RASSEGNA STAMPA

29 LUGLIO 2001
GIANNI FOCHI
Ecco i Ciceroni antiscienziaggine

La verità su elettrosmog, mucca pazza, transgenico, uranio impoverito

A volte basta dare poche semplici informazioni per evitare di seminare il panico

Aa.Vv., «Integralismo am­bientale e informazione scientifi­ca», a cura di Ugo Spezia, Edi­zioni 21° Secolo, Firenze 2001, pagg. 232, L. 25.000.

In che mondo vivranno i nostri figli?  La domanda è di quelle che i genitori si sono posti sempre. Oggi i timori sembrano più numerosi del solito: se qualcu­no si sgonfia, ne sorgono subito altri nuovi, un bombardamento che non lascia respiro. Un libro li passa in rassegna alla luce della scienza: raccoglie, in forma di contributi agili e arti­colati, gli atti d'una giornata di studio organizzata in marzo a Ro­ma dall'Associazione italiana nu­cleare (Ain) e dal Centro interna­zionale per la documentazione e l'informazione scientifica (Cidis) in collaborazione con la rivista .«21° Secolo».

Scorriamo l'indice: uranio im­poverito, biotecnologie, elettro­smog, effetto serra, centrali nu­cleari, frutta inquinata dai ferti­lizzanti, alimenti biotecnologici, mucca pazza ... Un vero antro d'orrori che in questi ultimi tem­pi hanno tolto il fiato alla nostra società.  Leggendo si viene ac­compagnati volta per volta da varie personalità del mondo scientifico, che aiutano a solleva­re le maschere mostruose, spesso montate su una realtà poco consistente.  

Uno dei ciceroni, il chimico Luciano Caglioti, ricorda come l'agricoltura industrializzata sia l'unica che consente ai pochi contadini dei Paesi dell'Ocse di fornire il cibo alla frazione di loro simili (oltre il novanta per cento) che vive in città.

Giuseppe Bertoni discute inve­ce il caso della mucca pazza e d'altre encefalopatie spongifor­mi (la "scrapie" ovina e, nell'uomo, il "kuru" e la sindrome di Creutzfeldt-Jacob).

Alla classe giornalistica egli concede alcune attenuanti: «La mancanza di oggetti­ve osservazioni e il modo in cui il problema è stato pre­sentato, non poteva­no che scatenare una ridda di ipotesi in grado di condurre al terrore del­l'ignoto».  Ma la sua arringa esclude una vera giustificazione: documentarsi con cura sarebbe stato possibile prima di passare le informa­zioni alla gente.

Dell'uranio impoverito il segre­tario generale dell'Ain, Ugo Spe­zia (che è anche curatore del li­bro), discute impiego militare, radioattività ed effetti radiologici e tossicologici sull'uomo, mentre il chimico-fisico Franco Battaglia afferma: «Bastava la garzantina della chimica (Enciclopedia della chimica Garzanti, 1998, pagg. 1.040, L. 66.000; davvero racco­mandabile, ndr) e la conoscenza della classificazione dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) per non far nascere lo scandalo.  Infatti la Iarc, che classifica il caffè nella classe 2B, classifica l'uranio impoverito nel­la classe 3».

Andrea Boicelli del Cnr insi­ste: «Quasi tutte le testate gior­nalistiche hanno abboccato, l'opi­nione pubblica si è lasciata in­fluenzare, il terrorismo verdaio­lo ha raggiunto il suo scopo e chi cercava di portare un po' di ragionevolezza è stato voluta­mente ignorato».

Il biologo molecolare Angelo Spena dedica una decina di pagi­ne agli organismi geneticamente modificati, ricordando che neppu­re gli antiparassitari riescono a salvare da insetti e funghi il 42 per cento dei raccolti agricoli, e i fertilizzanti non bastano a produr­re quanto servirebbe: la scienza cerca dunque alternative, che au­mentino la resa delle coltivazioni e le rendano resistenti ai parassiti.

Franco Ortolani e Silvana Pagliuca sono invece gli autori del capitolo sui cambiamenti del clima. Secondo loro, essi si manife­steranno indipendentemente dai provvedimenti volti a diminuire i gas serra d'origine umana.

Un tema ricorrente nel volume è la necessità di non prendere de­cisioni irrazionali snaturando il principio di precauzione, di per sé sacrosanto.  In tema d'elettrosmog viene riprodotto un intervento giornalistico d'Umberto Veronesi, ministro della Sanità al mo­mento in cui il volume veniva preparato.  In risposta a Vattimo, che l'aveva contrapposto al mini­stro "umanitario" Bordon, egli scrive: «Non sarei dunque "uma­nitario"?  Perché?  Perché ritengo che non sia morale investire .20-30mila miliardi (tanti ne oc­correrebbero) per prevenire due ipotetici casi di leucemia, quan­do con la stessa cifra possiamo combattere i danni causati ­con assoluta certezza - dai fat­tori prima indicati (fumo di ta­bacco e altri, ndr), salvando la vita a migliaia di bambini e adul­ti, che davvero contrarranno tu­mori e leucemie?».

Altri autori seguono, tra cui il fisico Tullio Regge.  Si potrà ov­viamente dissentire dalle tesi esposte, ma l'opera è troppo ric­ca d'argomentazioni scientifi­che perché ci si possa permette­re d'ignorarla.
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