![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 16 LUGLIO 2001 |
|
Dopo le reazioni alla sua intervista, Kouchner ha precisato che non vuole legalizzare l'eutanasia: "Avevo agito in situazioni estreme di guerra"
Riesplode in Francia il dibattito sull'eutanasia dopo una clamorosa intervista in cui il ministro della sanità Bernard Kouchner confessa di aver "aiutato la morte" di parecchie persone quando negli anni Settanta faceva il medico in Libano e in Vietnam per conto di "Medicins sans Frontiers", la famosa associazione umanitaria da lui fondata.
"A più riprese - ha rivelato Kouchner, uno dei Vip più amati e rispettati del governo Jospin - ho praticato l'eutanasia.
Quando la gente soffriva troppo e sapevo che sarebbe morta io l'ho aiutata. L'ho fatto in Libano, l'ho fatto in Vietnam".
Parlando con un giornalista del settimanale olandese "Vrij Nederland" il ministro socialista ha precisato che mai ha usato compresse: preferiva "le iniezioni con molta morfina".
Malgrado quelle drammatiche esperienze, che non rinnega, Kouchner si è però ben guardato nell'intervista da una militante difesa della "dolce morte", appena legalizzata in Olanda ma tuttora tabù in Francia. "L'eutanasia - ha dichiarato - è essenzialmente contraria all'etica medica. I dottori esistono per proteggere la vita, non per mettervi fine. Ma se qualcuno vuol morire la società deve tenerne conto. Ecco che cosa rende il dibattito cosi difficile".
Pur se con questi correttivi la "confessione" è bastata perché a Parigi riscoppiassero le polemiche. Per Christine Boutin, una volitiva deputata centrista che capeggia l'Alleanza per i diritti della vita, Kouchner sbaglia di grosso: "L'eutanasia è una falsa soluzione al vero problema che è la. lotta contro il dolore, l'accesso alle cure palliative".
Di segno opposto la reazione della "Associazione per il diritto di morire nella dignità" che sulla scia dell'intervista olandese del popolarissimo ministro è ritornata alla carica con la richiesta di depenalizzare l'eutanasia "come auspicato dall'80 per cento dei francesi".
Davanti a queste prese di posizione Kouchner ha cercato ieri di smorzare e ha fatto una parziale marcia indietro: a suo giudizio non si può in realtà parlare dì eutanasia per quanto riguarda la sua lontana attività di medico in Vietnam e in Libano.
Non si trattò di "morti, programmate deliberate su ingiunzione dei pazienti" ma di "lenimenti in casi di estrema sofferenza", per giunta in situazioni di guerra.
Il ministro ha messo in chiaro che non intende seguire l'esempio dell'Olanda: "Per il momento non è questione di legiferare", ha tagliato corto. Gli sembra però giusto proseguire nel dibattito "senza arroganza, senza certezze, senza preconcetti ideologici".
Koucher è noto in Francia, ma non solo, per aver più volte sollevato polemiche a causa di sue prese di posizioni. Come stavolta. Nell'aprile dello scorso anno, quando in Olanda l'eutanasia fu legalizzata, si disse pronto a presentare al parlamento francese un progetto simile. Ma proprio un sondaggio fatto in quel periodo in Francia lo portò a cambiare idea. Secondo questo sondaggio infatti un francese su due era contrario all'eutanasia.