![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 7 MAGGIO 2001 |
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Sfumato il nichilismo del secolo appena trascorso si riparte dagli insegnamenti fondamentali dei maestri del passato. A colloqui con Giovanni Reale, il grande studioso della filosofia antica
Heidegger diceva che il pensiero greco è nato adulto. I concetti di non violenza, bene supremo e felicità nascono da lì
La massima autorità italiana nel campo degli studi di filosofia antica, Giovanni Reale, docente alla Cattolica di Milano, autore di numerose opere di fondamentale importanza e di notevole successo, non si stanca di riproporre con intelligenza e passione i capolavori del pensiero classico, come di recente è accaduto con la nuova edizione da lui curata presso l'Editrice La Scuola di Brescia di alcuni dialoghi di Platone. Per Reale, tale riproposizione non assume i caratteri della pura e semplice erudizione, ma significa offrire l'opportunità di entrare in contatto con un messaggio ancora vivo. E proprio dalla considerazione della validità che tuttora mostra la filosofia antica ha preso le mosse questa conversazione.
Professor Reale, quali sono i messaggi
presenti nel pensiero classico ancor oggi attuali?"Direi che il pensiero classico rimane attuale non solo oggi, ma sempre, per la sua intrinseca natura. Martin Heidegger diceva che il pensiero greco è nato adulto, ossia non piccolo ma grande. In un certo senso gli antichi stessi avevano avuto sentore del fatto che i messaggi che comunicavano avevano questo carattere. Ci viene detto che Zeusi, il massimo pittore dei suoi tempi, ai discepoli che gli domandavano la ragione per cui continuasse a lavorare tanto su quadri che già sembravano perfetti, rispose: "Perché io dipingo per l'eterno". Il grande Tucidide ha sempre presentato la sua opera di storia come un possesso per il sempre". Platone diceva che il filosofo è colui che guarda l'eterno e cerca di esprimerlo. E un messaggio che guarda l'eterno vale, al di là dei tempi, sempre. E il pubblico stesso a confermare la veridicità di quanto le sto dicendo: fra tutti i filosofi, quello più venduto oggi è Platone, insieme a Sant'Agostino".
Come è possibile che la filosofia antica
aiuti l'uomo del XXI secolo a vivere, meglio?"L'uomo di oggi vive spendendo la maggior parte delle sue energie soprattutto per soddisfare i suoi desideri di ricchezza e di beni materiali. Già i filosofi presocratici avevano compreso che questo è fonte di mali. Eraclito scriveva: "Difficile è la lotta contro il desiderio, perché ciò che esso vuole lo, paga a prezzo dell'anima". Pensi quanti mali dell'anima l'uomo contemporaneo ha contratto, proseguendo senza sosta su questa strada. E Democrito diceva: "Non ci si deve vergognare di qualcosa più davanti agli uomini che davanti a se stessi, e, parimenti, non si deve operare qualcosa di male più facilmente se nessuno viene a saperlo piuttosto che nel caso in cui lo scoprano tutti gli uomini. Al contrario ci sì deve vergognare soprattutto davanti a se stessi, e bisogna imporre alla propria anima questa legge". Non le sembra che messaggi come questi possono davvero aiutare anche l'uomo del XXI secolo a vivere meglio?".
Quali insegnamenti Platone e Aristotele possono offrire all'uomo contemporaneo?
