RASSEGNA STAMPA

15 LUGLIO 2001
ROBERTO CASATI
La cognizione dell'eclisse

La reazione istintiva di insetti, animali e uomini di fronte all'oscuramento del sole

Ci sono eclissi di ogni tipo. Eclissi di sole e di luna. La luna eclissa i pianeti. Ogniqualvolta un corpo si interpone tra la nostra vista e un altro corpo, il primo eclissa il secondo. Eclissare è nascondere, occludere. Se diamo alla nozione di 'punto di vista' un significato generale, non legato alla presenza di un occhio, ogniqualvolta un corpo si interpone tra altri due questi ultimi vengono eclissati a vicenda dal corpo interposto. Di frequente gli oggetti celesti si ritrovano in un qualche allineamento, nella più totale indifferenza reciproca e del resto del cosmo. Ma la presenza di uno sguardo cambia radicalmente le cose, perché in questo sguardo si riassume la memoria del mondo e si mette a fuoco la sorpresa, e la paura, di fronte a un fenomeno per cui non sono state previste difese né nozioni. La pur bella fola psicologica che racconta di archetipi depositati nella mente umana incontra qui un limite ironico - il più impressionante fenomeno naturale non ha lasciato tracce nei recessi dello spirito, o forse più semplicemente gli inventori della teoria degli archetipi non avevano mai visto un'eclisse.

Certo, non è facile prevedere gli effetti dell'eclisse sulla mente. E tuttavia qualche elemento ci sarebbe. Anche senza scomodare gli archetipi, la letteratura di ogni tempo e di ogni Paese ci ha posto di fronte a un tesoro di descrizioni e impressioni che sembrano convergere su alcuni fatti salienti. Gli uomini interrompono le loro attività, osservano con terrore l'inaudita configurazione del cielo, reagiscono con grida e scene di panico, il che è particolarmente deplorevole nel mezzo di una battaglia che si sta vincendo e si finisce col perdere di fronte ad armate probabilmente meglio educate sul fatti fondamentali dell'astronomia. Gli animali scambiano l'ombra dell'eclisse con quella della notte e si apprestano a dormire, se non si addormentano di colpo, cosa che può risultare fatale agli uccelli in volo. Nascono sotto un'eclisse principi regnanti abitati dal malanimo o pretendenti pieni di invidia che comunque getteranno un'ombra scura sui destini della loro nazione.

In parte queste concordanze tra i testi si spiegano con la forza dei topoi letterari, tant'è che si devono espungere dalle descrizioni degli effetti delle eclissi certi pseudofatti. Per esempio, i manuali latini di retorica giungono a consigliare ai generali di prepararsi un sermone da usare se nell'eventualità dì un'eclisse totale i soldati terrorizzati dal sole nero abbandonassero la mischia e si rifiutassero di combattere. Il consiglio ignora il fatto che l'eclisse dura veramente pochissimo: proviamo una certa pena per il generale che indefesso corre qua e là per il campo di battaglia a convocare un conciliabolo didattico con i suoi soldati, evitando accuratamente - va da sé - di farsi sentire dal nemico, che potrà approfittare dei consigli suadenti.

Ma si fa strada, dietro la notevole concordanza delle descrizioni, il sospetto che le eclissi siano spettacoli con una qualche imponenza, tali da giustificare il loro ruolo letterario. I tempi dell'eclisse sono brevi e questo fa sì che manchino studi approfonditi sull'ecologia del fenomeno. L'eclisse africana del 1913 aveva messo in moto i ricercatori dell'Università di Nanterre che avevano raccolto in un volume (Soleil est mort) una serie di dati sul comportamento degli insetti, degli animali e degli uomini. L'esperienza personale mi avrebbe di per sé convinto degli effetti emotivi, ma ho anche voluto raccogliere le testimonianze di osservatori (ricercatori del Cnrs) dell'eclisse europea dell'11 agosto 1999 usando un formulario che chiedeva di indicare le proprie reazioni e quelle della cerchia di persone che osservavano l'eclisse, nonché i fattori ecologici e di illuminazione. I risultati convergono sugli aspetti che evoca la letteratura, e l'elemento emotivo è largamente dominante. L'eclisse moderna diventa spettacolo, un fatto culturale che gioca, sfidandola, con l'epoca della riproducibilità tecnica. All'impressione del sublime non era estranea l'idea della sorpresa, dell'imprevedibilità. Adesso lo stesso, sublime è associato all'idea opposta, quella di una completa prevedibilità. Ma l'eclisse affascina, al punto da spingere decine di migliaia dì persone ad attraversare gli oceani per non perdere un appuntamento. Persone che vanno a vedere l'eclisse, chi sono, perché sono ossessionate dall'appuntamento, misurano, cercano una conferma che sanno che ci sarà. Sappiamo che cosa aspettarci, quando, e dove. Forse ci fa impressione che cose tanto grandi e indifferenti alle vicende umane rispettino degli appuntamenti così precisi? Forse c'è qualcosa dì strano in un appuntamento che non è sociale? Ma in fondo la luna e il sole sono parte del nostro mondo sociale (anche se si tratta dell'Olimpo.

Resta. la difficoltà di comunicare l'imponenza dello spettacolo. Nessuna foto, nessun dato può dare un'idea degli aspetti ecologici del fenomeno, dico questo per giustificare la descrizione che segue.

La mente non è preparata a un crollo brutale della luminosità; e anche se educata da migliaia dì fotografie, la memoria non conserva la traccia di un sole nero che detronizza il re degli astri. E' tale la differenza da tutto ciò cui si è abituati che è come fare i turisti su un altro pianeta. Nel campo di osservazione delimitato dall'osservatorio astronomico di Parigi sulla linea centrale della totalità a Chilongo, in Zambia, mi sono allontanato dalla selva di telescopi per guardate verso ovest, aspettando l'arrivo del grande cono d'ombra della luna. La luce negli ultimi minuti scende sensibilmente e dà alle cose un aspetto metallico, le ombre degli oggetti si fanno precise, compaiono le ombre volanti - bande di interferenza che si muovono a grande velocità, un messaggio della luna che annuncia l'imminente catastrofe. Sono scene dall'origine del mondo. L'orizzonte sembrava sgombro, ma in realtà varie quinte di nubi si allineavano a perdita d'occhio, invisibili per il basso contrasto tra la luminosità del vapore acqueo e quella del cielo. Al progredire dell'ombra lunare queste nubi si sono scurite e sono divenute progressivamente visibili, quindi dopo quinta, di scatto, in pratica create sotto i nostri occhi, in serie, una creazione che correva verso di noi a tremila chilometri all'ora. Quando ci ha quasi raggiunto, la luce è scesa in pochi secondi, come se venisse spenta una lampada alogena girando un variatore, ma una lampada grande come il sole, in una stanza grande come il giro dell'orizzonte, e ci siamo ritrovati in una notte fredda schiarita dalla corona solare, in cui le stelle per tre brevi minuti hanno danzato intorno alla luna-sole.
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Scienze Cognitive