RASSEGNA STAMPA

20 AGOSTO 2001
CARLA MASSI
"Le istruzioni dei farmaci devono essere più chiare"

Parla il sottosegretario alla Salute Cursi: rivedremo i foglietti di tutte le medicine

A Torino il pm Guariniello inizia stamattina gli interrogatori dei vertici della Bayer, l’azienda del farmaco anticolesterolo ritirato dal mercato; a Roma, alle 10, riapre il numero verde del ministero della Salute (800571661) per le informazioni mediche; a Trento il magistrato comincerà a lavorare sulla denuncia fatta da una donna di 70 anni che ha preso il Lipobay per mesi; a Cittaducale, nel Reatino, la figlia del pensionato sospettato di essere morto dopo aver preso l’anticolesterolo inquisito, potrebbe avere il primo colloquio con il giudice; a New York si aspettano sorprese in borsa per i titoli dell’azienda; a Berlino si potrebbe decidere per il divieto di pubblicizzare tutti i farmaci. Ecco il lunedì di mezza estate all’indomani del ritiro del Lipobay. Negli studi medici e nelle farmacie di tutta Italia continueranno la bagarre, il panico dei pazienti, la fobia per il medicinale killer. Nonostante le rassicurazioni del ministro della salute Girolamo Sirchia. L’Italia, per il momento, è uscita dalla bufera con danni lievi. Ma, altri scandali sono emersi in questi giorni. Uno per tutti, la farmacovigilanza (il controllo sui prodotti) che non funziona come dovrebbe. Una rete che ha bisogno di essere riorganizzata. "Cominciando dal foglietto illustrativo che abbiamo nelle scatole dei farmaci" - annuncia il sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi.
Vuol dire renderli più chiari per il paziente?
"Dobbiamo metterci al lavoro con gli industriali e stabilire nuovi criteri per scrivere il foglietto. Vanno sicuramente resi ancora più semplici e chiari. Con numeri telefonici di riferimento per qualsiasi dubbio".
Ma in questo caso i pazienti non hanno colpe, si tratta di un medicinale che si può prendere solo con la prescrizione del medico
"C’è una strategia da mettere a punto molto presto. Vanno riuniti attorno ad un tavolo medici, farmacisti e industriali per disegnare una campagna di informazione per i pazienti. Lasciamo perdere per un momento questo caso specifico, pensiamo a tutte le medicine".
Qual è l’idea?
"Faccio un esempio: in tutte le farmacie dovrebbe essere esposto un cartello nel quale sia scritto chiaramente che se uno ha dei dubbi sulla terapia, l’abbinamento dei farmaci e il resto, deve rivolgersi al farmacista stesso, al medico o ad un centralino di riferimento".
Ma questo il paziente già lo fa da solo?
"Occorre andare oltre, costruire un gruppo di lavoro per la semplificazione dei messaggi. Il ministro Sirchia, da gennaio, avvierà corsi di aggiornamento per i medici sugli effetti dei farmaci. Dovremo abituarli sempre più a spiegare ai pazienti qual è il giusto rapporto con il medicinale. Che significa interpretare e percepire l’effetto non desiderato. Inerente alla normale terapia e all’abuso".
Pensa anche ad un numero verde fisso per i farmaci in generale?
"E’ un’idea ambiziosa, ma ci si potrebbe arrivare formando il personale. Potrebbe essere un modo per potenziare la farmacovigilanza, per avere un sensore in più. Ai cittadini dovrebbe arrivare questo messaggio: se non hai capito qualcosa sul farmaco che prendi, siamo qui noi. Ma la strada è lunga, cominciamo con rendere ancora più leggibile il foglietto".
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