RASSEGNA STAMPA

27 GENNAIO 2001
FEDERICO PEIRETTI
Nel tempio della matematica dovrebbero entrare più donne
Gabriele Lolli denuncia il pregiudizio per cui il calcolo e la ricerca non sarebbero adatti al carattere femminile e racconta secolari discriminazioni maschiliste
Gabriele Lolli, «La crisalide e la farfalla», Bollati Boringhieri, pp. 130, L. 18.000
Oggi non possiamo certo immaginare che un vescovo geloso della bellezza e dell'intelligenza di una giovane matematica, possa ordinare ai suoi fedeli di ucciderla, come successe ad Alessandria d'Egitto nel 415 d.C., dove Ipazia venne fatta letteralmente a pezzi da una plebaglia fanatica, istigata dal vescovo Cirillo. Le donne che scelgono gli studi scientifici ora non corrono più questi rischi, ma incontrano sempre molti ostacoli sul loro cammino. Basta vedere la storia dei rapporti tra matematica e donne e i dati forniti da Gabriele Lolli nel suo nuovo saggio La crisalide e la farfalla. «Le carriere delle donne - osserva Lolli - rispetto a quelle degli uomini, iniziate alle stesse condizioni di valore e di merito, sono più lente e raggiungono livelli inferiori».
Secondo lo stereotipo più diffuso, la matematica non si addice alle ragazze e i responsabili di questo pregiudizio sono innanzitutto gli insegnanti e i genitori. Sono loro che dovrebbero leggere per primi questo libro per evitare di «perpetuare una ridicola discriminazione dannosa - come osserva lo stesso autore - per la scienza e per la dignità umana».
Lolli è giustamente convinto che la matematica sia affascinante e anche divertente, come ha argutamente dimostrato con Il riso di Talete, il libro in cui ha raccolto aneddoti, paradossi, storie e anche barzellette del mondo dei matematici. La matematica, è immaginazione, fantasia, libertà di pensiero e dev'essere respinta l'idea ancora diffusa della matematica intesa come religione e modello di verità assolute. Proprio questo falso aspetto sacrale è stato usato, fino ai tempi più recenti, come pretesto per creare una barriera contro le donne; perché nella matematica, come nella religione, gli officianti, i preti, dovevano essere solo uomini.
«L'uomo matematico si è degradato a prete decadente - afferma Lolli - proprio perché per tutta la storia ha lavorato senza avere a fianco le donne». In questa situazione si è arrivati a un evidente declino della matematica, in particolare nelle nostre scuole: «Oggi le ragazze che sono giudicate e credute, che si credono, adatte a studiare matematica - dice ancora - sono quelle precise e pazienti nei conti, ordinate e senza fantasia, da orientare a diventare una di quelle terribili "profie" che fanno odiare la matematica a generazioni dì allievi».
Che cosa abbiamo perduto con l'esclusione dalla matematica dell'altra metà del cielo? E' la domanda che Gabriele Lolli si pone nella sua ricerca sulle ingiustizie e le sopraffazioni che le donne hanno subito da parte dei loro colleghi uomini. E sui rapporti tra le donne e la scienza, riporta diverse tremende affermazioni di matematici evidentemente misogini. Ad esempio, il giudizio senza appello di Gino Loria, studioso di storia della matematica, che meno di cent'anni fa scriveva, citando P. I. Mobius, medico e nipote di un altro grande matematico: «Donne dotte e artiste sono prodotti di degenerazione. Soltanto in forza di variazioni patologiche la donna può acquistare qualità diverse da quelle che la rendono amante e madre. Bisogna dunque aspettarsi che nelle donne d'ingegno esistano ancora altre deviazioni (travestitismo, salute cagionevole, ecc.)».
Oggi per fortuna la situazione sta cambiando, anche nella scuola le ragazze sono più libere e dimostrano meno timore nei confronti del pensiero scientifico. Secondo i dati più recenti, relativi agli esami pubblici in Gran Bretagna, le ragazze di sedici anni hanno prestazioni migliori dei ragazzi in ogni materia, compresa la matematica.
Sempre Loria affermava: «Si direbbe che la donna, negli studi più ardui, mai cessi di essere scolara; che la larva possa bensì raggiungere lo stato di crisalide, ma le siano vietati i liberi voli della farfalla». ora anche la donna può diventare farfalla, purché capisca che la «matematica è un investimento dì passione - osserva Lolli - non un rifugio per la timidezza. La matematica è bella, è un'occupazione degna delle donne purché la affrontino con lo stesso mordente creativo e possessivo dei colleghi maschi, con lo stesso spirito di avventura, con la stessa consapevolezza del suo fascino, del suo carattere turbolento e in ebollizione».
In appendice al suo libro, Lolli ci offre alcune splendide pagine della autobiografia di Sofja Kovalevskaja, una matematica del secolo scorso, che per le sue scelte coraggiose ebbe una vita difficile e avventurosa. E' un libro che non ci risulta sia mai stato tradotto in italiano. Accanto ai suoi primi timidi approcci alla matematica, compare il curioso ritratto di un Dostoevskij innamorato che fa una corte serrata alla sorella della Kovalevskaja, a sua volta perdutamente innamorata del grande scrittore.
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vedi anche
Il pensiero matematico