RASSEGNA STAMPA

28 DICEMBRE 2000
PAOLO PASSARINI
Clonazione senza anatemi
La differenza tra Inghilterra e Italia
Il parlamento britannico ha definitivamente approvato, nei giorni scorsi, la legge che consente, con importanti limitazioni, la ricerca su cellule staminali prodotte da embrioni umani in un'atmosfera di sorprendente calma. Nessuno ha lanciato orribili anatemi, nessuno ha denunciato stragi o prefigurato scenari Frankenstein. Non c'era opposizione parlamentare? Certo che c'era e, anche se i maggiori partiti hanno lasciato libertà di voto, i "no" sono stati quasi un terzo.
Non c'era opposizione sociale? Certo che c'era e c'è, da parte di gruppi come Life o da parte della Chiesa cattolica. È vero che si trattava di un voto di ratifica, ma, cionondimeno, la clonazione è diventata legge in un clima di ragionato e vasto consenso inimmaginabile oggi in Italia.
Cosa fa la differenza? Probabilmente un documento della Chiesa d'Inghilterra che, per quanto non ufficiale, ne fissa la posizione in materia. Lo ha scritto il canonico dottor John Polkinghorne, presidente del comitato medico e scientifico, che compara la creazione di embrioni, a certe condizioni certo, al trapianto di organi, ormai da anni universalmente accettato. Poiché anche la legge approvata dal Parlamento britannico fissa alcune condizioni - tra cui le fondamentali riguardano il tempo massimo di vita dell'embrione (14 giorni) e il divieto assoluto di effettuare clonazioni umane - si può concludere che la Chiesa d'Inghilterra sostanzialmente approva la posizione del governo sulla clonazione. Questo è certamente un dato abbastanza importante per fare la differenza tra la Gran Bretagna e l'Italia, dove la Chiesa cattolica conduce, legittimamente peraltro, una guerra senza quartiere a ogni forma di clonazione a fini terapeutici. È evidente che su questioni così delicate e fondamentali le fedi religiose hanno un decisivo potere di orientamento. Ma appare altrettanto evidente il solco che sembra ormai dividere, su questi temi, paesi come l'Italia da paesi dove hanno più peso le Chiese riformate (non solo la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, ma perfino la Germania e la Francia). Lo si può anche considerare un solco positivo, ma appare largo almeno tanto quello apertosi, su questioni che domineranno i prossimi secoli, tra la Chiesa cattolica e i protestanti dopo il grande riavvicinamento tentato dal Concilio Ecumenico Vaticano II.
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