RASSEGNA STAMPA

23 GIUGNO 2001
NICOLETTA PICCHIO
Globalizzazione, servono nuove regole

L'impegno perché lo sviluppo abbia un volto umano

"La scelta dei Giovani industriali affrontare il tema della globalizzazione sostenibile è un segnale evidente che i tempi stanno cambiando. La globalizzazione è imperfetta e incompleta e c'è bisogno di regole nuove". Il sociologo Ari Accornero è il primo a rompere i ghiaccio, aprendo le due tavole rotonde del convegno dei Giovani imprenditori a Santa Margherita. Edoardo Garrone ha appena alzato la palla, stupendo la platea, affrontando i problemi di una "governance" della globalizzazione, per uno sviluppo dal volto umano.

Finanza etica, una tassa mondiale su consumi di combustibili che producono gas ad effetto serra, apertura ai Paesi più poveri, oggi tagliati fuori dal commercio mondiale: le proposte del presidente dei Giovani imprenditori raccolgono consensi. E' in piena sintonia Nicola Tognana, vicepresidente di Confindustria per la politica industriale: "Bisogna essere aperti al cambiamento", dice l'imprenditore veneto, e aggiunge di sentirsi addirittura "alleato" del presidente di Legambiente, Ermete Realacci, che gli siede a fianco. Realacci ha appena proposto di collegare la Tremonti bis sulla detassazione degli utili reinvestiti, che il Governo si appresta a varare, all'innovazione tecnologica realizzata dalle imprese, al grado di risparmio energetico e all'occupazione che possono realizzare.

Tognana concorda e rilancia: "Vogliamo confrontarci anche sull'ambiente, con accordi e autoregolamentazione da parte delle imprese". Come? "La sfida è moltiplicare le eccellenze, aumentare il numero delle imprese certificate", spiega il vicepresidente di Confindutria. Ma sarebbe un errore procedere con nuove leggi, che a suo parere avrebbero solo l'effetto di aumentare le carte. Meglio gli accordi, come quello, dice Tognana, che sarà operante dal primo luglio per anticipare nel Mediterraneo l'uso di navi di maggiore sicurezza. E rivendica l'impegno che le imprese italiane già stanno dimostrando sulla strada di una maggiore etica di comportamento: "Hanno fatto di più le imprese venete creando centinaia di buoni posti di lavoro in Romania rispetto alle varie organizzazioni umanitarie".

Il dibattito delle due tavole rotonde, la prima dedicata al lavoro e alla finanza, la seconda all'ambiente e alla sicurezza, ruota attorno a una domanda: come si può realizzare la "governance" della globalizzazione? E le proposte lanciate dal presidente Garrone si potranno tradurre in atti concreti? Aris Accornero insiste su una riforma del commercio e su nuove regole per le transazioni finanziarie. Luigi De Fraia, leader dell'associazione "Sdebitarsi" aderente al Genoa Social Forum, vede come un obiettivo troppo lontano la liberalizzazione dei flussi delle merci dei Paesi poveri, proposta dal presidente dei Giovani. Meglio realizzare a stretto giro interventi come una riforma del Wto, della Banca mondiale e procedere alla cancellazione del debito dei Paesi in via di sviluppo. Una misura, quest'ultima, su cui alcuni, come ad esempio il direttore di Limes, Lucio Caracciolo, vedono il rischio di beneficiare Governi dittatoriali. Di Fraia replica: "la legge varata nel 2000 prevede che questa misura possa essere applicata a Paesi che rispettano la democrazia e la libertà". Nessun rischio, quindi, sostiene.

E se Sergio Dompè, presidente di Assobiotec, insiste sul problema del brevetti, Sebastiano Maffettone, docente all'Università Luiss, è convinto che nel medio termine l'impegno etico possa portare alle imprese un "vantaggio reputazionale". Mentre l'economista Marcello De Cecco afferma che la linea indicata da Garrone potrebbe convenire agli industriali italiani: "Ci sono produzioni italiane che non danno fastidio, anzi, tutti noi europei dobbiamo imparare ad espanderci". Caracciolo condivide l'analisi del presidente dei Giovani: l'85% degli scambi mondiali avviene nel triangolo Giappone, Europa, Stati Uniti. "Sarebbe importante sostiene - che i nostri Paesi si aprissero alla produzione di quelli più poveri". Oggi si affronterà il tema del ruolo delle organizzazioni internazionali. E, in conclusione del convegno, sono previsti gli interventi del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del presidente della Confindustria, Antonio D'Amato.
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