![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 19 AGOSTO 2001 |
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Un dialogo a tre attorno alle scoperte scientifiche del secolo scorso
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Alain Connes, André Lichnerowicz, Marcel Paul Schützenberger, "Triangolo di pensieri", Bollati Boringhieri, Torino 2001, pagg. 198, L. 50.000. |
Alain Connes è uno dei più grandi matematici del nostro tempo, autore di profonde ricerche di geometria non commutativa che lo hanno portato in maniera naturale a occuparsi di meccanica quantistica. In Italia il suo nome è noto anche al pubblico dei non specialisti per il dialogo con il neurofisiologo Jean-Pierre Changeux Pensiero e materia, pubblicato una diecina d'anni fa da Bollati Boringhieri. Stavolta Connes è protagonista di un dialogo a tre voci, un Triangolo di pensieri "al cui interno il lettore è invitato a collocarsi".
Insieme a Connes, ai vertici del triangolo stanno André Lichnerowicz e Marcel Paul Schtitzenberger, entrambi scomparsi da diversi anni. Professore per anni al Collège de France, Lichnerowicz fu "un grande signore della geometria differenziale e della relatività generale", per usare l'efficace immagine che ne dà Connes nella nota biografica posta in chiusura del volume, "l'erede naturale della tradizione di Henri Poincaré e Elie Cartan", i cui lavori hanno influenzato generazioni di geometri e fisici matematici. Schützenberger, ricorda Moshe Flato, era invece un intellettuale di "una specie scomparsa da vari secoli", una "personalità del Rinascimento, un vero grande filosofo delle scienze della natura". Medico, biologo, psichiatra, linguista, matematico, studioso di combinatoria, la sua figura dagli interessi pluridisciplinari è in un certo senso "un arcaismo nella nostra epoca". Come mostrano i suoi interventi in questo dialogo, "il suo discorso brulicava d'immagini inaspettate ed egli coltivava il paradosso fino alla provocazione".
Il dialogo, frutto di registrazioni radiofoniche avvenute qualche anno fa, ruota intorno alle grandi scoperte scientifiche del secolo appena concluso, come la relatività generale, la meccanica quantistica o il teorema di Goedel, che hanno modificato "profondamente la nostra percezione della realtà". "Quest'opera - si legge nell'introduzione - intende offrire a un pubblico vasto, ma colto, la possibilità di superare il divario crescente fra le sottigliezze di queste modificazioni, apprezzate dai soli specialisti, e l'immagine spesso straordinariamente deformata che ne danno i media o le opere di divulgazione". L'avvertenza è quanto mai opportuna. Non è una preoccupazione di carattere divulgativo a sollecitare il dialogo degli autori. Collocandosi all'interno di questo "triangolo di pensieri" il lettore è invitato ad assistere a riflessioni ad alta voce su argomenti che richiedono preliminari e profonde conoscenze di matematica e di fisica per essere compresi. "La matematica appare troppo spesso al non matematico come un gioco senza altro oggetto che quello di accrescere l'acume intellettuale, ed è sovente utilizzata soprattutto come un linguaggio", osserva Connes. Così per esempio, i chimici o i biologi, nei loro modelli "utilizzano quasi esclusivamente l'aspetto linguistico della matematica".
Questo uso del linguaggio matematico, cioè "del carattere generativo e deduttivo tipico di ogni linguaggio - continua Connes - dà l'impressione allo studioso non matematico di capire il senso della matematica, ridotta, in tal modo, a un linguaggio particolare".
Questo dialogo a più voci ne dà un'efficace conferma. Connes e i suoi interlocutori discutono di logica e teoria dei numeri, meccanica quantistica e relatività, filosofia e economia matematica in un intreccio di temi e di argomenti che mettono in luce le loro diverse concezioni della matematica e del suo ruolo nel conoscere la realtà.
Il volume conserva l'immediatezza delle conversazioni da cui ha avuto origine. Tuttavia, è difficile credere che la passione che gli autori pongono nel sostenere le proprie tesi li abbia distratti al punto da passare nel giro di poche battute a darsi del voi, del tu, poi del lei (del tutto improbabile per un francese) poi ancora del voi e così via, in maniera apparentemente casuale, con effetti talvolta comici e talvolta imbarazzanti per il lettore, che rischia di non capire se uno dei tre dialoganti si stia rivolgendo con il voi agli altri due o stia semplicemente usando la forma di cortesia che è abituale in francese. A questi si aggiungono alcuni fastidiosi inciampi linguistico-matematici di traduzione, inattesi in un libro come questo. Il dialogo è denso e difficile da seguire, e il libro è uno di quelli che vanno riletti e meditati a fondo passo per passo. Anche per questo è deplorevole la sorprendente assenza di un indice se non degli argomenti, almeno dei nomi, che costringe il lettore a ripercorrere a tentoni il volume per ritrovare un passaggio su cui riflettere ancora, o ricercare un'allusione o un argomento al quale gli autori fanno più volte riferimento.