RASSEGNA STAMPA

22 MARZO 2001
CESARE MEDA
Galileo mise in dubbio l'Eucarestia. Ma la Chiesa lasciò correre
Rinvenuto un documento del 1628 che accusava l'astronomo di un'eresia che il Sant'Uffizio non volle perseguire
Nel 1628 Galileo fu accusato di essere "pericoloso per la fede" ma non per le note ragioni astronomiche (l'adesione alla teoria eliocentrica copernicana che gli costò la famosa condanna da parte del Sant'Uffizio e l'abiura del 1633). Nel quadro delle "Letture galileiane" in corso a Firenze il professor William R. Shea, presidente dell'Accademia di storia della scienza di Parigi, ha annunciato ieri la scoperta di un documento inedito, rinvenuto negli archivi vaticani dal filosofo spagnolo Mariano Artigas nel novembre 1999. Da un faldone dell'Indice dei libri proibiti era spuntato un foglio piegato in due: il testo, compilato in latino da un anonimo ufficiale del Sant'Uffizio, accusa Galileo di "mettere in dubbio l'Eucarestia". In particolare, la denuncia afferma che nell'opera Il Saggiatore (1623), lo scienziato aveva abbracciato la teoria atomista negando di fatto la trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo. Dalla ricostruzione di Shea, che con Artigas ha studiato il documento e ne pubblicherà l'edizione critica, risulta che l'atto d'accusa fu discusso dal collegio degli inquisitori, ma venne archiviato in seguito al parere determinante del cardinale Francesco Barberini, nipote di Urbano VIII. Fra l'altro Galileo aveva dedicato Il Saggiatore proprio a quel papa che fu suo interlocutore aperto e illuminato prima dell'involuzione che portò ai processi del '33. Galileo non fu perseguito perché non era filosofo né teologo: così, in tema d'Eucarestia, le sue idee non avrebbero avuto alcun peso. Può apparire contraddittorio che la colpa "teologica" di mettere in dubbio l'Eucarestia, equivalente a una bestemmia, non sia oggetto di condanna, mentre una teoria scientifica sul moto degli astri sia fonte di scandalo e persecuzione. In realtà, più che principi teologici, Copernico e Galileo mettevano in gioco il principio di autorità, su cui si fondavano l'assetto sociale e il sistema politico medioevale di cui il potere temporale della Chiesa era trave portante. Al Sant'Uffizio non sfuggiva la carica destabilizzante della rivoluzione celeste; mentre i dubbi sull'Eucarestia non toccavano le sale del trono.
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Storia della filosofia