![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 12 MAGGIO 2001 |
|
"Il pensiero di Levinas ci sembra proprio un tentativo radicale di convertire il pensiero all'ascolto dell'alterità. Ma non solo. Ciò che in Levinas è essenziale è che la relazione con l'altro trova la sua origine nel primato del Bene"; in queste brevi e succose considerazioni è sintetizzata l'interpretazione che delle filosofia levinasiana propone Sergio Labate nel volume "La sapienza dell'amore" (Cittadella, Pagine 270. Lire 34.000). Scrive a tale riguardo Labate: "Questo libro non nasce da un pensiero ammutolito e solo, ma attesta, nella passione per l'insegnamento filosofico di Levinas, che la filosofia... può, senza annullarsi e rispondendo sempre al passato del pensiero... essere in origine ascolto, dialogo e ammaestramento di qualcuno a qualcun altro, dono dell'altro che dona a qualcuno il proprio percorso filosofico". E non v'è dubbio che il pensiero levinasiano costituisca un'occasione privilegiata per assaporare il valore di una filosofia che diventa proposta di vita attraverso l'asserzione della superiorità del Bene. Labate, operando una scelta interpretativa sicuramente interessante, riconduce la lezione levinasiana al concetto di gratuità e scrive quanto segue: "È l'anteriorità del Bene e permettere la relazione con l'alterità. È questa, ci sembra, una traduzione filosofica di quanto significato nelle stesse esperienze di gratuità: l'altro lo incontriamo solo se, piuttosto che utilizzarlo come mezzo per il nostro interesse, siamo in relazione con lui per il suo bene. Così ogni esperienza d'amore oblativo non fa che attestare questo legame tra relazione e Bene. È il bene dell'altro che io desidero nella relazione oblativa. Il movente di ogni dono è il bene dell'altro". Muovendosi su questa linea, Labate rilegge l'opera di Levinas come una lunga e serrata meditazione sul primato del Bene e della sua logica, che è la logica del dono.