![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 21 GIUGNO 2001 |
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Nella
National Library of Medicine statunitense è possibile consultare l'archivio di
immagini relative al cosiddetto uomo virtuale, il «Visibile Human» accessibile
anche in rete. Le immagini si riferiscono a una immensa banca-dati che illustra
i diversi aspetti dell'anatomia umana: fotografie di migliaia di sezioni di un
vero corpo umano che ne mostrano con minuziosa precisione i diversi dettagli
anatomici. Il progetto «Visibile Human» ha messo a disposizione degli studenti
di medicina una massiccia e utile banca-dati. Ora esiste un altro progetto, ben
più complesso e denso di ricadute, relativo a un essere umano «virtuale»: il
progetto, sostenuto da una compagnia privata, la Physiome Science connessa con
l'Università di Oxford e con alcune case farmaceutiche, è centrato sulla
realizzazione di un «Virtual Human», un essere umano esplorabile sia dall'esterno
che dall'interno attraverso le strategie della realtà virtuale. Non si tratta
di un robot costruito, di una realizzazione inquietante simile agli androidi
che popolano i film di fantascienza, ma di una minuziosa ricostruzione virtuale
ottenuta sulla base di una integrazione di decine di migliaia di conoscenze
scientifiche.
L'essere
umano virtuale rappresenta in qualche modo la continuazione del «cuore
virtuale», un organo realizzato presso l'Università di Oxford, formato da
cellule virtuali che consumano zucchero e ossigeno virtuali ma che si comporta,
accelerando
o rallentando il suo ritmo, proprio come un cuore reale. Il cuore virtuale
materializza a livello informatico tutto ciò che i fisiologi e i atologi sanno
sul cuore e sul suo comportamento a partire da cellule, fibre muscolari e vasi
che lo compongono. La sua virtualità consente di svolgere esperimenti sui
meccanismi di compenso e scompenso cardiaco, di provare gli effetti di farmaci
di cui è nota l'azione sul metabolismo cellulare, di svolgere interventi
chirurgici attraverso l'uso di particolari guanti che consentono all'operatore
di «toccare», manipolare, incidere, rivascolarizzare la parete di questo organo
che non esiste se non attraverso un massiccio programma informatico.
Un cuore
virtuale, però, è un organo isolato, che non risente della pressione dei
polmoni quando questi si espandono e contraggono, della pressione dello stomaco
quando questo è pieno di cibo, della secrezione di ormoni da parte delle
ghiandole endocrine: per realizzare un cuore virtuale ancora più
"vero" occorre perciò inserirlo nel contesto di un organismo umano
virtuale, dove i vari organi possano interagire tra loro. Questo, appunto, è il
«Virtual Human», il compendio di decide e decine di migliaia di conoscenze che
derivano da studi sugli aspetti biochimici, cellulari, d'organo di tutti gli
organi e sistemi che formano il corpo umano. Si tratta, come si può intuire, di
un progetto grandioso che, una volta realizzato, consentirà una specie di
«viaggio fantastico» all'interno del corpo umano, un viaggio che, passo dopo
passo, consentirà di visualizzare e osservare le molecole che formano le
cellule degli organi umani, la fisiologia di questi ultimi, gli effetti delle
malattie.
Il
progetto «Virtual Human» si propone come uno strumento di grande utilità per la
sperimentazione di nuovi farmaci - che sono già stati testati sul più semplice
«cuore virtuale» - per gli studi sul cancro o per la chirurgia: persino i
militari hanno dimostrato interesse a un progetto che, ahinoi, potrebbe
prestarsi allo studio degli effetti di nuove armi e del loro impatto sui loro
ultimi destinatari, gli esseri umani.
L'essere
umano virtuale, però, mancherà di un organo fondamentale, vale a dire il
cervello in quanto questo organo è troppo complesso e ancora troppo poco
esplorato
per essere oggetto di una simulazione. Il corpo virtuale, si limiterà a ricevere dal cervello virtuale alcune
informazioni di base, fondamentalmente
informazioni
di tipo endocrino o stimoli che riguardano il sistema autonomo, in
grado di pilotare cuore, vasi, e apparato digerente: per il resto il cervello resterà una specie di «buco nero», troppo complicato per essere rappresentato in forma virtuale. In questo caso non si tratta di una forma di dualismo che investe il corpo e la mente, ma che riguarda il corpo e il cervello, un organo che anche a livello materialistico pone sfide troppo elevate, almeno per ora…