![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 29 AGOSTO 2001 |
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Tradotta dopo 500 anni un’opera che ispirò la dinamica occidentale e Galileo
Accanto alle opere sicure del corpus aristotelico, che tra l’altro sono ancora fondamentali per capire il pensiero occidentale (dalle tre Etiche alla Metafisica agli scritti di logica, dalla Politica alla Poetica), vi sono dei trattati considerati non autentici. Tra essi vanno inclusi i Mechanica , ovvero quei Problemi meccanici che tanta influenza hanno avuto nella storia della scienza. Oggi val la pena parlarne perché Maria Elisabetta Bottecchia Dehò ci ha dato la prima traduzione italiana dopo quella cinquecentesca del Guarino. Questa studiosa curò nel 1982 (per Antenore di Padova) il testo critico; ora ci offre la traduzione (con il greco a fronte) preceduta da un attento saggio e da un ottimo apparato di note (il volume è stato pubblicato da Rubbettino, 248 pagine, 35 mila lire). La tesi a cui vuole giungere è così riassumibile: ogni indizio ci porta a concludere che l’opera è autentica. Detto questo, acquista nuova luce l’influenza che queste pagine ebbero sulla Meccanica di Erone (che descrisse l’ eolipila , un’embrionale turbina a vapore) e sul fatto che l’operetta aristotelica fu studiata da Galileo, anzi ispirò la composizione dei suoi primi trattati di meccanica.
Queste pagine sono comunque all’origine della tradizione dinamica occidentale e hanno esercitato un’influenza da non sottovalutare. Un esempio tra i tanti possibili si ha seguendo l’utilizzo che ne fece Gerolamo Cardano, il pensatore, medico e matematico cinquecentesco che fu tra i primi a tentare una discussione sui problemi dell’impatto. Ebbene, studiando questo fenomeno diede parecchi teoremi sull’impatto tra barche di diverse grandezze e carichi, e altri riguardanti le vele e le direzioni del vento: ma tutto ciò gli fu suggerito dalla lettura dei Mechanica di Aristotele , che a questi problemi dedicano dense pagine di speculazioni ingegnose.