RASSEGNA STAMPA

19 AGOSTO 2001
GIOVANNI MARIA DEL RE

[Bayer, un nuovo fronte

Ancora accuse dalla Germania. E in Italia scatta una seconda inchiesta

"Cercava altri campi di utilizzo per il farmaco"

Nel mirino anche la cooperazione a livello europeo nel controllo sui farmaci

Nuove dure accuse piovono sulla Bayer, nel bel mezzo della bufera per il "Lipobay", il medicinale anticolesterolo forse responsabile di 52 morti. Secondo il settimanale tedesco "Focus" - che ieri ha anticipato il numero domani in edicola - la casa farmaceutica ancora fino a pochi giorni prima del ritiro del "Lipobay" dal mercato (8 agosto), avrebbe cercato di allargare ulteriormente il campo di applicazione del farmaco sotto accusa e dunque anche il numero dei pazienti. Il settimanale racconta di un "progetto pilota" avviato già lo scorso marzo, destinato a convincere i medici a prescrivere il medicinale non solo a pazienti con elevato tasso di colesterolo, ma anche in forma di prevenzione dell'ictus ad altri pazienti, anzitutto anziani. Nell'ambito di questo programma - scrive ancora "Focus" (confermato però dai medici interessati) - la società avrebbe messo a disposizione confezioni gratis di "Lipobay", 110 delle quali sarebbero già arrivate ai pazienti. Un procedimento che, se vero, suscita effettivamente perplessità. Anzitutto, come mai (se le cose stanno così) la società avrebbe addirittura pensato a estendere il campo di applicazione del farmaco, nonostante l'incremento costante dei dubbi sulla pericolosità degli effetti collaterali? E poi, aggiungono vari esperti sanitari, non è corretto allargare, per di più in forma sperimentale, a categorie di pazienti non indicate nella documentazione di autorizzazione l'utilizzo di un farmaco, e questo, stando a "Focus", senza studi adeguati.

L'accusa del settimanale - anche se deve essere confermata - non mette certo in buona luce la casa farmaceutica. La quale si trova a fronteggiare una grandine di accuse sempre più massiccia, alimentata soprattutto dai media. Così solo pochi giorni fa il prestigioso quotidiano di Monaco "Süddeutsche Zeitung" aveva parlato di discutibili pratiche di marketing da parte della casa farmaceutica: un medico generico si era rivolto al giornale raccontando di viaggi da sogno promessi ai sanitari che procurassero 25 nuovi "consumatori" di "Lipobay". Pronta però la dure replica della Bayer: "Ma quali viaggi da sogno - ha detto un portavoce - abbiamo soltanto offerto escursioni in altre città tedesche per incontri di informazione su nuovi prodotti".

Come se non bastassero le accuse a mezzo stampa, ieri è tornato all'attacco anche il ministero tedesco della Sanità, che ha ribadito le dure critiche lanciate giovedì e respinte dall'azienda. Secondo quando dichiarato ieri dal sottosegretario alla Sanità Theo Schröder, la Bayer avrebbe consegnato all'Istituto federale di farmacovigilanza un nuovo studio del 15 giugno, con nuove informazioni sul "Lipobay", soltanto due giorni dopo il ritiro del prodotto dal commercio (8 agosto). E questo in piena violazione dei termini di legge. La società però non ci sta: "Abbiamo immediatamente comunicato lo studio all'autorità britannica di farmacovigilanza - ha detto un portavoce - che è quella competente per l'autorizzazione europea per il farmaco in questione. Poi la stessa autorità britannica ha informato Berlino". La Bayer probabilmente ha detto il vero: in base a complessi accordi europei spesso i Paesi Ue accettano autorizzazioni rilasciati in altri Stati dell'Unione. Non a caso a spezzare una lancia per la Bayer è stato uno dei massimi esperti del ministero della Sanità tedesco, Karl Lauterbach: "È vero che la Bayer avrebbe dovuto provvedere essa stessa a informarci - ha detto - ma è effettivamente probabile che una cattiva collaborazione e un fallace scambio di informazioni tra Paesi europei sia corresponsabile del disastro". Proprio il tema della cooperazione a livello europeo su un tema così delicato è destinato sicuramente ad alimentare nuove polemiche.

Del resto nel caso dei decessi o dei gravi disturbi probabilmente provocati dal "Lipobay", cominciano a emergere anche responsabilità che non sono tutte della Bayer: nel servizio del settimanale "Focus" si cita un cardiologo americano, John Farmer di Houston, Texas, che ha denunciato una prassi molto pericolosa di vari suoi colleghi: "Invece di aumentare progressivamente le dosi di "Lipobay" da 0,2 milligrammi, a 0,4 e infine a 0,8 - ha detto - molti medici americani sono partiti direttamente dalla dose più alta". Non è un caso, allora, che dei 52 decessi registrati in relazione al farmaco, 31 siano avvenuti negli Stati Uniti.
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