| Gli umanistici racconti
sulla Costituzione Usa,
il suo irriverente amore | Nel 1989, a Sebastian De Grazia era stato attribuito il Premio Capri S. Michele di varia umanità, per la
sua durevole fedeltà all'isola azzurra. Vi era venuto, per la prima volta, nel 1939. Aveva poi acquistato
una villetta ad Anacapri, che confinava con "Il Rosaio", che dal 1948 al 1988 è appartenuto a Graham
Greene, il quale ha lì impostato e scritto una parte dei suoi libri. La villetta di De Grazia era denominata
"'A sciuscella", per il carrubo che si eleva subito dopo il portoncino d'entrata, e che, stendendo i rami a
cupola, sembra voglia dare un benvenuto a chi entra, ed un arrivederci a chi esce. Davanti alla casetta
c'è un ampio terrazzo che guarda verso il declinante boschetto di cipressi, di ulivi, di giovani pini che,
una volta, Gerardo Marotta chiamò "La passeggiata del filosofo".
Nato a Chicago, da una famiglia italo-ispano-americana, Sebastian De Grazia si sentì presto attratto non
dalla musica, com'era tradizione della sua famiglia, ma dalla filosofia politica. Dopo aver compiuto i suoi
studi a Chicago, e ricerche in Firenze, ha insegnato nelle università della stessa Chicago, di Princeton e
di Rutgers. Solo dopo vari anni di lavoro (De Grazia scriveva lentamente, ritenendo che solo scrivendo
così le opere possono aspirare a restare nel tempo) è stato pubblicato A Country with no Name-Tales
from the Costitution ("Un paese senza nome. Racconti della Costituzione"), che si sviluppa attraverso
una particolare formula umanistica. Nel volume sono descritti i dodici incontri che continuativamente in
dodici giorni d'estate l'autore immagina siano avvenuti tra la giovane e brillante inglese Claire St. John,
che è in America per una tesi di laurea in storia americana, ed Oliver Huggins che si sta preparando
all'esame di ammissione all'Università.
Son cose che Sebastian De Grazia ci rivelò durante una serena conversazione, avvenuta sul terrazzo
della sua casetta, nel tardo pomeriggio di un giorno di metà agosto. A noi vennero subito alla mente i
dialoghi di Platone. E glielo rivelammo. Rispose che, senza dubbio, i suoi due interlocutori non sono
sullo stesso piano come Hyles e Philonous nei tre dialoghi di George Berkeley, pubblicati per la prima
volta nel 1713, o come Panfilo ed Hermenippo nei dialoghi riguardanti la religione naturale di David
Hume, pubblicati postumi nel 1779. Forse ricordano Il Convito, dove c'è una certa progressione anche di
stati d'animo. Claire St. John, che "ha un grado alto di studi" ed è un'attentissima filologa, conduce
Oliver Huggins, che è americano, ma ha vissuto a lungo lontano dal suo paese, ad indagare non solo tra
quel che della storia americana è stato bene ordinato e messo in mostra, ma anche tra quel che è stato
riposto e lasciato nei sottoscala e nei ripostigli, come diari, lettere, verbali di assemblee e di processi,
saggi, canzoni popolari.
Sono dodici giorni di ricerche, di studi, di riflessioni, che si concludono con altrettanti dialoghi, espressi
in capitoli, che iniziano sempre con la riproduzione di un francobollo riguardante l'epoca o i protagonisti
del capitolo. Solo per l'ultimo il francobollo è riportato alla fine. Reca una scritta: America love. Ciò
anche perché gli incontri tra i due protagonisti non sono restati solamente nell'ambito dello studio e della
ricerca, ma hanno suscitato nei loro animi qualche sentimento d'amore. |