Quel giudice spietato che ci dominaLe voci di dentro - L'autostima "E' un sentimento che deve essere annaffiato ogni giorno come un fiore". Parla lo psichiatra Willy Pasini, che ha scritto un saggio su uno dei meccanismi più importanti della nostra esistenza. Pronto a modificarsi con l'evolversi della società |
| Dice Willy Pasini: "L'autostima è un giudizio che si dà del proprio valore. I punti fondamentali, secondo Christophe André e François Lelord, sono tre: l'amore di sé, che dipende dall'amore che abbiamo ricevuto nell'infanzia dalla nostra famiglia e dai "nutrimenti affettivi" che ci sono stati elargiti; la visione di sé, che ci permette di raggiungere gli obiettivi a cui aspiriamo, nonostante le avversità; la fiducia in sé, che ha bisogno di azioni ed eventi esterni della vita quotidiana per mantenersi o svilupparsi".
L'autostima, aggiunge, non è un sentimento stabile: "E' un sentimento mobile che deve essere continuamente rinforzato: un fiore che si deve annaffiare ogni giorno".
Pasini, milanese, 62 anni, è professore di Psichiatria e Psicologia medica all'Università di Ginevra. Ha scritto una ventina di libri, che sono stati tradotti in 11 lingue: ultimamente in bulgaro, con caratteri cirillici. In questi giorni pubblica L'autostima (Mondadori, 246
pagine, 30.000 lire): una introduzione, 10 capitoli, due test conclusivi: il primo, elaborato dall'Università di Tolosa, per valutare la stima di sé negli adolescenti; il secondo, a cura delle psicologhe e psicoterapeute Dania Cappellini e Gloria Rossi, per aiutare i lettori a valutare il livello della propria autostima.
| Qual è la differenza di fondo tra le donne e gli uomini? |
"L'uomo, storicamente, si definiva in funzione del suo Potere. La donna, dal Medio Evo, e anche precedentemente, aveva una stima di sé più debole perché viveva in una situazione sociale dominata dalle regole maschili; quindi era abituata a "modellarsi" sull'approvazione prima dei genitori, dopo del partner. Questa condizione è durata secoli, tanto è vero che le donne erano timide, avevano il collo piegato di fianco come le madonne, tenevano gli occhi bassi, eccetera. Oggi hanno superato lo stato di sudditanza.
Anzi: alcune volte, pensiamo agli Stati Uniti, l'hanno addirittura ribaltato, assumendo gli atteggiamenti peggiori dell'uomo. Negli ultimi cinque anni la timidezza è maschile. Ricevo molte lettere, per le mie rubriche su Grazia e su Oggi, nelle quali i giovani mi scrivono che non osano andare con le coetanee perché hanno paura di essere presi in giro: "Le ragazze hanno fatto molte esperienze e mi paragonano con altri se per caso non ho l'erezione giusta". L'autostima debole, che era una caratteristica
femminile, si sta spostando verso l'uomo".
| Nella società dell'immagine quanto conta il corpo, per conquistare la consapevolezza del proprio valore? |
"Il corpo è stato importante anche in passato, soprattutto nell'adolescenza, quando l'autostima maschile era determinata dai muscoli e quella delle donne dagli aspetti tipici della femminilità. Adesso lo diventa molto di più perché la stima di sé è stabilita dallo
sguardo altrui, al quale dobbiamo conformarci".
| Anche la bellezza è importante? |
"Certo. La bellezza. La snellezza. La sveltezza. Alcuni uomini calcolano la loro autostima dai centimetri: di altezza, del pene...".
| Fare un mestiere che piace aiuta? |
"Eh, sì. Eh, sì. Consiglio di fare un lavoro gradito, se è possibile, anche guadagnando un pochettino di meno, perché alla lunga la
vita sarà più felice".
