RASSEGNA STAMPA

7 LUGLIO 2001
ENRICO ALLEVA
Il disordine benevolo dell'esistente

"Lo stato vivente della materia", un saggio di Marcello Buiatti sulle frontiere della nuova biologia/Sistemi interattivi Un viaggio al centro della materia che ricorda l'indissolubile legame tra le forme viventi diversificate dall'evoluzione che la specie umana tenta ora di bio-unificare

scritto in collaborazione con Francesca Capone

 Il titolo stesso dell'ultimo libro del genetista fiorentino Marcello Buiatti Lo stato vivente della materia: le frontiere della nuova biologia (Utet, pp. 242, L. 35.000) tocca temi oggi ritenuti importanti (primo tra tutti le complessità abiotiche o biologiche), ma affrontati e discussi soprattutto da filosofi, fisici, fisico-chimici e matematici, piuttosto che dai veri detentori del credo darwiniano, vale a dire il composito e rissoso mondo dei biologi evoluzionisti contemporanei. E' un tentativo riuscito di "viaggio al centro della vita", parafrasando il titolo del romanzo di Verne.

Secondo l'autore i progressi compiuti nel campo della biologia nei primi anni '50, soprattutto l'avvento delle nuove tecniche di biologia molecolare, hanno permesso di osservare i sistemi viventi non più mediante approcci essenzialmente di tipo descrittivo, ma più veracemente sperimentale, di segno coerentemente galileiano. Attraverso questo nuovo approccio "lo stato vivente", "gli organismi" ci appaiono adesso come sistemi aperti, interattivi, ordinati ma anche plastici e in grado di assumere le configurazioni più adatte e utili per la vita, configurazioni non casuali, bensì "preferenziali".

Fili conduttori del libro sono due note fenomenologie caratteristiche della materia vitale, i concetti di plasticità e della necessità organica di variabilità (sulla quale la selezione naturale agisce), introdotti nel primo capitolo. Nel secondo "La memoria e gli strumenti", Buiatti ci racconta come anche la struttura, la replicazione e la traduzione del Dna - quella componente del sistema vivente dove sono fissati gli strumenti, le istruzioni, le informazioni per la vita -, si basi su meccanismi plastici, tali da permettere quel grado di variabilità necessario agli organismi per rispondere, modificandosi, ai processi di adattamento nel corso della vita individuale e alle variazioni ambientali nel corso dell'evoluzione.

Approfondendo i rapporti tra "La rete e l'individuo", gli organismi ci vengono poi presentati come degli "ipercicli", costituiti da un circuito/rete metabolico/a e un circuito/rete genetico/a a loro volta accoppiati tramite un intenso scambio di segnali mirati a mantenere - mediante processi di regolazione -, una sufficiente omeostasi "di sopravvivenza". In questo interessante capitolo scopriamo che il Dna non rappresenterebbe un programma (come sentiamo regolarmente dire alla tv), contenendo infatti le informazioni per produrre gli strumenti, ma non sapendo dove, quando e quanto attivarli. Queste informazioni, questi comandi, arrivano al nucleo mediante segnali provenienti dal citoplasma, dall'esterno e "la forma e lo sviluppo" dei sistemi viventi sono esempi di questo sistema non così deterministico come si potrebbe credere. Aspetti storici tanto rilevanti quanto scioccamente dimenticati non solo dalla divulgazione ma anche nella formazione sono utilmente ricapitolati da Buiatti, come nel rimando al "paesaggio epigenetico" di Conrad Hal Waddington.

Il quarto capitolo, quello davvero "centrale", tratta il tema dell'evoluzione, che nell'ottica neodawinista è un processo continuo in cui le modificazioni sono guidate dalla necessità che hanno gli esseri viventi di adattarsi al mutevole ambiente circostante. Nell'ultimo l'autore affronta infine un tema originale, quello del "disordine benevolo", cioé quel disordine, quella plasticità, che permette ai sistemi viventi di superare il "rumore" in grado di disgregare le correlazioni, le reti, e di conseguenza la vita stessa.

Ne consegue logicamente che le nuove discipline quali le biotecnologie, che consentono la manipolazione del codice genetico, non devono essere considerate come strumenti che permettano, una volta rivelato il nostro patrimonio genetico, di intervenire indiscriminatamente su di esso per rendere la vita prevedibile, i comportamenti modificabili, per creare insomma individui perfetti in cui la variabilità, la reciprocità, sia bandita. Dalla cellula agli ecosistemi, dai sistemi viventi alla biosfera, la diversità e la plasticità sono elementi fondamentali e imprescindibili per la sopravvivenza e la continuità biologica. Il libro si conclude con tre schede di approfondimento (o, per meglio dire, di utile contaminazione culturale) curate da Marco Buiatti, Nadia Pisanti e Andrea Ciliberto, in cui i concetti biologici sono approfonditi con gli strumenti rispettivamente della fisica, della matematica e dell'informatica.

Questo libro ha il merito affatto banale di far riflettere non solo sui processi e meccanismi biologici alla base dell'esistenza, ma anche sui fenomeni sociali di cui noi umani siamo testimoni. La tendenza antropocentrica dell'uomo (e l'uomo-scienziato non fa certo eccezione) sta negli ultimi anni distruggendo non poche forme di variabilità biologica: ma la strutturazione globalizzata e occidento-centrica della società umana non sfugge, neanche lei, a questa iconoclastia della differenza. La società come gli organismi viventi ha bisogno per sopravvivere di interazioni plastiche tra elementi che mantengano però la loro diversità, anzi necessita spesso di sottoinsiemi socio-culturali (quando non etnici) tra loro anche parecchio diseguali. La variabilità e la diversità sociali non derivano questa volta esclusivamente da mutazioni genetiche, ma da combinazioni di idee e concetti che sta a noi salvaguardare e proteggere dall'estinzione. Una visione "Gaiamente" cupa che ci ricorda dell'indissolubile legame tra forme viventi animali e vegetali biodiversificate dall'evoluzione della materia vivente e che un'unica specie - quella umana - tenta di recente di bio-unificare a rischio e pericolo di un'intera biosfera terrestre.
inizio pagina
vedi anche
Cultura-Impresa scientifica