Clonazione senza anatemi| La differenza tra Inghilterra e Italia |
| Il parlamento britannico ha definitivamente approvato, nei giorni
scorsi, la legge che consente, con importanti limitazioni, la ricerca su
cellule staminali prodotte da embrioni umani in un'atmosfera di
sorprendente calma. Nessuno ha lanciato orribili anatemi, nessuno ha
denunciato stragi o prefigurato scenari Frankenstein. Non c'era
opposizione parlamentare? Certo che c'era e, anche se i maggiori
partiti hanno lasciato libertà di voto, i "no" sono stati quasi un terzo.
Non c'era opposizione sociale? Certo che c'era e c'è, da parte di
gruppi come Life o da parte della Chiesa cattolica. È vero che si
trattava di un voto di ratifica, ma, cionondimeno, la clonazione è
diventata legge in un clima di ragionato e vasto consenso
inimmaginabile oggi in Italia.
Cosa fa la differenza? Probabilmente un documento della Chiesa
d'Inghilterra che, per quanto non ufficiale, ne fissa la posizione in
materia. Lo ha scritto il canonico dottor John Polkinghorne,
presidente del comitato medico e scientifico, che compara la
creazione di embrioni, a certe condizioni certo, al trapianto di organi,
ormai da anni universalmente accettato.
Poiché anche la legge approvata dal Parlamento britannico fissa
alcune condizioni - tra cui le fondamentali riguardano il tempo
massimo di vita dell'embrione (14 giorni) e il divieto assoluto di
effettuare clonazioni umane - si può concludere che la Chiesa
d'Inghilterra sostanzialmente approva la posizione del governo sulla
clonazione. Questo è certamente un dato abbastanza importante per
fare la differenza tra la Gran Bretagna e l'Italia, dove la Chiesa
cattolica conduce, legittimamente peraltro, una guerra senza quartiere
a ogni forma di clonazione a fini terapeutici.
È evidente che su questioni così delicate e fondamentali le fedi
religiose hanno un decisivo potere di orientamento. Ma appare
altrettanto evidente il solco che sembra ormai dividere, su questi temi,
paesi come l'Italia da paesi dove hanno più peso le Chiese riformate
(non solo la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, ma perfino la Germania e
la Francia). Lo si può anche considerare un solco positivo, ma appare
largo almeno tanto quello apertosi, su questioni che domineranno i
prossimi secoli, tra la Chiesa cattolica e i protestanti dopo il grande
riavvicinamento tentato dal Concilio Ecumenico Vaticano II. |