RASSEGNA STAMPA

8 GIUGNO 2001
LUIGI ACCATTOLI
D'Agostino: sono ancora vivi Sarebbe un vero omicidio
- "Una cattiva risposta a un problema reale": così il professore Francesco D'Agostino, cattolico, presidente onorario del Comitato nazionale di bioetica, qualifica la proposta venuta dal "gruppo di lavoro" istituito dal ministero. Accettarla - conclude D'Agostino - comporterebbe un'introduzione "surrettizia" dell'eutanasia nel nostro ordinamento.
Professore, conosceva il lavoro di questo gruppo di studio?
"No. E mi lascia veramente perplesso il fatto che per la seconda volta - la prima fu con la Commissione Dulbecco sulle cellule staminali - il ministero sottoponga questioni etiche così gravi non al Comitato nazionale di bioetica, ma a "gruppi" ad hoc, la cui competenza bioetica è tutta da verificare. Tanto più che il Comitato nazionale da mesi sta lavorando su questo tema".
Che dice del concetto di "irreversibilità" applicato allo stato vegetativo permanente?
"Non l'accetto e questo per me è il punto decisivo di tutta la questione. È chiarissimo che gli individui in stato vegetativo permanente sono individui vivi. La irreversibilità del loro stato si può accertare solo con criteri statistici e probabilistici. Allo stato attuale della scienza nessuno può affermare che tali individui non possano mai e in nessuna circostanza recuperare almeno in parte le loro funzioni cerebrali".
Il gruppo sostiene che la nostra legislazione già permette l'adozione della soluzione proposta...
"Non esiste, nell'attuale ordinamento giuridico, nessun elemento che avalli la soppressione di un individuo vivente. Accettare l'indicazione del "gruppo di lavoro" significa introdurre surrettiziamente l'eutanasia nel nostro sistema. Riterrei più corretto che i fautori dell'eutanasia proponessero una legge simile a quella olandese, in cui è possibile non solo sopprimere individui in coma, ma malati dalla prognosi infausta, o addirittura anziani stanchi della vita".
inizio pagina
vedi anche
Bioetica