cominciato con il crollo del muro di Berlino, ed era proseguito con le guerre del Golfo e del Kosovo. Adesso tutto ciò è finito e si apre un nuovo periodo di guerra internazionale.
Segnato da un nuovo disequilibrio?
Una volta c'era il cosiddetto equilibrio del terrore tra est e ovest, durato fino al crollo dell'Urss. Il crollo dei due grattacieli del World Trade Center è il disequilibrio del terrore: tutto è possibile, dappertutto.
Anche le modalità della guerra cambiano e l'occidente appare del tutto impreparato
Esistono due forme di guerra: quella sostanziale, con gli eserciti, i fronti e così via. E quella accidentale. Nel XX secolo la guerra sostanziale è degenerata in guerra sovversiva, con la guerriglia, il terrorismo locale. Oggi abbiamo raggiunto il punto più forte della forma accidentale. Una guerra senza nemici dichiarati, senza linee di fronte, una guerra furtiva.
E se adesso George Bush decide di colpire alla cieca, dove andremo a finire?
Nel discorso che Bush ha fatto va sottolineata una sola frase, temibile: verranno messi sullo stesso piano gli stati che accolgono i terroristi e i terroristi stessi. Non potendo opporsi a un nemico chiaramente identificato, metteremo sullo stesso piano i paesi dove sono rifugiati i terroristi. Ma quando vediamo che la gente si sposta con estrema velocità dappertutto... Allora con questa frase Bush intende legittimare il lancio di bombe atomiche dappertutto. La società è delocalizzata, quindi la frase di Bush fa veramente temere per il futuro. Mostra bene che la guerra politica, alla Clausewitz, è veramente finita. Tu ospiti Bin Laden, per esempio, e allora ti prendi una bomba atomica.
Ma non sarebbe un segno di forza, per gli Stati uniti. Cosa risponde a chi dice che i fatti di New York e Washington segnano la crisi dell'unica superpotenza?
Oggi c'è il disequilibrio economico. E in più si è aggiunto il ridicolo. Il Pentagono è stato direttamente colpito. La teoria anti-missili è ridicolizzata. Questo è molto grave per una grande potenza mondiale.