![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 5 SETTEMBRE 2001 |
|
IN AUTUNNO CONVEGNO A LUGANO
L'anima è uno dei temi religiosi e filosofici più misconosciuti dell'occidente. La confusione è generale, per questo nel prossimo autunno l'università Ludes di Lugano diretta da Paolo Sotgiu sta organizzando un convegno ai massimi livelli di psicoanalisti e filosofi su Anima come concetto scientifico. Per comprendere Anima occorre però per prima cosa comprendere cosa sia il "Fare Anima". Eccone un esempio. In una stanza di ospedale. Sul letto in fase di malattia terminale, c'è una famosa psicoanalista Eva Loewe, vicino a lei sono le figlie e il di lei marito Noel Cobb, anche lui psicologo. È opportuno quanto lui scrive sulla morte della moglie per comprendere la Bellezza e da qui approdare ad Anima. "Uno degli ultimi giorni del marzo 1995, il giorno prima di morire, Eva compì l'ultimo movimento. Nella stanza oscurata dell'ospedale fu come se questo movimento diventasse pura luce. Fu un semplice gesto, quello di sollevare le braccia che le giacevano lungo i fianchi per portare le mani dietro la testa. Era il gesto che potrebbe fare inconsciamente una ragazzina distesa nell'erba, sotto un albero, in un giorno d'estate. Ma la grazia limpida di questa immagine resterà con me per sempre. E colsi un senso di reverente stupore anche negli occhi delle figlie di Eva, quando incontrai il loro sguardo. Come nei gesti, di una Bellezza quasi intollerabile, la Dea (Afrodite) ci era apparsa lì, in quella stanza di ospedale, fra cateteri e tamponi, campanelli per chiamare le infermiere e bombole di ossigeno, fleboclisi a motore e siringhe elettroniche: il sublime. Così muore una sacerdotessa della Dea, pensai. E quando il suo ultimo respiro si spense, insieme agli ultimi suoni del notturno di Shubert, Alessandra, una delle figlie di Eva, fervente cattolica, raccolse le rose rosse ai piedi del letto e staccandone delicatamente i petali, le sparse sul corpo ormai senza vita di Eva. Ma la fonte di ogni bellezza e ciò che lei amava, il sublime stesso, illuminato dalla luce che è vita e gloria sconfinata esiste ancora e sempre esisterà fino a che esiste l'Uno. E di là Eva parla".
Questo cogliere la Bellezza come Conoscenza e il collegarle all'Uno è Fare Anima. Ma è opportuno porsi anche un interrogativo. Se Eva Loewe e Noel Cobb, con le figlie di lei, non fossero stati in una stanza singola, in un ospedale attrezzato, in un luogo appartato e insonorizzato, tanto è vero che mentre lei moriva potevano ascoltare musica, se avessero avuto intorno voci e lamenti, infermieri sbrigativi e dottori approssimativi, avrebbero potuto fare la stessa esperienza? Forse sarebbe mancata l'opportunità per Fare Anima. L'Anima è in realtà un collegamento tra il nostro io cosciente e il grande mare dell'inconscio personale che fluisce in quello collettivo, ancora più vasto. Noi umani siamo continuamente aggrediti dalla parte psichica oscura e del reale percepiamo pochissimo in quanto velati inconsapevolmente dalle proiezioni psichiche sotterranee.
Questa intercapedine, per figurarsela occorre immaginare il nero che la seppia emette all'esterno e che oscura "il di fuori" da lei, è un velo che distorce la corretta percezione emotiva e logica del mondo. Mediante pulsioni e coazioni non coscienti induce ad azioni e reazioni non controllate che non appartengono alla sfera del conscio, ma che sembrano da questa provenire. Mettere Luce nel buio dell'inconscio era un compito da effettuare "in interiore homine", nell'interiorità di sé, da ciascun essere umano per millenni. A questo induceva una tradizione sapienziale che affonda nella radice dei tempi dai presocratici come Epimenide, Ferecide, Cleobulo di Lindo, Chilone di Sparta e Solone, con Platone, Plotino e Giamblico, quindi con il cristianesimo dalle origini e lo Gnosticismo.
Poi dello studio dell'interiorità e dell'inconscio si è persa traccia e si è preferito identificare il Male come il Demonio iconograficamente rappresentato come parodia del dio Pan. L'oscurità psichica non è stata più affrontata e quindi questa tenebra, definibile come Ombra, è cresciuta senza che alcun sapiente lo indicasse come buio tellurico. Gli strati mentali sotterranei si sono così dilatati indisturbati travolgendo gli umani in un gorgo inconosciuto che ha condotto innumerevoli pene e dolori. Poi con Freud, che non a caso Jung ha definito "profetico", l'inconscio è stato di nuovo studiato e lo stesso Jung, partendo dal maestro, anche se poi se ne è distaccato, ha recuperato la filosofia ermetica, l'alchimia e i maghi rinascimentali, come gli unici testimoni di quel passato che della ricerca interiore facevano un cardine dell'esistenza, come appunto gli Gnostici e i Padri della Chiesa.