RASSEGNA STAMPA

19 LUGLIO 2001
M. ANTONIETTA SPADORCIA
Scienziati in campo contro "l'oscurantismo verde"

I nomi più conosciuti della ricerca italiana, da Caglioti a Garattini, danno vita a "Galileo 2001" per contrastare il fondamentalismo ambientalista nemico del progresso

La risposta della scienza alle contestazioni di ecologisti e verdi irriducibili che si preparano a scendere in piazza anche a Genova, si chiama Galileo 2001, per la libertà e la dignità della scienza. Un'associazione per dare un'informazione più giusta, una battaglia contro "l'oscurantismo", quel male che porta al "fondamentalismo ambientalista" e "all'opposizione al progresso tecnico-scientifico". Nel comitato promotore ci sono i nomi più conosciuti della scienza italiana; tra gli altri Carlo Bernardini e Luciano Caglioti, professori dell'Università La Sapienza di Roma, Silvio Garattini dell'Istituto Mario Negri di Milano, Carlo Pelanda, condirettore di Globis, Tullio Regge che ha ottenuto il premio Einstein per la Fisica e Giorgio Salvini, ex ministro per la Ricerca scientifica.

Tutti insieme per placare le "voci incontrollate e dogmatiche che, fuori di ogni rilevanza scientifica, pretendono di affermare verità basate sull'emotività irrazionale". Gli scienziati sostengono che i più accaniti difensori dell'ambiente spesso lanciano "anatemi contro il progresso" e addirittura "profetizzano catastrofi" dando una lettura errata degli eventi. Con una visione aprioristica di ciò che accade anche nell'ambiente, spesso si legano le mutazioni climatiche al buco dell'ozono, si respingono "soluzioni tecnologiche adottate da tutti i Paesi industriali" e poi si lancia l'allarme per l'eterna emergenza-rifiuti. Non solo: si bandisce la biotecnologia come il male del millennio, si professa un "no" convinto al nucleare senza considerare le prospettive di sviluppo anche economico e si crede molto di più alla medicina alternativa che a quella tradizionale.

Allora al di là di "convinzioni di ordine ideologico, politico e religioso", Galileo 2001 vuole contrastare "l'opera di disinformazione e di arretramento culturale" e "l'arroganza" che caratterizza queste posizioni estremistiche e "umiltà la ricerca".E poi c'è una risposta che vale per tutti, anche per i giottini ambientalisti che sfileranno in questi giorni: è vero che "la scienza non produce miracoli", ma "non è di per sé foriera di catastrofi ".
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