RASSEGNA STAMPA

15 MARZO 2001
IAIA VANTAGGIATO
Dove finisce il far west
Nuove regole sulla procreazione assistita e monitoraggio degli embrioni congelati
Un decreto per regolamentare l'attività dei centri per la fecondazione assistita.
Un provvedimento legislativo di Umberto Veronesi
Un decreto legislativo che definisca le linee-guida necessarie alla regolamentazione delle pratiche di fecondazione assistita e un monitoraggio destinato a quantificare il numero degli embrioni congelati. Il provvedimento - che verrà presentato la prossima settimana - è stato annunciato dal ministro della sanità Umberto Veronesi nel corso di un convegno, svoltosi ieri a Roma e organizzato dalla Società italiana di fertilità e sterilità e medicina della riproduzione in collaborazione con "Tecnobios", dedicato alla "Prevenzione e gestione delle gravidanze multiple" (la cui causa maggiore, come ha più volte sottolineato Carlo Flamigni dell'università di Bologna, è l'induzione dell'ovulazione semplice - ovvero qualsiasi terapia nella quale non ci sia manipolazione dei gameti a cominciare dall'inseminazione - e non, come comunemente si crede, le "fivet", cioè le tecniche di fecondazione assistita). Le regole, secondo Veronesi, dovrebbero definire i requisiti minimi richiesti ai centri di procreazione medicalmente assistita presenti in Italia (circa duecento), così come da molte parti era stato richiesto all'allora ministro Bindi prima del definitivo affossamento al senato della pasticciata legge sulla fecondazione assistita. Dalle tecniche al personale, dalle attrezzature alle strutture (in questione non sono principi etici di stato), un protocollo nazionale dovrebbe mettere i centri nella condizione di lavorare al meglio pur senza cadere in un eccesso di prescrittivismo: "L'approccio normativo - come ha sottolineato Gilda Ferrando del comitato nazionale di bioetica - deve essere elastico, la disciplina leggera. Ogni divieto imposto oltre misura potrebbe, infatti, far confluire nella clandestinità l'utilizzo di pratiche altrimenti necessarie".
Le regole insomma, sia pur minime, devono esserci sia che riguardino la ricerca scientifica che l'arte medica: "il medico che lavora dentro un sistema sanitario - ha affermato Francesco Carella, presidente della commissione sanità del senato - non può avvalersi di una totale libertà terapeutica. E l'Italia, nonostante il lavoro di tre legislature, è ancora l'unico paese privo di regole". Sebbene un accordo, nell'ultima legislatura, maggioranza e opposizione l'avessero trovato almeno su alcuni punti: l'utilizzo di tecniche in centri autorizzati, il divieto di sperimentazione sugli embrioni umani, il divieto di selezione per scopi eugenetici e quello di clonazione umana. A dividere erano state, invece, le questioni legate al diritto di accesso alle tecniche (donne singole, coppie sposate o conviventi), al tabù sulla fecondazione eterologa, alla crioconservazione degli embrioni e alla possibilità - da parte delle donne - di donare (e non vendere) gameti.
Questioni che portano dritte al cuore del problema: la laicità della politica e dello stato, il rapporto tra istituzioni, scienza e informazione. "E' per questo - ha sostenuto Marida Bolognesi, presidente della commissione affari sociali della camera - che diventa necessaria la costruzione di un 'fronte dell'etica' che si misuri col tema del diritto alla salute (e alla salute procreativa) e con quello della distribuzione delle risorse sia nell'ambito della ricerca che in quello dell'organizzazione sanitaria". Una etica della responsabilità, come la definisce Ferrando, nella quale tutti devono essere coinvolti madri e padri, operatori sanitari, legislatore: "da parte dei medici, per esempio, non può esserci nessuna violazione degli obblighi di informazione. Il che non si riduce a una semplice comunicazione dei rischi ma vuol dire tener conto della personalità della donna che si ha di fronte, non crearle false illusioni". Come dire, più ovuli impiantati, maggiori speranze. E regole, nel corso del convegno, vengono invocate anche rispetto a uno degli aspetti più dolorosi delle gravidanze multiple, quello della riduzione embrionale.
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Bioetica