RASSEGNA STAMPA

18 AGOSTO 2001
VITTORIO SILANO
"Il vero pericolo è nell’eccessivo allarmismo"

L'effetto più allarmante del caso della cerivastatina sta nell'eccessivo allarmismo che si è creato e continua a toccare l'opinione pubblica, come spesso accade quando si parla di farmaci. Si passa troppo facilmente da un eccesso di miracolismo a un eccesso di terrorismo. Si dimentica che il farmaco è un mezzo che da una parte può guarirci da un male ma dall'altra parte può dar luogo a effetti collaterali spiacevoli. Si dimentica che un farmaco prima di essere immesso in commercio subisce tali e tante sperimentazioni da renderlo sicuro ed efficace. Nel caso specifico del ritiro dal commercio della cerivastatina è necessario tener presente alcune considerazioni. Innanzitutto, come già detto dal ministero della Salute, quei pazienti che hanno assunto la cerivastatina e l'hanno sospesa non devono allarmarsi: trattandosi di una terapia cronica la sua sospensione non comporta alcun rischio. La cerivastatina non è un farmaco salvavita, senza il quale si va incontro a rischi gravi. Il paziente può rivolgersi al proprio medico senza urgenza particolare, se è in vacanza se le finisca tranquillamente, quando tornerà il suo medico gli prescriverà un farmaco alternativo. Va ricordato che gli effetti collaterali modesti (in particolare dolori muscolari) delle statine erano noti e scompaiono non appena si sospende il farmaco. Gli effetti collaterali gravi, l'insufficienza renale cioè e i pochi casi di morte (pochi rispetto ai milioni di pazienti che nel mondo hanno assunto questo farmaco) sono stati riportati quando alla cerivastatina si è associato un altro farmaco (il gemfibrozil ) e l'impiego di questo secondo farmaco è avvenuto in dosi pesanti, 0,8 mg al giorno. Questa associazione è stata praticata soprattutto negli Stati Uniti, paese che ha rilevato il maggior numero di decessi. I n Italia l'associazione dei due farmaci è controindicata, non solo, ma la dose massima autorizzata è esattamente la metà di quella prevista in America. Ricordiamo ancora per maggior serenità dei pazienti che i medici italiani già quattro mesi or sono furono opportunamente informati di usare bassi dosaggi e di non prescrivere l'associazione dei due farmaci, e queste indicazioni sono state inserite nel foglietto illustrativo appositamente corretto. E infine va sottolineato che il ritiro del farmaco è stato deciso contemporaneamente in Europa e negli Stati Uniti, ma che questa decisione, di estrema precauzione, va interpretata con serenità, senza inutili allarmismi. Il numero verde attivato dal ministero serve per informare più adeguatamente ma soprattutto per tranquillizzare quei pazienti troppo, anche se comprensibilmente, preoccupati.

* direttore generale della valutazione dei medicinali e della farmacovigilanza del ministero della Salute
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