![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 21 LUGLIO 2001 |
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Mura Cossutta: "E un duro attacco alla 194
E' lui il padre della legge sulla riproduzione assistita approvata alla Camera e naufragata al Senato a causa dell'ostilità della sinistra che allora aveva la maggioranza. Alessandro Cè, capogruppo della Lega a Montecitorio, ha già depositato alla Camera il testo definito nella precedente legislatura. "Entro sei mesi la legge di cui ero relatore sarà di nuovo in aula - spiega Cè - Non ha senso quindi che il ministro della sanità, Girolamo Sirchia, riproponga un ddl similare di iniziativa governativa, visto che ho già depositato il mio".
Il ministro Sirchia nell'attesa dell'approvazione di una nuova legge, vorrebbe varare un regolamento.
"Sono contrario. Il regolamento è una strada sbagliata perché bisogna che ci sia un dibattito in parlamento. Non si possono trovare soluzioni puramente tecniche dato che non si può prescindere dalle questioni etiche. E' quindi necessaria una legge".
Quali punti del suo testo sono irrinunciabili?
"Il divieto della fecondazione eterologa. Comunque è ovvio che, ritornando in aula, il testo potrà essere emendato".
La sinistra sostiene che nel ddl si cela un attacco alla legge sull'aborto visto nell'articolo 1 si parla della necessità di tutelare l'embrione, la vita fin dal concepimento.
"Nella mia legge non c'è alcun intento di attaccare l'aborto perché si affrontano le fasi di un evento comunque creato in laboratorio. Un ambito anche giuridicamente del tutto diverso da una gravidanza naturale. Sono consapevole comunque che sulla mia proposta ci sarà battaglia, dentro e fuori il parlamento".
"Il professor Girolamo Sirchia deve decidere. O fa il ministro della Sanità, mettendo a frutto la sua esperienza e competenza, o fa il servo sciocco del maggioranza". Maura Cossutta, che per Rifondazione Comunista ha già combattuto strenuamente nella precedente legislatura la legge sulla fecondazione assistita che oggi Sirchia vuole riproporre, colpisce duro e accusa il ministro di "fare il pesce in barile".
Che cosa c'è che non va nella legge?
"Mi sembra impossibile che nel 2001 uno scienziato come Sirchia proponga una legge che è soltanto un insieme di divieti. La cosa più grave è che l'articolo 1 di quel testo rappresenta un chiaro attacco alla 194 e su questo punto il ministro non è stato affatto chiaro".
Un attacco alla legge sull'aborto
"Certo. Più sottile e più subdolo di altri precedenti ma per questo ancora più pericoloso. Nell'articolo 1 di quella legge si introduce il principio della tutela della vita fin dal suo concepimento incriminando così il principio di libertà di scelta per la donna. E su un punto così delicato il ministro non può permettersi di essere ambiguo".
Non ritenete che sia necessario regolamentare il campo della fecondazione artificiale?
"Siamo i primi a dire che occorre un regolamento per frenare gli abusi nel campo della riproduzione assistita. Ma il ministro deve dire che cosa sceglie. Oltre tutto per la politica sanitaria Sirchia già più volte fatto riferimento a quella del presidente americano George Bush. Ora vuole lottare l'obesità come fossimo in Usa. E' lecito quindi pensare c che per l'aborto voglia ispirarsi a Bush".