Anche la Costituzione ha una "vita
materiale"| La Carta dei diritti e dei doveri: un convegno sulla questione del passaggio dalle
norme scritte alle loro applicazioni
Anche la Costituzione ha una "vita
materiale" |
| "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità
appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Chi non
conosce, almeno nella formula iniziale, il contenuto del primo articolo della nostra Carta
costituzionale? Ma quanti sanno, invece, che accanto a questa esiste una "Costituzione
materiale", una "Costituzione vivente"? Il primo a parlarne è stato Costantino Mortati,
giurista calabrese, morto a Roma nel 1985.
A rilanciare la problematica, a oltre quindici anni dalla scomparsa dell'insigne studioso, è
l'Università di Siena con una "tre giorni", da oggi a domenica, su "La Costituzione
materiale: percorsi culturali e attualità di un'idea".
"Secondo Mortati - come ci spiega Alessandro Catelani, direttore del Dipartimento di
scienze umane che ha promosso il convegno - esiste un dualismo tra Costituzione formale,
intesa come complesso di norme, e la Costituzione materiale, intesa come effettivo assetto
istituzionale dell'ordinamento, ovvero l'insieme delle decisioni prese dalle forze politiche,
sociali e sindacali, dalla giurisprudenza, dagli organi costituzionali. Questo è un concetto
giuridico-filosofico d'importanza fondamentale. Si tratta di sapere qual è la Costituzione
effettiva: se è soltanto quella che risulta dal testo scritto o se viceversa c'è anche qualcosa di
più e di diverso per definire l'ordinamento. È un concetto difficile, che si ricollega in senso
stretto alla problematica del diritto, cioè del fenomeno giuridico".
E Mortati, che è stato anche segretario della Corte dei Conti e docente universitario, ha
segnato la storia giuridica italiana introducendo proprio il problema di una Costituzione più
genuina rispetto a quella scritta.
Il convegno, in programma presso la Certosa di Pontignano, poco lontano da Siena, nel
Comune di Castelnuovo Berardenga, si aprirà questo pomeriggio alle 15 con una sessione
presieduta da Silvano Labriola e dedicata al tema "Costituzione materiale e diretto vivente".
Proseguirà nella mattinata di domani con una sessione su "La Costituzione materiale nella
dottrina giuridica" al termine della quale, la relazione di Dino Cofrancesco, allievo di
Bobbio, costituirà una sorta di ponte tra il profilo più strettamente giuridico delle prime due
sessioni, svolte da illustri costituzionalisti, e le rimanenti (domani pomeriggio e domenica
mattina), dove sarà prestata maggiore attenzione a un'ottica filosofico-politologica.
"Infatti - come spiega ancora Catelani -, il pensiero di Mortati ha un aspetto di forte
attualità in questa fase di transizione e di radicali trasformazioni delle istituzioni. Si tratta
quindi di sapere quali riforme possono essere introdotte o di verificare come la Costituzione
sia già stata modificata in via di fatto. Per questo la terza e la quarta sessione sono dedicate
alla situazione attuale del diritto positivo. La terza al nostro diritto interno e la quarta al
diritto comunitario dell'Unione europea".
L'esempio più emblematico delle trasformazioni di fatto, a giudizio del direttore del
Dipartimento di scienze umane dell'Ateneo senese, arriva dall'attuazione dell'ordinamento
regionale e dalle "leggi Bassanini", che hanno trasformato il nostro Stato in uno Stato quasi
federale. Rispetto al ruolo delle Regioni previsto dalla nostra Carta fondamentale, il
federalismo ha fatto tali passi avanti da rendere superati, almeno in parte, gli articoli dal 114
al 133 sull'ordinamento della Repubblica. Pertanto l'eventuale nuova legge costituzionale
non dovrebbe fare altro che recepire una realtà già modificata dalla legge ordinaria.
"L'attuazione delle Regioni - ribadisce Catelani - è andata molto al di là del disegno
costituzionale. Ora si tratta di verificare se sia compatibile con la Costituzione stessa. Il
convegno dovrà dire se le riforme costituzionali devono tener conto della Costituzione
materiale. Si tratta insomma di stabilire se è valido questo concetto sociologico del diritto",
ovvero se l'"idea" di Costantino Mortati funziona sempre. |