RASSEGNA STAMPA

7 AGOSTO 2001
MARGHERITA DE BAC
"Bimbi clonati, Antinori deve essere radiato"

L'Ordine dei medici: già aperto un procedimento disciplinare. Il ministro Sirchia: esperimento inaccettabile

Per l'Europarlamento è un nemico. Per i medici un personaggio che rischia di non poter più indossare il camice bianco. Le donne, sdegnate, lo accusano di presunzione e arroganza. Il ministro della Sanità Girolamo Sirchia esaurisce i commenti in un gesto emblematico, come dire che non vale neppure la pena di parlarne: "Solita bufera estiva. Non c'è nessuna ragione di fare clonazione. È dimostrato che è troppo alto il pericolo di ottenere esseri malformati o già vecchi. Come soluzione terapeutica è inaccettabile". Reazioni in tutto il mondo contro Severino Antinori, ginecologo romano, aspirante clonatore di bebè. Oggi comunicherà il suo programma all'Accademia americana delle scienze, a Washington, a pochi passi dalla Casa Bianca e da George Bush, contrario al "cloning".

LA TECNICA - Antinori confermerà le sue intenzioni. A novembre avvierà interventi per dare a uomini irrimediabilmente sterili figli con il loro stesso Dna. Ci sono oltre 1.300 coppie reclutate in Kentucky, 200 le candidate in Italia (ma in un precedente annuncio, lo scorso marzo, università La Sapienza, erano 50). Circa il luogo in cui operare sarà forse una nave (a marzo aveva detto Israele). Utilizzerà la tecnica già provata con Dolly, la prima pecora fotocopia: si prende il nucleo di una cellula del papà e lo si inserisce nell'ovulo della madre, opportunamente svuotato del nucleo. Semplice a dirsi, problematico a farsi perché la manovra se trasferita su esseri umani pone ancora parecchi interrogativi. A Washington ad ascoltarlo ci saranno, tra gli altri, Ian Wilmut, creatore di Dolly e il biologo Rudolf Jaenisch che ha descritto lo scorso mese su Science una ricerca eseguita su topi: dimostra quanto questa tecnica sia suscettibile di errori drammatici (sviluppo di embrioni con anomalie). Il ginecologo romano si confronterà poi con i clonatori. Il suo socio Panayotis Zavos, andrologo del Kentucky, e Brigitte Boisselier, direttore di Clonaid, la prima società al mondo nata per assistere le famiglie che vogliano avere bambini duplicati al prezzo di circa mezzo miliardo di lire ciascuno.

 

GLI ATTACCHI - Antinori risponde alle critiche a testa bassa, attaccando a sua volta: "Una grande mistificazione, una manipolazione giornalistica. Non è vero che faremo nascere mostri. I bambini nati col trasferimento di nucleo, hanno somiglianza genetica col padre, ma anche un po' di Dna della madre". E le critiche del mondo cattolico? "Sono tipiche dei talebani, gli integralisti islamici, negano la vita", replica in un'intervista concessa al Gr1.

 

LE REAZIONI - Durissime le reazioni. Per coincidenza sul mensile religioso americano "Inside the Vatican", esce un'intervista al cardinale Joseph Ratzinger: "In un certo senso Hitler anticipò alcuni moderni sviluppi antiumani", scelti oggi dalle potenze che lo sconfissero. I medici sembrano adirati col collega: "Sta rischiando di non poter più esercitare la professione nel nostro Paese", lo avverte il vicepresidente dell'Ordine dei medici della provincia di Roma, Mario Falconi, ricordando che nei suoi confronti è in corso un provvedimento disciplinare per precedenti uscite. "Nessun medico può affermare di voler violare le norme del codice deontologico che vieta la clonazione umana. Il delirio della tecnologia sganciata dall'etica non appartiene alla cultura italiana". Giuseppe Del Barone, presidente della Federazione degli Ordini dei medici fa capire di giudicare gli annunci di Antinori alla stessa stregua di una propaganda personale: "Di tanto in tanto ci delizia con le sue trovate, il folklore prevale sulla scienza, vigileremo perché non venga meno il rispetto delle norme che regolano la nostra professione". Intanto le donne italiane dell'Andit si appellano a Bush perché fermi quel "presuntuoso". E gli esperti di fertilità americani lanciano una forte campagna per sensibilizzare le donne sui rischi della maternità in età avanzata.
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