RASSEGNA STAMPA

18 AGOSTO 2001
MASSIMO CARBONI
Il tempo nell'orizzonte del possibile

Sulle piste di Benjamin, con lo sguardo responsabile dell'oggi rivolto a illuminare le virtualità inespresse del passato. Un volume di saggi titolato "Il ricordo del presente", edito da Moretti e Vitali

Siamo abituati (da duemila anni o giù di lì) a pensare il tempo come una linea continua di istanti vuoti e sempre uguali "in cui" accade qualcosa: la storia. E' noto che Walter Benjamin la pensava diversamente, ed è anche per questo che ci ha lasciato da pensare. Accelerazioni, ritardi, riverberare involontario del passato sul presente, faglie e rigonfiamenti, discontinuità, tempo qualitativo e non quantitativo, fulminei contatti tra tempi diversi che formano costellazioni di senso. Ed è da questi motivi benjaminiani che parte Il ricordo del presente (Moretti & Vitali, pp.179, L. .25.000), dedicato alla memoria di Gianni Carchia, scomparso lo scorso anno.
Difficile - soprattutto oggi e non da oggi - non aderire alla critica delle "magnifiche sorti e progressive", del concetto di storicità lineare-cumulativa diretta verso un[a
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