![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 11 SETTEMBRE 2001 |
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TREDICI RIVISTE SCIENTIFICHE LANCIANO L'ALLARME, I FINANZIAMENTI DELL'INDUSTRIA PRIVATA CORROMPONO LA RICERCA
Tredici riviste mediche internazionali, che detengono la leadership dell'informazione nel settore, hanno lanciato un simultaneo e deciso grido d'allarme contro il pericolo che le sponsorizzazioni private possano condizionare gravemente la ricerca e la sperimentazione sui farmaci. Si tratta, in pratica, di uno storico appello, contro le ingerenze dell'industria farmaceutica, che ha ispirato ieri gli editoriali delle tredici prestigiose testate, tanto più attuale dopo lo scandalo del Lipobay. Come ha scritto il Financial Times nell'edizione di ieri, l'appello rispecchia il fondato timore che le promesse di colossali finanziamenti stiano di fatto corrompendo la sperimentazione clinica e alterandone i risultati. Per quanto si tratti di un'azione dimostrativa, che non può direttamente modificare i processi organizzativi della ricerca, tuttavia può avere un enorme peso e significato, data l'autorevolezza scientifica dei promotori. All'operazione moralizzatrice partecipano infatti The Lancet, il New England Journal of Medicine, il Journal of the American Medical Association e altre pubblicazioni diffuse in particolare in America, Canada, Australia, Norvegia, Olanda, Danimarca. "Le pressioni economiche stanno creando - si legge su The Lancet - una situazione in cui l'industria farmaceutica, che spesso finanzia la ricerca medica, esercita un controllo sui modelli di sperimentazione, sull'accesso ai dati, sull'interpretazione degli studi". E ancora: "Gli sponsor possono influenzare le decisioni su come pubblicare e promuovere i test (se i risultati sono favorevoli allo sponsor) o tenerli all'oscuro (se sfavorevoli)".
Un preciso bersaglio di questo appello è l'uso che le grandi industrie farmaceutiche tendono a fare di gruppi di ricerca privati, non accademici, chiamati Cro (Contract research organisations), che sono molto meno costosi ma anche molto meno indipendenti, rispetto ai team di ricercatori che appartengono alle istituzioni accademiche. Negli Stati Uniti, l'anno scorso, il sessanta per cento della ricerca farmaceutica è stata affidata ai Cro. E' in gioco - secondo gli editoriali delle tredici riviste - l'obiettività scientifica e la credibilità dei controlli, con conseguente esposizione al rischio per i pazienti: si succedono i casi di malati colpiti da disturbi più o meno gravi a causa di medicinali inadeguati.
A parte il caso del Lipobay, che vede la tedesca Bayer alle prese con pesantissime azioni legali, per una cinquantina di morti, un'altra vicenda riguarda la GlaxoSmithKline, gruppo angloamericano, cui diversi malati imputerebbero - secondo l'articolo del Financial Times - di aver nascosto gli effetti di un antidepressivo.
Le tredici riviste che hanno deciso di passare all'offensiva contro le grandi potenze dei farmaci concludono il loro appello rivendicando l'impiego del diritto d'autore per salvaguardare la loro autonomia: "Non pubblicheremo articoli basati su studi che siano condotti in condizioni che permettono allo sponsor di avere il totale controllo dei dati".