RASSEGNA STAMPA

16 MARZO 2001
ANDREA FAGIOLI
Anche la Costituzione ha una "vita materiale"
La Carta dei diritti e dei doveri: un convegno sulla questione del passaggio dalle norme scritte alle loro applicazioni Anche la Costituzione ha una "vita materiale"
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Chi non conosce, almeno nella formula iniziale, il contenuto del primo articolo della nostra Carta costituzionale? Ma quanti sanno, invece, che accanto a questa esiste una "Costituzione materiale", una "Costituzione vivente"? Il primo a parlarne è stato Costantino Mortati, giurista calabrese, morto a Roma nel 1985. A rilanciare la problematica, a oltre quindici anni dalla scomparsa dell'insigne studioso, è l'Università di Siena con una "tre giorni", da oggi a domenica, su "La Costituzione materiale: percorsi culturali e attualità di un'idea". "Secondo Mortati - come ci spiega Alessandro Catelani, direttore del Dipartimento di scienze umane che ha promosso il convegno - esiste un dualismo tra Costituzione formale, intesa come complesso di norme, e la Costituzione materiale, intesa come effettivo assetto istituzionale dell'ordinamento, ovvero l'insieme delle decisioni prese dalle forze politiche, sociali e sindacali, dalla giurisprudenza, dagli organi costituzionali. Questo è un concetto giuridico-filosofico d'importanza fondamentale. Si tratta di sapere qual è la Costituzione effettiva: se è soltanto quella che risulta dal testo scritto o se viceversa c'è anche qualcosa di più e di diverso per definire l'ordinamento. È un concetto difficile, che si ricollega in senso stretto alla problematica del diritto, cioè del fenomeno giuridico". E Mortati, che è stato anche segretario della Corte dei Conti e docente universitario, ha segnato la storia giuridica italiana introducendo proprio il problema di una Costituzione più genuina rispetto a quella scritta. Il convegno, in programma presso la Certosa di Pontignano, poco lontano da Siena, nel Comune di Castelnuovo Berardenga, si aprirà questo pomeriggio alle 15 con una sessione presieduta da Silvano Labriola e dedicata al tema "Costituzione materiale e diretto vivente".
Proseguirà nella mattinata di domani con una sessione su "La Costituzione materiale nella dottrina giuridica" al termine della quale, la relazione di Dino Cofrancesco, allievo di Bobbio, costituirà una sorta di ponte tra il profilo più strettamente giuridico delle prime due sessioni, svolte da illustri costituzionalisti, e le rimanenti (domani pomeriggio e domenica mattina), dove sarà prestata maggiore attenzione a un'ottica filosofico-politologica. "Infatti - come spiega ancora Catelani -, il pensiero di Mortati ha un aspetto di forte attualità in questa fase di transizione e di radicali trasformazioni delle istituzioni. Si tratta quindi di sapere quali riforme possono essere introdotte o di verificare come la Costituzione sia già stata modificata in via di fatto. Per questo la terza e la quarta sessione sono dedicate alla situazione attuale del diritto positivo. La terza al nostro diritto interno e la quarta al diritto comunitario dell'Unione europea". L'esempio più emblematico delle trasformazioni di fatto, a giudizio del direttore del Dipartimento di scienze umane dell'Ateneo senese, arriva dall'attuazione dell'ordinamento regionale e dalle "leggi Bassanini", che hanno trasformato il nostro Stato in uno Stato quasi federale. Rispetto al ruolo delle Regioni previsto dalla nostra Carta fondamentale, il federalismo ha fatto tali passi avanti da rendere superati, almeno in parte, gli articoli dal 114 al 133 sull'ordinamento della Repubblica. Pertanto l'eventuale nuova legge costituzionale non dovrebbe fare altro che recepire una realtà già modificata dalla legge ordinaria.
"L'attuazione delle Regioni - ribadisce Catelani - è andata molto al di là del disegno costituzionale. Ora si tratta di verificare se sia compatibile con la Costituzione stessa. Il convegno dovrà dire se le riforme costituzionali devono tener conto della Costituzione materiale. Si tratta insomma di stabilire se è valido questo concetto sociologico del diritto", ovvero se l'"idea" di Costantino Mortati funziona sempre.
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vedi anche
Filosofia (e) politica