RASSEGNA STAMPA

13 APRILE 2001
editoriale
"Le multinazionali possono uccidere, boicottatele"
I loro nomi? Bayern, Boheringer-Ingelheim, Glaxo-Smith Kline, Novartis, Schering. Bene, la "Lila" - cioè la Lega italiana per la lotta all'Aids - chiede di boicottare i loro prodotti farmaceutici o di bellezza. Almeno fino al 25 aprile. Le ragioni? Le conoscono in molti, le ricordiamo anche nell'articolo qui sotto ma forse vale la pena sintetizzarle. Quelle grandi multinazionali contro cui scatterà il boicottaggio sono le stesse che hanno intentato causa al governo di Nelson Mandela in Sudafrica. Qui, il Nobel per la Pace - che governa un paese con quattro milioni di sieropositivi - nel '97 fa varò il "medicine act". Una legge per consentire al suo paese di importare farmaci (i cosiddetti "antiretrovirali") copiati, prodotti senza pagare il brevetto. Una legge che avrebbe permesso di fabbricare quei farmaci in Sud Africa, senza pagare alle grandi compagnie i diritti. Le ragioni di questa normativa? Nel paese africano - l'ha ricordato ieri il presidente della Lila italiana, Vittorio Agnoletto - la spesa medica procapite è di 24 mila lire; il costo annuo di una terapia con i farmaci acquistati con tutti i crismi delle leggi internazionali di mercato è di 40 milioni. A persona. Di qua la vita di centinaia di migliaia di persone, di là gli interessi delle multinazionali. Mandela ha scelto i primi.Le seconde, le compagnie, si sono però ribellate. E hanno intentato una causa al governo di Pretoria.
E il processo è ormai arrivato: comincia il 18 aprile.
Le organizzazioni che in Italia si occupano del problema hanno così deciso di far sentire la loro voce in questa vicenda. C'è il boicotaggio - annunciato ufficialmente in una conferenza stampa - ma c'è qualcosa di più. Spiega ancora Agnoletto: "Ci sono aziende, in India o in Brasile, che sono riuscite a produrre i farmaci antiretrovirali superando i brevetti delle multinazionali. Contro queste aziende sono scattate le ritorsioni americane, che sono riuscite a bloccare le esportazioni. Bene, noi ci offriamo di comprare i farmaci dell'indiana Cicla per rivenderli allo stesso prezzo ai paesi del Sud del mondo".
E ancora: la Lila invita tutti a firmare un appello sul suo sito (www.lila.it) da inviare alle aziende, ai governi, fra cui quello italiano.
Per chiedere che il tema arrivi all'ordine del giorno della prossima riunione dei G8. E' troppo?
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