"Per alcuni è una copertura dell'autostima debole. Misurano il proprio valore, e lo fanno misurare dal circondario, in rapporto al conto
in banca, che purtroppo, ai nostri giorni, procura molti adulatori. Sono caduti i grandi ideali, politici, religiosi, eccetera, e il denaro
tende a sostituirli. Gli industriali dominano sui politici perché il denaro domina sulle idee".
| Il sesso gioca un ruolo centrale o marginale? |
"Nell'uomo dell'antichità aveva una parte decisiva: l'erezione, il numero delle donne, eccetera... Oggi del sesso si parla più che del
denaro ed è ritornato a essere un luogo dell'autostima. In passato erano soltanto gli uomini a fare i paragoni sulle donne. Adesso, lo
abbiamo visto, li fanno anche le donne sugli uomini: quindi è un elemento rilevante. E le donne hanno messo in crisi il macho, ma
non l'uomo vero".
| Nei disagi di coppia la carenza di autostima pesa poco o ha un'incidenza determinante? |
"Direi determinante. Intanto nella scelta del partner. Le donne che optano per il mascalzone non sono soltanto attirate dal perverso: non hanno abbastanza stima di sé per scegliere uomini migliori e il loro comportamento sfocia nel masochismo".
| Quali sono le conseguenze più devastanti di una scarsa stima di sé o della sua perdita? |
"La depressione. E gli annessi: le persone si presentano male, sul piano relazionale, perciò provocano gli scacchi della vita. Una bassa autostima è anche una profezia. Chi cerca lavoro, avendo una carente considerazione di sé, propone le sue qualità in grigio.
La chiamo profezia perché determina gli accadimenti. Un allenatore di calcio e un politico che hanno una bassa autostima non
possono esercitare a lungo il loro mestiere".
| C'è anche la stima di sé esagerata, quella che lei definisce dei "gonfiati". I problemi che ne derivano sono meno
disastrosi? |
"Sì, perché i gonfiati stanno costantemente in trincea. Ma non dànno l'impressione di essere autentici, perché sono sempre in
difesa di quel nucleo molle che sanno di avere all'interno. Non sono curiosi degli altri, parlano soltanto delle cose di cui si sentono
padroni... In chiave relazionale, non sono simpatici. Nel lavoro, dopo qualche mese, si capisce che sono gonfiati e allora cambiano
spesso posto. Comunque sono migliori di quelli che hanno una bassa autostima".
| Quali sono le terapie praticabili per conquistare o riconquistare l'autostima? |
"Le piste sono due: quella psicoterapica, che va all'origine lontana, ed è la principale; e le nuove terapie del comportamento, una
delle quali in Italia è molto utile: il pensare positivo, che la Francia ha sviluppato con De Gaulle. Il nostro è un Paese di bassa
autostima: non a caso, giochiamo al calcio di contropiede".
| Ma si può pensare positivo se l'autostima è bassa? Come ci si può dare coraggio se il coraggio non ce l'abbiamo? |
"Cominciando con un terapeuta. Un paziente si è arrabbiato con me perché ero arrivato in ritardo a una seduta: pensava che me ne
fossi dimenticato perché lui non era abbastanza importante. Gli ho spiegato che aveva ritardato l'aereo. Lui aveva elucubrato il
peggio. Gli ho dimostrato che anche in altre situazioni si comportava allo stesso modo".
| Il sottotitolo del suo libro è: "Volersi bene per voler bene agli altri". Chi si vuole bene non è un egocentrico e un
egoista? |
"Sì e no. Questa è la visione della Chiesa. Esiste una differenza tra l'autostima e il narcisismo. Il narcisismo porta a una specie di
arroganza. I narcisi non si vogliono bene dentro e quindi non possono volerne".
Willy Pasini conclude il suo saggio con una nota poetica che prende a prestito da un brano di Jacob Dellacqua intitolato
"Trasformazioni": Prima di nascere si esiste già perché facciamo tutti parte della stessa roccia. Poi il tempo passa, la roccia si
sgretola; noi passiamo da roccia a pietra, e da pietra a sasso. Più tardi il sasso si frantuma, diventa sabbia, e allora il viaggio
comincia. Il vento ci porta su, nel cielo; ci fa girare all'infinito, poco a poco la sabbia diventa polvere. E quando si è polvere, nessuno
ci può vedere, nessuno ci può afferrare; si è liberi, si può amare come si vuole. E anche se si è di pietra, dice Dellacqua, si è leggeri
come la luce.
"Leggerezza, libertà e felicità" è l'augurio che lo psichiatra e psicologo milanese vuole fare "a tutti quelli che si incamminano alla
ricerca dell'autostima". |