RASSEGNA STAMPA

24 APRILE 2001
GIUSEPPE CANTARANO
Cacciari & Bettin

L'individuo solidale contro l'antipolitica

Cacciari-Bettin, "Duemilauno Politica e futuro", Feltrinelli, pagine 110, lire 20.000

E' diventato ormai un trito luogo comune affermare che la politica è in. crisi. C'è chi addirittura si è spinto oltre, sino a illustrarne la morte. Si dirà: sono le litanie di quei soliti incalliti apocalittici. Quelli che proprio non ce la fanno a guardare le umane cose di questo mondo, se non da dietro le oscure lenti del nichilismo. Eppure, qualcosa di vero ci dovrà pur essere se, mai come in questi anni, l'interesse dei cittadini verso la politica è crollato verticalmente. Soprattutto l'interesse dei giovani. Che verso la politica provano noia, disgusto, indifferenza, come abbiamo appreso da un sondaggio apparso sul Corriere della sera. Del resto, la crescita dell'astensionismo non indica soltanto la rinuncia alla partecipazione elettorale. Ha a che fare con la ricorrente tentazione di fare a meno della partecipazione alla vita pubblica. insomma, se nel mare aperto della globalizzazione ci sentiamo sempre più maledettamente soli e spaesati - come ha scritto Zygmunt Bauman non è di sicuro la politica che chiamiamo in nostro soccorso. Ben altri sono i luoghi della socializzazione. Anche se il più delle volte questi luoghi si rivelano delle trappole infernali.All'interno dei quali la solitudine esplode in disperazione, come aveva lucidamente preconizzare David Riesman nel suo La folla solitaria ( il Mulino 1956 ).

Come rispondere, dunque, all'esperienza diffusa della solitudine: la politica deve ripartire di qui, se intende recuperare sul serio la sua antica e nobile funzione di inclusione sociale.E riallacciare quel dialogo spezzato soprattutto con i giovani. Del resto, come afferma Massimo Cacciari, "cos'è fare politica, se non dire al tuo prossimo che non è solo"? E' questa la convinzione che fa da sfondo al bellissimo libro Duemilauno. Politica e futuro (Feltrinelli, pp. 110, lire 20.000 ). Che è in realtà un colloquio, intenso e appassionato, tra il filosofo ex sindaco di Venezia con Gianfranco Bettin, prosindaco nella Giunta Cacciari della città lagunare. Certo, non sarà un libro a restituire l'anima alla politica. C'è bisogno di ben altro. Ma può essere anche un libro - perché no? - a orientare la riflessione verso quella direzione. Con un'avvertenza, tuttavia. Da Cacciari ribadita insistentemente e con nettezza nelle pagine del libro. Se il contraccolpo alle conseguenze di disorientamento e inquietudine provocate dalla globalizzazione costringe a rintanarsi nel Proprio particolare interesse e a coltivare i propri appetiti proprietari, non è con una retorica esortazione alla partecipazione o ai "valori comuni" che ci si immunizza da tale delirio.

E' l'individuo, non lo zoon politikòn, il costitutivo presupposto dello Stato moderno. La nostra, osserva Cacciari, è la società "dell'individualismo compiuto". Che alimenta fisiologicamente processi di insicurezza e sradicamento. E "solitudini cosmopolite". Ma l'individuo non può ragionevolmente pensare che il suo legittimo interesse particolare sia assoluto. Deve invece sapersi prudentemente arrestare di fronte alla volontà antipolitica di ingoiare tutto, di appropriarsi antipoliticamente di tutto. Deve saper mettere a freno la sua ingordigia proprietaria. Giacché, oltre un determinato limite, la legittima aspirazione dell'individuo conduce alla catastrofe il suo stesso interesse individuale. Del resto, questo paradosso lo aveva già perfettamente mostrato Tocqueville. La politica non tramonta. A tramontare, semmai, è la vecchia politica, che ha prodotto quelle solitudini sociali alle quali ora non sa, non può dare più risposte. Se non facendo ricorso all'antipolitica, l'altra faccia della vecchia politica. A tramontare sono gli idoli della vecchia politica. L'individualismo proprietario è uno di essi. Come è possibile, allora, ricostruire un nuovo discorso politico? Cacciari non ha dubbi: "Innanzitutto, criticando l'ideologia corrente, che ti impedisce appunto di vedere le forme attuali del dominio, del Potere, la sostanza autentica della politica che oggi viene prodotta malgrado se ne proclami la fine a destra e a manca ". Ci saranno orecchie disposte ad ascoltare questa disincantata speranza?
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vedi anche
Filosofia (e) politica