RASSEGNA STAMPA

25 MARZO 2001
SYLVIE COYAUD
Ecco gli imprenditori del caos
Le teorie della complessità, tra scienza, business e casino
I libro di Thomas A. Bass, Sbancare Wall Street, (Feltrinelli, pagg. 294 L. 30.000) e quello di Stuart Kauffman, A casa nell'universo, (Editori Riuniti, pagg. 412, L. 38.000) sono usciti nello stesso momento, parlano entrambi delle leggi della complessità.
Sbancare Wall Street è un thriller. La trama: Doyne Fatmer e Noeman Packard, due fisici matematici della cosiddetta "cricca del caos" che da ragazzi avevano fatto saltare negli anni 70 le roulette di Las Vegas con piccoli calcolatori infilati nelle scarpe e si erano fatti picchiare di santa ragione dalle guardie dei casinò, sono diventati professori universitari. Negli anni 90, a corto di fondi per finanziare le proprie ricerche accademiche, tassano amici e parenti e fondano a Santa Fé, nel New Mexico, la Prediction Company, società che sfornerà modelli matematici della complessità. per vincere sui mercati finanziari. Così potranno spenderne i guadagni per simulare la configurazione che meglio descriverà l'apparizione e l'evoluzione delle forme di vita terrestri.
Riusciranno quei figli dei fiori ormai cresciutelli e gli altri, giovani pianisti itineranti o maestri di sci, che reclutano via via a sopportare la frequentazione di banchieri e finanzieri? A mettersi d'accordo su come gestire l'azienda in maniera equa ma riconoscendo l'autorità dei fondatori? A conservare buoni rapporti con la famiglia nonostante gli orari di lavoro demenziali, a tener d'occhio l'andamento dello yen, dei metalli, dei derivati, dei future, degli hedge funds (tutti mirabilmente spiegati al profano)? A consumare a credito ancora per qualche giorno all'Atzec Street Caffe quando tutti hanno prosciugato il proprio conto in banca e quello della fidanzata? Il veloce montaggio cinematografico di Bass dà un tocco di suspense anche alle conversazioni tecniche fra i protagonisti, per cui il lettore trema quando, con la Swiss Bank Corporation ormai acquisita come cliente e finanziatrice, "il modello per la compravendita del petrolio si buca e lascia fuoriuscire una marea di denaro sul pavimento del World Trade Center; il motore operativo 2.0 è ancora in fase di correzione e i mercati valutari sono fatti a pezzi dalla Federal Reserve e l'unica via d'uscita sembra quella di cedere la Prediction Company ai capitalisti.
Il lettore ride spesso e dall'altalena dei fallimenti e successi di qull'improbabile azienda impara quasi inavvertitamente qualcosa sulle scienze del caos. Bass avrebbe potuto raccontare con lo stesso brio la storia delle aziende biotech fondate da Kauffman, amico e vicino di casa di Farmer e Packard, autore insieme a loro di parecchi modelli matematici dell'evoluzione biologica, anche lui docente al Santa Fé Institute diretto da Murray Gell-Mann, "dove si sono cristallizzate le scienze della complessità", dice di passaggio a Milano questa settimana, fra una conferenza per imprenditori e una agli studenti dell'Università di Milano-Bicocca, organizzate dalla Omnitel.
Kauffman ha una formazione insolita: in filosofia a Oxford dove studia Wittgenstein, e poi in medicina, biologia molecolare, genetica, biochimica e bioinformatica. Giocando al computer con automi i cui comportamenti sono definiti da funzioni booleane assegnate loro a caso, osserva che dalla confusione iniziale emerge un sistema dinamico.
Se gli automi fossero unità di vita, geni, cellule, specie, si chiede, emergerebbe un'auto-organizzazione analoga? Ma allora la causa prima dell'ordine del mondo naturale e dei suoi ecosistemi sarebbe da rintracciare nelle leggi della complessità, e soltanto in un secondo tempo entrerebbe in azione la selezione darwiniana, e l'adattamento più veloce ed efficace là dove il sistema organizzato si sfrangia e confina con "l'orlo del caos". Basta rinunciare al riduzionismo e considerare i sistemi viventi nel loro insieme e queste leggi valgono per la biosfera - questa è la parte più consistente e convincente del libro, dove Kauffman cita generosamente molti lavori altrui - per l"'econosfera" e per il ciclo di vita delle tecnologie, e perfino per la democrazia. Qui diventa difficile seguirlo a chi ricorda, sul finire degli anni 70, le applicazioni sociali di un'altra teoria matematica, la topologia delle catastrofi di René Thom. Il modello presentato in A casa nell'universo è discutibile e molto discusso, infatti, con gran soddisfazione dell'autore, che lo corregge e lo complica in Investigations (omaggio a Wittgenstein) appena uscito negli Stati Uniti.
Diversamente da Thom, matematico puro e duro della morfogenesi, Kauffman trasmette il proprio amore e perfino il senso del sacro davanti alla natura, alla sua bella e vulnerabile varietà, e in questo somiglia alla cricca del caos che si gode l'effimera primavera del New Mexico a dispetto di Wall Street. Le somiglia anche per lo spirito avventuroso, da cowboy diretto all'ultima frontiera. In entrambi i libri, scienziati imprenditori incontrano - agli europei parrà di sognare - capitalisti sensibili al mito del Far West, mossi dal desiderio di scoperta e dal gusto del poker, disposti a rischiare miliardi pur di vedere se quelle teorie scientifiche, astruse e poco verificate, funzionano davvero.
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