![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 18 LUGLIO 2001 |
|
Forse si dovrebbe chiedere scusa a tutti gli amministratori politici del Veneto che sono stati criticati in questi anni. Un'ammissione di colpevolezza ampia e sincera, una sorta di contrizione pubblica. I sindaci, i presidenti di Provincia, il capo supremo della Regione, sono stati sottoposti, nel corso degli anni in cui il sistema industriale nordestino correva a ritmi quasi inverosimili, a una serie di domande che sono state sistematicamente eluse. Non è la prima volta e non sarà l'ultima, ma venerdì scorso a Venezia, in occasione della presentazione del secondo rapporto della Fondazione Nord-Est, il vicepresidente di Confindustria, Nicola Tognana, ha espresso opinioni sintetiche e incontestabili su personaggi e istituzioni di maggior spicco della vicenda politica regionale.
Della Regione Veneto, Tognana ha detto: "Dicano almeno tre decisioni che sono scaturite dalla loro azione politica negli ultimi dieci anni". Di Giancarlo Gentilini, il sindaco "sceriffo" di Treviso (e Tognana è trevigiano) solo un giudizio: "Al massimo un buon amministratore di condominio".
Giudizi sferzanti che fanno il paio con l'analisi allargata della Fondazione Nord-Est: il capitale sociale che ha originato questa macchina da guerra (il territorio, l'ambiente, la famiglia, la manodopera, i giovani) si sta liquefacendo. Non c'è più un metro quadrato disponibile, non c'è un operaio neppure a pagarlo oro.
Le giovani coppie non fanno più figli. Gli immigrati, almeno quelli, arrivano a frotte ma nessuno dei cinquecento passa sindaci è disposto a ospitare un condominio per operai extracomunitari.
Per i nordestini, il capitale sociale equivale al Sacro Graal. Se distruggono l'unico tesoro che possiedono non ci sarà innovazione di prodotto e di processo che tenga. Dovranno emigrare tutti in Romania o in India. I nordestini sono consapevoli della gravità del momento ma non riescono a prendere il toro per le corna. Prima urlavano contro Roma. Adesso fanno melina. Gli imprenditori accusano la politica. La politica accusa l'industria. E il circolo vizioso si riproduce all'infinito, come insegna la telenovela del Passante di Mestre.
Nel bel mezzo di questo dibattito, si fa largo una ricercatrice dell'Università di Padova, con un libro dal titolo eloquente: "Regolazione politica dello sviluppo locale", con un sottotitolo ancora più eloquente: "Veneto ed Emilia Romagna a confronto". Cosa dice questo manuale? Che per governare la complessità dei distretti industriali le cosiddette reti informali non bastano più. Serve la governance, cioè la decisionalità di cui fino a prova contraria è depositaria l'istituzione pubblica (Regioni, Province, Comuni) nata, almeno in teoria, per risolvere i conflitti sociali, gerarchizzare le decisioni, individuare le priorità. La triade "famiglia, religione, lavoro", cemento della società veneta, non contempla il ruolo guida della politica, dice la studiosa, riprendendo un'ampia bibliografía che va da Diamanti a Becattini, da Trigilia a Putnam.
Di qui le scuse a Galan e Gentilini. Non è colpa della Regìone se il Veneto non ha mai avuto una legge di programmazione degna di questo nome. Non è colpa dei trevigiani se il sindaco di Treviso si alza una mattina e blocca l'apertura di un centro accoglienza per operai immigrati una delle rarissime azioni di vera governance della comunità locale. Non è colpa dei burocrati regionali se il recepimento della Bassanini è vissuto come una sorta di harakiri. I nordestini, da liberisti impenitenti, sono rimasti a quel binomio rispettabilissimo che recita laissez ferire e laissez passer. E dove non arrivano le imprese, il volontariato, le associazioni di categoria e la chiesa? Prima o poi ci penserà qualcuno, magari la Provvidenza. Nel frattempo, per colmare il vuoto di potere di cui sono la causa, i politici si sono autoproclamati sul campo guardiani del mercato, tanto non costa nulla. E' come se la Costituzione non scritta dei veneti prevedesse per il premier, chiunque esso sia, lo stesso ruolo simbolico appannaggio dei Windsor in Gran Bretagna. Comprese lunghe settimane di relax ai Tropici.