| "Le multinazionali possono uccidere, boicottatele" | I loro nomi? Bayern, Boheringer-Ingelheim, Glaxo-Smith
Kline, Novartis, Schering. Bene, la "Lila" - cioè la Lega italiana
per la lotta all'Aids - chiede di boicottare i loro prodotti
farmaceutici o di bellezza. Almeno fino al 25 aprile. Le ragioni? Le
conoscono in molti, le ricordiamo anche nell'articolo qui sotto ma forse
vale la pena sintetizzarle. Quelle grandi multinazionali contro cui
scatterà il boicottaggio sono le stesse che hanno intentato causa al
governo di Nelson Mandela in Sudafrica. Qui, il Nobel per la Pace -
che governa un paese con quattro milioni di sieropositivi - nel '97 fa
varò il "medicine act". Una legge per consentire al suo paese di
importare farmaci (i cosiddetti "antiretrovirali") copiati, prodotti senza
pagare il brevetto. Una legge che avrebbe permesso di fabbricare quei
farmaci in Sud Africa, senza pagare alle grandi compagnie i diritti. Le
ragioni di questa normativa? Nel paese africano - l'ha ricordato ieri il
presidente della Lila italiana, Vittorio Agnoletto - la spesa medica
procapite è di 24 mila lire; il costo annuo di una terapia con i farmaci
acquistati con tutti i crismi delle leggi internazionali di mercato è di 40
milioni. A persona.
Di qua la vita di centinaia di migliaia di persone, di là gli interessi delle
multinazionali. Mandela ha scelto i primi.Le seconde, le compagnie, si
sono però ribellate. E hanno intentato una causa al governo di Pretoria.
E il processo è ormai arrivato: comincia il 18 aprile.
Le organizzazioni che in Italia si occupano del problema hanno così
deciso di far sentire la loro voce in questa vicenda. C'è il boicotaggio -
annunciato ufficialmente in una conferenza stampa - ma c'è qualcosa di
più. Spiega ancora Agnoletto: "Ci sono aziende, in India o in Brasile,
che sono riuscite a produrre i farmaci antiretrovirali superando i
brevetti delle multinazionali. Contro queste aziende sono scattate le
ritorsioni americane, che sono riuscite a bloccare le esportazioni. Bene,
noi ci offriamo di comprare i farmaci dell'indiana Cicla per rivenderli
allo stesso prezzo ai paesi del Sud del mondo".
E ancora: la Lila invita tutti a firmare un appello sul suo sito
(www.lila.it) da inviare alle aziende, ai governi, fra cui quello italiano.
Per chiedere che il tema arrivi all'ordine del giorno della prossima
riunione dei G8. E' troppo? |