RASSEGNA STAMPA

11 AGOSTO 2001
IAIA VANTAGGIATO
Clonazione, la terza via Usa

Sì alle cellule staminali, no all'embrione

Sì alle ricerche sulle cellule staminali; no alla sperimentazione senza limiti sugli embrioni. Bush decide per il compromesso e la Casa Bianca limita l'erogazione dei finanziamenti federali agli studi condotti sulle 60 linee cellulari già esistenti al mondo e conferma il divieto di creare nuovi embrioni o di utilizzare quelli congelati e conservati nelle cliniche in cui si pratica la fecondazione artificiale. Con questa decisione - resa pubblica dal presidente americano in un messaggio televisivo a reti unificate - Bush riesce a mediare tra l'ostilità dell'opinione pubblica statunitense che si dichiara contraria alla clonazione umana, gli interessi dell'industria delle biotecnologie (il Nasdaq ha chiuso con i titoli del settore vicini a un apprezzamento del 30%) e le ragioni della ricerca scientifica. Le cellule staminali - definite "pluripotenti" perché da esse è possibile sviluppare qualsiasi tipo di tessuto del corpo nonché qualsiasi organo - vengono, infatti, considerate dagli scienzati fondamentali per la cura di malattie ritenute finora inguaribili o mortali: Alzheimer, Parkinson, leucemia, cancro, malattie cardiache, ictus e diabete. La scelta di Washington ha suscitato le critiche dei politici di estrema destra che temono "conseguenze imprevedibili" e l'insoddisfazione degli scienziati che avrebbero voluto mano libera: le 60 linee esistenti potrebbero non essere sufficienti per portare a termine ricerche accurate. Del resto, come in molti sostengono, se gli embrioni congelati sono comunque destinati alla distruzione, non sarebbe, forse, meglio utilizzarli per ricerche che potenzialmente potrebbero salvare e migliorare altre vite? Di queste linee cellulari, solo 10 sono negli Stati Uniti, mentre le altre si trovano in Australia, Singapore, India, Israele e Svezia. Molte di esse sono state create in laboratori privati e non si sa se potranno essere utilizzate per ricerche libere. Per garantire che vengano utilizzate solo le linee cellulari già in coltura, l'Istituto nazionale per la sanità istituirà un registro: "Gli scienziati e i ricercatori che vorranno accedere ai fondi federali dovranno utilizzare una delle linee di cellule staminali registrate".

La decisione tuttavia, ha, in compenso, rassicurato gran parte dell'elettorato conservatore americano: i fondi federali saranno usati, infatti, solo per esperimenti sulle linee cellulari create con il consenso informato dei donatori e senza compensi. Linee cellulari, ha tenuto a sottolineare Bush, che "provengono da embrioni già distrutti", per cui "la decisione tra vita e morte è già stata presa". E a sorpresa il presidente americano ha ricevuto l'appoggio della Commissione nazionale per il diritto alla vita: "Siamo contenti che la decisione di Bush impedisca al governo di diventare complice di quasiasi futura soppressione di embrioni umani per esperimenti medici", ha dichiarato la portavoce della Commissione, Laura Echevarria.

A guidare la commissione di controllo sulle ricerche sarà il biochimico conservatore Leon Kass, 62 anni, docente all'università di Chicago. E la nomina ha provocato già numerose polemiche. Kass è noto per le sue posizioni rigide: non solo è contrario alla clonazione umana, ma anche a quelle ricerche sulle staminali che lui stesso dovrà sovrintendere. In Europa, intanto, continuano a suscitare polemiche le posizioni di Antinori. Il ministro della sanità francese e fondatore di "Medecisn sans frontieres", Bernard Kouchner, ha espresso il suo stupore "per la debolezza delle reazioni" all'annuncio del programma di clonazione umana del ginecologo italiano e per la "vigliaccheria degli scienziati presenti a Washington". Contro Antinori - che cita tra gli "scientifico-mafiosi" - anche Axel Kahn, direttore del laboratorio di genetica dell'Inserm e membro del comitato di etica nazionale: "quel che cerca di fare non ha nulla ha che fare con un programma scientifico ma va contro tutte le regole etiche stabilite dopo gli orrori dei campi nazisti".
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