Galileo mise in dubbio l'Eucarestia. Ma la Chiesa lasciò correre| Rinvenuto un documento del 1628 che accusava l'astronomo di un'eresia che il Sant'Uffizio non volle perseguire |
| Nel 1628 Galileo fu accusato di essere "pericoloso per la fede" ma non per le
note ragioni astronomiche (l'adesione alla teoria eliocentrica copernicana che gli
costò la famosa condanna da parte del Sant'Uffizio e l'abiura del 1633). Nel quadro
delle "Letture galileiane" in corso a Firenze il professor William R. Shea, presidente
dell'Accademia di storia della scienza di Parigi, ha annunciato ieri la scoperta di un
documento inedito, rinvenuto negli archivi vaticani dal filosofo spagnolo Mariano
Artigas nel novembre 1999. Da un faldone dell'Indice dei libri proibiti era spuntato un
foglio piegato in due: il testo, compilato in latino da un anonimo ufficiale del
Sant'Uffizio, accusa Galileo di "mettere in dubbio l'Eucarestia". In particolare, la
denuncia afferma che nell'opera Il Saggiatore (1623), lo scienziato aveva abbracciato
la teoria atomista negando di fatto la trasformazione del pane e del vino nel corpo e
nel sangue di Cristo. Dalla ricostruzione di Shea, che con Artigas ha studiato il
documento e ne pubblicherà l'edizione critica, risulta che l'atto d'accusa fu discusso
dal collegio degli inquisitori, ma venne archiviato in seguito al parere determinante del
cardinale Francesco Barberini, nipote di Urbano VIII. Fra l'altro Galileo aveva
dedicato Il Saggiatore proprio a quel papa che fu suo interlocutore aperto e illuminato
prima dell'involuzione che portò ai processi del '33. Galileo non fu perseguito perché non
era filosofo né teologo: così, in tema d'Eucarestia, le sue idee non avrebbero avuto alcun
peso.
Può apparire contraddittorio che la colpa "teologica" di mettere in dubbio l'Eucarestia,
equivalente a una bestemmia, non sia oggetto di condanna, mentre una teoria scientifica sul
moto degli astri sia fonte di scandalo e persecuzione. In realtà, più che principi teologici,
Copernico e Galileo mettevano in gioco il principio di autorità, su cui si fondavano l'assetto
sociale e il sistema politico medioevale di cui il potere temporale della Chiesa era trave
portante. Al Sant'Uffizio non sfuggiva la carica destabilizzante della rivoluzione celeste;
mentre i dubbi sull'Eucarestia non toccavano le sale del trono. |