![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 5 AGOSTO 2001 |
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Umberto Regina, "La soglia della fede", Studium, Pagine 184. Lire 28.000 |
La "questione Dio" affascina da sempre l'uomo e tutt'oggi essa occupa un posto di primaria importanza nel panorama culturale contemporaneo. Essa suscita un duplice interesse, che potremo descrivere nei termini seguenti: teologi, filosofi e intellettuali in genere sono attratti dal problema di Dio, e numerosi studiosi, a loro volta, sono particolarmente attenti a quello che da questa attrazione scaturisce. Detto altrimenti: molti pensano e discutono intorno a Dio e molti sono interessati a capire e a studiare i risultati di questa ricerca. Tra questi ultimi va autorevolmente a collocarsi Umberto Regina, docente di Filosofia morale nell'Università di Verona, che ha recentemente dato alle stampe un volume intitolato "La soglia della fede". Regina traccia un percorso che muovendo dalle origini della modernità (Kant e Hegel) e passando attraverso alcune tappe ineludibili (Nietzsche), giunge sino alla nostra epoca, che viene letta e interpretata attraverso l'analisi delle concezioni di sette protagonisti del dibattito sulla fede sviluppatosi nel Novecento: Jaspers, Derrida, Vattimo, Weil, Severino, Quinzio, Nancy. Regina definisce "tentativi di fede accennata" quelli proposti da questi pensatori, e così spiega tale definizione: "Non si tratta di semplici accenni di fede, né di fede fino a un certo punto, ma di ricerche sul rapporto uomo-Dio condotte ai limiti delle possibilità del credere e del pensare. Pare opportuno parlare di casi di fede "accennata" perché tali percorsi sono caratterizzati dalla preoccupazione di tenere Dio il più lontano possibile da tutte le modalità che finora sono servite per portarlo vicino all'uomo". Secondo Regina una parte cospicua della riflessione novecentesca ha rifiutato l'idea della vicinanza di Dio, proprio persalvaguardare sia l'identità del Divino che quella dell'umano: "Un Dio vicino, un Dio dimostrato e giustificato equivale a un uomo chiuso e rinunciatario, mentre un Dio lontano è indice di un pensare che si mette seriamente sulle tracce del vero Dio".