RASSEGNA STAMPA

30 LUGLIO 2001
BARBARA PALTRINIERI
Biotecnologie: uno strumento utile solo nelle mani dei contadini

Parla Anna Rosa Martinez di Grain, organizzazione non governativa che promuove la tutela della biodiversità: "L'ingegneria genetica oggi può' dare solo soluzioni parziali"

L'ultimo rapporto sullo sviluppo umano delle Nazioni Unite, ripropone l'ingegneria genetica come uno strumento utile per il futuro delle persone dei paesi in via di sviluppo, uno strumento che può ridurre la malnutrizione nelle regioni più povere dei pianeta, pur sottolineando i possibili rischi dì natura ambientale e sanitaria Ma questo giudizio non è condiviso da tutti. E mentre da Greenpeace sono arrivate le prime critiche, Anna Rosa Martinez, da anni in forze a GRAIN (Genetic Resources Action International), una organizzazione non governativa con sede a Barcellona che promuove la tutela della biodiversità del pianeta, spiega che "la ricerca scientifica in campo agricolo dovrebbe fornire strumenti basati sulle conoscenze degli stessi agricoltori. Dovrebbe cioè portare i contadini ad adattare autonomamente le risorse genetiche, rappresentate dalle sementi che hanno a disposizione, per soddisfare le proprie richieste. Gli agricoltori non saranno mai in grado di disegnare a tavolino nuove varietà genetiche, queste entreranno sempre dall'esterno, con l'effetto però di lasciare sempre i contadini in una posizione dì dipendenza".

E in che modo, secondo lei, si potrebbe realizzare?

L'agricoltura dovrebbe aiutare gli agricoltori a divenire soggetti attivi nello sviluppo tecnologico, piuttosto che consumatori finali. Per millenni i contadini hanno sviluppato tecniche per risolvere i problemi dei diversi ecosistemi, come la vulnerabilità alle malattie, le infestazioni di insetti, la scarsità di acqua, in modo analogo a quello che oggi stanno cercando di fare le biotecnologie. Credo che la questione non sia se la tecnologia esistente sia utile o meno ai paesi in via di sviluppo e ai piccoli agricoltori nei paesi ricchi, ma piuttosto capire quali sono le necessità dei coltivatori nei paesi in via di sviluppo e come loro stessi potrebbero soddisfarle.

Luis Herrera Estrella, del Centro di ingegneria genetica di Irapuato, in Messico, ha più

volte spiegato l'importanza della ricerca biotech per produrre sementi per i terreni poco fertili e ricchi di alluminio tipici delle regioni aride. Può essere la strada per un nuovo biotech?

L'ingegneria genetica può offrire solo soluzioni parziali perché al massimo è in grado di muovere un paio di geni, diciamo al massimo 4, da un organismo a un altro, e normalmente il meccanismo di adattamento agli stress ambientali coinvolge l'intero metabolismo della pianta, quindi un numero molto maggiore di geni. Forse è per questo che l'ingegneria genetica ha dato così poche risposte su questo fronte.

C'è chi dice che nelle colture biotech di domani non ci saranno geni di organismi diversi, ma saranno arricchiti solo di geni di piante selvatiche della stesse specie che però hanno sviluppato una resistenza particolare. Proprio come avviene normalmente in natura ma in un periodo molto più breve. Cosa ne pensa?

In linea di principio è un approccio interessante, ma ci sono alcune questioni aperte. In primo luogo le nuove piante saranno di pubblico dominio? Io ho qualche dubbio, dal momento che molti segmenti dì materiale genetico, che si pensa svolgano un ruolo chiave nella crescita delle piante, sono già stati brevettati.

Biotecnologie e biodiversità. Dottoressa Martinez, secondo lei possono essere compatibili?

Non credo, almeno per come vediamo oggi la biodiversità. L'ingegneria genetica assicura maggior margini di benefici rispetto ad altre attività di ricerca in campo agricolo quindi possibili opzioni differenti vengono marginalizzate. D'altra parte, la contaminazione genetica un impatto negativo sulla biodiversità. Per questo a GRAIN abbiamo intenzione di sostenere gli sforzi di affermazione dei diritti delle comunità locali di usare le proprie risorse genetiche, combattere quindi la privatizzazione della biodiversità.
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