"Credo che i messaggi più forti che Platone e Aristotele possono dare all'uomo di oggi siano soprattutto quelli di carattere etico. Platone è stato colui che alla scuola di Socrate,
ha espresso la teoria della non-violenza. Nel Critone, per esempio, dice che mai bisogna fare ingiustizia, neppure nel caso che la si subisca, perché alla giustizia non si può giungere se non mediante la giustizia. E quindi non bisogna fare il male in alcun caso, neppure quando lo si subisce, perché il male non si vince mai con il male. Sia a Platone sia ad Aristotele appartengono una serie di riflessioni a vario livello, che, a mio avviso, curerebbero molti mali dell'uomo di oggi, che ama l'"eccesso" in tutte le cose. Proprio l'eccesso, infatti, sia nel "troppo tanto" sia nel "troppo poco", è l'origine dei vizi. L'uomo saggio, per il greco, è colui che sa raggiungere la "giusta misura", l'equilibrio spirituale. "Nulla di troppo" era la massima che già i Sette Sapienti avevano consacrato nel tempio di Apollo in Delfi, e che ha costituito come il minimo comun denominatore del pensiero morale di tutti i Greci. Le voglio citare una esortazione che Aristotele nella sua Etica a Nicomaco, bellissima, anche se per l'uomo di oggi suona provocatoria: "Non bisogna seguire quelli che consigliano che, essendo uomini, dobbiamo attendere a cose umane, e, essendo mortali, a cose mortali, bensì, per quanto è possibile, bisogna farsi immortali e far di tutto per vivere secondo la parte più elevata di quelle che sono in noi; infatti, anche se è piccola per estensione, tuttavia per potenza e per valore eccelle di molto su tutte le altre"".
Alcuni interpreti fan
no risalire i "vizi" dell'Occidente ai Greci: è vero questo?"E' una tesi sostenuta soprattutto da Nietzsche, secondo cui è stato Socrate la causa del Male supremo che consiste nell'aver introdotto in modo irreversibile la superiorità della ragione sugli istinti, e di aver creato quella mentalità dalla quale è nata la scienza, con tutti i mali che a essa conseguono. Ma è appena il caso di dire che proprio questo, che secondo Nietzsche costituisce il grande Male, può essere considerato, all'opposto, la conquista più grande della grecità, da cui è nata la mentalità moderna".
Il Bene è un tema che costituisce un cardine della filosofia greca; qual è la concezione più forte a questo riguardo?
"Credo che il pensiero più forte sul Bene sia quello che Platone ha espresso soprattutto nelle sue dottrine non scritte, e, per enigmi, nei suoi dialoghi. Il Bene è l'Uno, ossia ciò che unisce, mentre il Male è la "Diade" ossia ciò che spezza in due, ciò che divise in molti. Pensi in che misura Platone aveva ragione: l'uomo di oggi tende a dividere tutto, come ha fatto, in un certo senso emblematico, con l'atomo. E non solo a livello politico (classi, partiti, correnti, ecc.), ma anche a livello etico: il divorzio delle famiglie, la contrapposizione dei sessi, la divisione fra genitori e figli, e così di seguito, Anzi, l'uomo di oggi ha scavato scissioni anche all'interno del proprio animo... Allora, non aveva forse ragione Platone nell'affermare che il Bene non può consistere se non nel fare unità in tutti quegli ambiti in cui abbiamo creato divisione?".
E' sul tema della felicità, tanto trattato dal Greci, che cosa ci dice?
"La felicità per tutti quanti i filosofi greci costituiva il fine stesso della filosofia. La prova della validità di una filosofia per gli antichi consisteva nella verifica sul piano della vita. In altri termini: una filosofia veniva giudicata vera nella misura in cui aiutava gli uomini a raggiungere la felicità. E' il grande messaggio che i Greci comunicavano a questo riguardo era il seguente: la tua felicità non dipende da ciò che hai, ma da ciò che sei. Se vuoi essere felice, diceva Socrate, non devi curare i tuoi beni materiali e il tuo corpo, ma soprattutto la tua psiche, il tuo spirito, perché l'anima è la fonte del bene e del male".
Qual'è il rapporto della filosofia greca con il cristianesimo? Insomma Atene e/o Gerusalemme?
"Una risposta a questa domanda l'ha data il pontefice stesso nella sua ultima enciclica Fides et ratio. la fede è "metaculturale", nel senso che non può essere rinchiusa in nessuna forma di cultura, ma è esprimibile in molte culture; e tuttavia proprio il pensiero greco è stato lo strumento efficace con cui la fede cristiana si è espressa, e quindi l'incontro di Atene e Gerusalemme, se non un valore assoluto, ha comunque un significato storico e una portata veramente epocale, e sotto questo aspetto incontrovertibili".